Brusaferro: “Aumento rapido e generalizzato dei nuovi casi”

Il presidente dell'Istituto superiore di Sanità commenta in un video i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:54
Portavoce del Cts Silvio Brusaferro
Foto Ansa

“Di settimana in settimana la circolazione del virus nel nostro Paese e nei paesi europei è sempre più intensa. Nelle ultime settimane, in Italia la curva si è incrementata con la crescita dei nuovi casi sostanzialmente quasi in tutte le Regioni”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro in un video di commento ai dati del monitoraggio settimanale. “Il numero di nuovi casi ha raggiunto i 753 per 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, in netta crescita, e l’Rt si mantiene sopra l’1, indicatori che ci segnalano come il numero dei nuovi casi e delle ospedalizzazioni è ancora in crescita”.

“Aumento rapido dei nuovi casi”

“C’è un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi Covid e questo sta avvenendo per la decima settimana consecutiva in Italia. Bisogna invertire la tendenza per evitare che nelle prossime settimane ci possa essere un sovraccarico dei servizi sanitari che già oggi sono fortemente impegnati”. Inoltre, Brusaferro ha spiegato che il numero dei casi rende difficile il tracciamento e che “ci troviamo in una fase delicata: si raccomanda un rigoroso rispetto dei comportamenti individuali e collettivi, riducendo le occasioni di contatto e gli assembramenti. Allo stesso tempo è estremamente importante garantire una elevata copertura vaccinale in tutte le fasce d’età”.

Fasce d’età

Riguardo queste ultime, quelle più giovani sono caratterizzate da una “maggiore circolazione del virus e nella fascia 20-29 anni la circolazione è aumentata in modo più significativo, ma tutte le fasce sotto i 40 anno sono caratterizzata da una crescita. Le curve si confermano in netta crescita sia negli under12 sia negli under20″, prosegue il portavoce del Comitato tecnico scientifico. Il rischio di ospedalizzazioni per Covid nelle fasce più giovani “è contenuto ma sempre presente” e questo” è un dato forte che ci ricorda l’importanza delle vaccinazioni, anche nei più giovani”, ha aggiunto il presidente dell’Iss.

Incremento ospedalizzazioni

“Nelle ultime settimane, in virtù della circolazione della variante Omicron, si segnalano anche casi di reinfezione in persone che avevano già contratto l’infezione Covid e questo richiama l’importanza di completare i cicli vaccinali e le dosi booster“, spiega Brusaferro, passando poi a commentare un “incremento delle ospedalizzazioni: per le terapie intensive siamo al 12,9% di occupazione passando dai 1.023 ricoverati la settimana scorsa ai 1.226 questa settimana. Anche per le aree mediche c’è un trend di crescita, passando da 8.722 ricoverati la settimana scorsa a 10.866 e superando il 17% di occupazione dei posti letto”. “C’è come proiezione la probabilità che nell’arco di 3-4 settimane le percentuali di posti letti vadano a occuparsi progressivamente”, ha concluso.

I vaccini

In riferimento alla campagna vaccinale, prosegue Brusaferro, “stanno crescendo le terze dosi in tutte le fasce d’età e la fascia degli ultraottantenni ha raggiunto il 71%, così come sta crescendo al 6% la percentuale di bambini da 5 a 11 anni per i quali viene somministrata la prima dose dal 15 dicembre”. “Parecchi milioni di italiani tuttavia – ha rilevato – non hanno ancora iniziato il ciclo vaccinale e in questa situazione possono essere particolarmente a rischio”. Quanto all’efficacia Brusaferro ha ribadito che il booster “protegge in modo molto significativo dalla malattia grave rispetto a tutte le fasce d’età, mentre più limitata è la copertura rispetto all’infezione”.

Nuova indagine

La prossima flash survey per la rilevazione delle varianti sul territorio nazionale “verrà fatta lunedì prossimo 3 gennaio“, ha annunciato il presidente dell’Iss. “Attualmente abbiamo una situazione di co-circolazione dove al 20 dicembre – ha spiegato – era ancora prevalente la variante Delta, ma la Omicron era in netta crescita con percentuali superiori al 20%, anche se con grandi differenze da regione a regione”.

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