MARTEDÌ 13 AGOSTO 2019, 10:12, IN TERRIS


SCENARI POLITICI

Pronto il nuovo centrodestra

In vista di un ritorno immediato alle urne il leader della Lega, Matteo Salvini tende la mano a Forza Italia

GIACOMO GALEAZZI
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A partire da sinistra: Giorgia Meloni (FdI), Silvio Berlusconi (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega)
A partire da sinistra: Giorgia Meloni (FdI), Silvio Berlusconi (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega)
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ega e Forza Italia governano insieme già in molte amministrazioni locali. Ora la nuova coalizione di centrodestra scalda i motori in vista e con l'obiettivo del voto in autunno. "Un patto di ferro, senza vie di fuga, che in passato hanno permesso a Salvini di scappare con i 5Stelle - analizza LaPresse -. Berlusconi e il leader del Carroccio si vedranno oggi in mattinata, forse a palazzo Grazioli (la location ancora non è stata definita) e l'incontro è stato preparato in casa degli azzurri con dovizia di particolari. Forza Italia è divisa su questo nuovo accordo tra chi non fa mistero di voler sfruttare la scia di consensi del Carroccio e chi invece non vuole essere schiacciato dal Capitano". 


Né veti né listone

Ma la situazione resta fluida. "Il Cav, sotto la pressione di Gianni Letta, che sta lavorando a un gruppo di moderati, a cui dovrebbero aderire anche i renziani, avrebbe messo in guardia dai rischi che porta con sé questa nuova liaison durante un pranzo di lavoro a Roma con i capigruppo, Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini e il vicepresidente Antonio Tajani - sottolinea LaPresse -. Berlusconi non si fida, ma navigato uomo di politica, pragmatico e calcolatore, sa che questa al momento è l’unica strada percorribile per rinvigorire il partito. Niente veti e soprattutto niente listone. L’accordo con la Lega e Fdi deve essere paritario con una spartizione di collegi sulla base dei sondaggi, certo, ma anche con la definizione di ministeri da affidare a Forza Italia. Una coalizione a tutti gli effetti, con il leader azzurro che mira a due ministeri chiave: Giustizia e Mise. Tra i nomi spendibili Elisabetta Alberti Casellati (che in Senato come presidente ha fatto una precisa scelta di campo, spiegano) e la stessa Bernini". 


Il rischio dell'aumento dell'Iva

Respinto al mittente invece il giuramento da parte di Berlusconi di non apparire come candidato alle elezioni politiche e soprattutto il veto posto dal leghista su Mara Carfagna. "La vicepresidente della Camera rappresenta un punto di forza per trainare l’eventuale coalizione al Sud, punto debole della Lega- osserva LaPresse -. Carfagna è stata annoverata tra i nomi corteggiati da Renzi e Maria Elena Boschi ma la telefonata con il Cav, prima del suo arrivo a Roma, ha spazzato via ogni tipo di pettegolezzo. I due si sono concentrati sulla crisi in atto e soprattutto hanno espresso reciproche preoccupazioni sulla manovra di bilancio e il rischio dell’aumento dell’Iva. Parlamentari vicini alla deputata azzurra confermano che Carfagna non farebbe alcun passo indietro se Berlusconi stringesse un patto vero con Salvini confermando una 'appropriata' rappresentatività ai rappresentati del Sud". Il piano è predisposto ma non è ancora certo. Secondo LaPresse, Berlusconi non intende avallare il piano di Letta, ma fonti a lui vicine non escludono che in fase di consultazioni al Quirinale, davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella, le cose potrebbero ulteriormente cambiare.

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