MARTEDÌ 13 AGOSTO 2019, 18:25, IN TERRIS


CRISI DI GOVERNO

Salvini: "Votiamo taglio parlamentari e poi alle urne"

L'intervento del vicepremier e ministro dell'interno nell'aula del Senato. Sfiducia, non passa la proposta leghista

MANUELA PETRINI
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o sentito l'amico e collega Luigi di Maio più di una volta ribadire in questi giorni 'votiamo il taglio di 345 parlamentari e poi andiamo subito al voto'. Prendo e rilancio: tagliamo i parlamentari la prossima settimana e poi andiamo subito al voto. I capigruppo della Lega voteranno per anticipare il taglio dei parlamentari, si chiude in bellezza e poi per dignità, onestà e coerenza subito al voto". E' quanto ha afferamto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini nel corso del suo intervento in Aula del Senato per la discussione sulla calendarizzazione per votare la mozione di sfiducia al premier Conte. La cui proposta è nel frattempo stata bocciata dall'aula.


Il discorso di Salvini

Tra le proteste e i continui interventi della presidente del Senato Elisabetta Casellati per cercare di ristabilire l'ordine, Salvini è comunque riuscito a portare a termine il suo intervento. "Non capisco visto che per bocca del senatore Renzi avete già vinto tutta questa agitazione, nervosismo, maleducazione. L'Italia vuole avere certezze e cosa di più bello, democratico, trasparente, lineare, dignitoso che dare la parola al popolo. Cosa c'è di più bello. Non capisco la paura, il terrore, la disperazione - ha affermato il ministro dell'Interno -. Capisco il terrore da parte del senatore Renzi, comprensibilissimo: perché sa che con i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa immediatamente quindi piuttosto che lasciare la poltrona sta qua col Vynavil. Vedo che ora il Pd non applaude più e qualche abbronzatura si spegne". 

"Non ho risposto alla marea di isulti, minacce, calunnie, sono abituato. Quando uno coscientemente ha fatto quello che ha fatto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, quando abbiamo dato il primo colpo di ruspa alle ville dei Casamonica, voi non mi spaventate per niente, potete insultare, liberi tutti", ha aggiunto Salvini aggiungendo che "Casasco dalla confederazione piccole imprese, ha chiesto 'certezze, misure coraggiose, andare alle elezioni'; Agnelli Paolo di Confimi industria, 'subito alle elezioni'. Leopoldo Destro, presidente Assindustria Veneto, 'voto subito, no giochino, lo stallo non serve'. Giovanna Ferrara, Unimpresa, 'meglio il voto rispetto ad accordicchi improduttivi'". 

"Faccio appello alla dignità di quest'aula, possiamo avere posizione diverse, posso rimproverare io qualcosa a qualcuno, non sono perfetto anzi, faccio un sacco di errori. Ma non ho mai avuto paura di votare. Una cosa non temo da quando ho iniziato a fare il consigliere comunale a Milano nel 1993, senza avere un seggio sicuro come qualcuno che dalla toscana si faceva eleggere in Tirolo, scappando da Arezzo. Io non ho mai paura di votare", ha detto avviandosi alla conclusione del suo intervento. Poi un invito al Movimento 5 Stelle: "Amici 5 stelle pensateci tre volte prima di allearvi con questa squadra e poi auguri, fate quello che ritenete. Noi andiamo a testa alta a chiedere agli italiani la possibilità di prendere per mano questo Paese i prossimi cinque anni e non abbiamo paura di alzarci dalle poltrone". 

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