Barcellona: ucciso Younes Abouyaaqoub, il killer della Rambla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:01

Ucciso l’attentatore di Barcellona: è Younes Abouyaaqoub, marocchino di 22 anni. Come riferisce la tv pubblica spagnola Rtve, il giovane jihadista è stato abbattuto a Subirats, a nord della città catalana. Indosso aveva una sospetta cintura esplosiva. Inizialmente, La Vanguardia aveva affermato che l’uomo era stato arrestato. L’area dove si è verificata la sparatoria è stata interdetta al traffico per recuperare il corpo del giovane senza far deflagrare l’esplosivo. In mattinata erano state pubblicate dai media spagnoli le prime immagini di Younes Abouyaaqoub. Nelle foto si osservava il jihadista allontanarsi dal luogo dell’attentato a piedi, con indosso dei semplici occhiali da sole; ha poi attraversato il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si è schiantato contro un’edicola dopo avere travolto la folla.

Riconosciute tutte le vittime: sono 15

E’ di 15 vittime il bilancio ufficiale degli attentati di Barcellona e Cambrils. A confermarlo è il Ministro degli Interni catalano, Joaquim Font. La polizia ha infatti stabilito che Pau Perez, il giovane trovato morto all’interno di un’auto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla, è stato ucciso dal terrorista Younes Abouyaaqoub, fuggito subito dopo l’attentato. Inoltre, hanno specificato dal Ministero, tutte le vittime degli attacchi svolti nelle due città spagnole sono state identificate ufficialmente. Si tratta di otto uomini e sette donne. Sei sono i morti di cittadinanza spagnola, tre quelli di cittadinanza italiana, due sono portoghesi, uno belga, uno statunitense, uno canadese e uno con doppia nazionalità, sia australiana e britannica: il piccolo Julian Cadman.

Il ritorno in patria di Luca Russo e Bruno Gulotta

Dall’aeroporto di Pratica di Mare, nei pressi di Roma, è partito l’aereo militare predisposto dall’Unità di Crisi della Farnesina per riportare in Italia le salme di due delle tre vittime italiane: Luca Russo e Bruno Gulotta. A riferirlo è la stessa Farnesina, la quale ha sottolineato che le procedure di rientro hanno avuto un’accelerazione anche grazie alla missione del Ministro degli Esteri, Angelino Alfano, recatosi ieri a Barcellona. Durante la missione, il Ministro ha incontrato, oltre al suo omologo spagnolo Dastis, anche le famiglie delle vittime, facendo anche visita alla connazionale ferita, Marta Scomazzon. Il boeing dell’Aeronautica militare è decollato poco dopo le 18:30 e rientrerà a Roma, all’aeroporto di Ciampino intorno alle 23:30. Ad attenderlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una volta tornate in Italia, i feretri saranno trasferiti al policlinico Gemelli di Roma per l’autopsia, disposta dalla procura. Quindi saranno trasferimenti nuovamente a Ciampino, da dove partiranno per Verona.

Un terrorista collabora con la Polizia

Uno degli arrestati della cellula jihadista che ha colpito Barcellona sta collaborando con gli inquirenti fornendo nomi e movimenti del commando e sul ruolo chiave dell’imam Abdel Baki Essati. E’ quanto riporta La Repubblica. “L’uomo – scrive il quotidiano – si chiama Mohamed Houli Chemlal, ha 21 anni, è originario di Melilla ed è l’unico sopravvissuto all’esplosione del covo della cellula ad Alcanar“. “Solo Mohamed sapeva chi e quanti uomini fossero all’interno di quella casa al momento dell’esplosione. Solo lui era in grado di ricordare che fossero tre, oltre a lui – si legge sul giornale -. Al punto da indirizzare il lavoro della Scientifica tra cumuli di macerie e lamiere di bombole divelte (ne erano state ammassate 120) alla ricerca di ciò che restava di brandelli carbonizzati appartenenti, appunto, a tre corpi diversi. Di cui Mohamed ricorda bene l’identità, tanto da far dire ufficialmente alla Polizia catalana che già ora, nonostante non siano stati ancora completati gli esami del dna, almeno due dei tre uomini attualmente ricercati, sono sicuramente ciò che resta dei resti umani trovati ad Alcanar“. “Per tre giorni – prosegue ancora il quotidiano che cita una qualificata fonte di Intelligence – la collaborazione di Chemlal è stato uno dei segreti meglio custoditi dall’indagine. Al punto che, per oltre 36 ore, nonostante figurasse tra gli arrestati, non era stata rivelata neppure la sua identità. Ora, quel segreto cade e, domani, martedì, comparirà a Madrid di fronte ai giudici istruttori antiterrorismo dell’Audienca Nacional assieme agli altri arrestati perché i suoi verbali di polizia entrino formalmente nel fascicolo dell’indagine sulla strage della Rambla”.

 

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