Biden contro Trump, Prof. Rizzuto “La degenerazione della comunicazione politica”

Il primo confronto televisivo tra i due candidati alle prossime elezioni americane si è rivelato un vero scontro verbale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:13

Questa notte in America decine di milioni di americani, hanno assistito al primo confronto televisivo tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump e Joe Biden. Un dibattito caotico e confuso durante il quale i due hanno discusso dei molti problemi che sta affrontando il paese e delle loro idee per risolverli, ma praticamente ogni risposta di Biden è stata interrotta da Trump. Un susseguirsi di frecciatine che hanno reso l’atmosfera incandescente facendo arrivare i due a parole poco gentili.

Interris.it ne ha parlato con la professoressa Francesca Rizzuto, docente di sociologia del giornalismo all’Università di Palermo.

Nell’audio un estratto del commento della professoressa Rizzuto

La degenerazione della comunicazione politica tra Trump e Biden

“Questa campagna elettorale è caratterizzata da alcuni elementi molto particolari. Il primo elemento significativo è lo stile comunicativo adottato da entrambi i candidati. Lo stile dell’insulto, della violenza verbale, della pura aggressività, dell’uno contro l’altro. Davanti le telecamere si è scatenata una vera e propria guerra personale. Questo è uno stravolgimento di quelli che dovrebbero essere gli obiettivi dei dibattiti televisivi”.

Come si sono trasformati i talk show

“Questi dibattiti dovrebbe servire per aiutare gli spettatori a chiarire le posizioni, intravedere un programma. Ciò che ciascun programma dovrebbe fare. Ma ieri sera si è visto proprio uno stravolgimento totale del dibattito televisivo che è diventato la messa in onda di una guerra tra persone. Si sono insultati facendo riferimento alle famiglie. Uno ha detto all’altro di essere un incapace, l’altro ha risposto dicendo di non avere abbastanza intelligenza. Violenza verbale fino all’insulto e questo secondo me è gravissimo messaggio sul piano della comunicazione politica, una vera e propria degenerazione”.

Cosa rimane dopo il dibattito

“Secondo elemento che mi permetto di sottolineare adesso è il fatto che dopo il dibattito non c’è nulla di nuovo se non un esito ancora più incerto. Non è cambiato molto. Alcuni sondaggi dicono che in qualche modo il dibattito sposta anche del 3% i voti, come se convincesse gli indecisi. Ma in questa tornata gli indecisi sono pochi, è troppo spaccata a metà l’America. Trump considera incerto il voto, non sa se sarà valido il voto postale e apre spiragli di possibili riferimenti alla Corte Suprema”.

Cosa succederà il 3 novembre?

“Molti pensatori dicono che non si chiuderà la faccenda il 3 Novembre. Forse siamo dinanzi ad alcune settimane, se non mesi, di discussioni su chi ha vinto. Una situazione già vissuta con Gore qualche anno fa in Florida. Questa volta secondo me la campagna è caratterizzata, forse per la pandemia o forse per la crisi economica, forse per il personaggio in campo, da elementi forti”.

La figura del tycoon

Trump non è un presidente qualsiasi o un presidente uscente qualsiasi. Adesso gli elementi personali negativi su di lui cominciano ad emergere. Giornali come il New York Times cominciano a pubblicare, e non è la prima volta, fatti relativi alle sue fortune economiche. Biden ha usato subito queste notizie come elemento a suo favore, ma a discapito del concorrente. Ha subito evidenziato quanto emerso, come il fatto che non paghi le tasse. No che abbia fatto delitti o frodi fiscali, ma che abbia utilizzato i propri debiti per non pagare le tasse”.

Vaccino e campagna politica

Il vaccino è uno strumento politico pazzesco in tutto il mondo. Chi trova il vaccino fa la fortuna del business dell’industria che lo produce, ma allo stesso tempo la propria fortuna politica. Il vaccino risolverebbe un problema americano in particolare, ma che allo stesso tempo globale. Quindi se Trump riuscisse a conseguire questo risultato prima delle elezioni, cosa per la quale sta facendo un’enorme pressione, allora avrebbe sicuramente un punto a suo favore. Non so però se questo è il punto determinante. Ho qualche dubbio in proposito al fatto che si possa garantire la vittoria in particolar modo se dovesse trovare il vaccino entro novembre. Biden sembra troppo in vantaggio però il vaccino potrebbe essere sicuramente un elemento molto importante”.

 

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