SABATO 20 OTTOBRE 2018, 12:11, IN TERRIS


L'IMPEGNO DEI CATTOLICI

De Carli (Pdf): "L'incontro col Papa apre una fase nuova"

"Emozione unica. Raccogliamo gli appelli per la creazione di un laicato cristiano"

ALFREDO VACCARELLA
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Adinolfi con Papa Francesco
Adinolfi con Papa Francesco
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n incontro importante quello di Papa Francesco con i rappresentanti del Popolo della Famiglia, che apre una "stagione nuova" sul fronte dell'impegno dei cattolici in politica. La pensa così Mirko De Carli, che del Pdf è il coordinatore per il Nord Italia. In Terris lo ha intervistato. 

Il Popolo della Famiglia è arrivato sul sagrato di San Pietro, accolto dal Santo Padre. Quale emozione ha provato? 
"Il Popolo della Famiglia è stato ricevuto dal Santo Padre con uno sguardo paterno commovente davvero, per tutti noi. Un'emozione unica, dopo un cammino lungo due anni e mezzo. Anche se per chi, come noi, ma per chi, come noi, viene dall'esperienza dei due family day, questo comincia ben prima dal 2012/2013. Abbiamo cercato questo incontro perché riteniamo necessario che il cammino di testimonianza in politica sulla difesa e promozione della Famiglia formata da una mamma e da un papà, della persona e della vita dovesse trovare il giusto riconoscimento all'interno di quella casa che è la Chiesa dove noi, come laici cristiani impegnati in politica, troviamo forza e ragioni per il nostro impegno. Soprattutto credo sia un bene per la politica, per la Chiesa e per l'Italia aver trovato una generazione di giovani e meno giovani che abbia fatto propri gli appelli per un nuovo "laicato cristiano" lanciati dai Pontefici che si sono succeduti, da San Paolo VI in poi. 

Abbraccio e nuovo slancio, quasi come un incoraggiamento a proseguire, è così?                              "Credo che questo passaggio a San Pietro, attraverso l'incontro con il Papa in udienza, apra una nuova stagione. Oggi esiste un solo movimento politico che abbia nel proprio Dna le ragioni e le risposte per anteporsi al pensiero dominante che purtroppo dilaga in tutti i partiti. Credo che più che mai si sia aperta una fase in cui tutti gli altri soggetti di ispirazione cristiana, tutti gli uomini e le donne di buona volontà anche non di fede, possano rintracciare nel-Popolo della Famiglia, costola italiana del popolarismo europeo che vede nei Paesi dell'est Europa punti di riferimento valoriali e programmatici sul piano politico, una 'casa' nella quale entrare, aderire, candidarsi e fare militanza. Oggi più che mai sarà questa la sfida per arrivare alle europee ponendo il Popolo della Famiglia come unica vera alternativa a tutti gli altri partiti che su vita, persona e famiglia propongono soluzioni e ricette alternative alla Dottrina Sociale della Chiesa".                                                     

La Chiesa solitamente non si esprime e non si espone, con i fedeli, riguardo ad un eventuale indirizzamento sul voto elettorale. Il Popolo della Famiglia cosa può rappresentare, secondo lei, all'interno del mondo cattolico?   
"Noi non dobbiamo aspettarci una nuova stagione dove la Chiesa si esporrà a favore del Popolo della Famiglia, noi dobbiamo creare la risposta a quella presa di coscienza che i vescovi e il Papa da tempo sottopongono all'attenzione del mondo cattolico e non, ovvero la necessità di una nuova generazione di laici cristiani impegnati in politica. Come hanno detto il cardinal Bassetti e altri vescovi della Cei occorre 'arrivare al superamento della diaspora dei cattolici impegnati in politica" e alla "nascita di una nuova soggettività di ispirazione umanistica/cristiana; parlare dell'uomo a 360°, mettendolo davanti alle leggi e non utilizzandolo per fare leggi che servono'. E' questa la sfida che noi dobbiamo affrontare, lo dobbiamo fare con coraggio cercando di essere nell'organizzazione, con la presenza nei territori e nelle proposte programmatiche veramente quella risposta a questo accorato appello che arriva dal Papa, dai vescovi e dai Sacerdoti. Per farlo dobbiamo essere capaci di presentare proposte programmatiche che traducano i valori e i criteri della Dottrina Sociale della Chiesa in qualcosa di masticabile per chiunque, soprattutto per i più giovani. Quando parliamo di quoziente familiare con particolare attenzione alle famiglie monoreddito, quando parliamo di sostegno reddituale alla maternità e alla paternità, delle domenica a casa in famiglia, di meno tasse per le imprese familiari, di detassazione delle assunzioni dei giovani under 40 e degli utili investiti in impresa; quando parliamo di impignorabilità della prima casa e di libertà scolastica abbiamo un esempio pratico di ciò che portiamo avanti".  

Come vi state preparando alle prossime sfide elettorali?
"Gli impegni importanti che abbiamo davanti a noi sono le regionali, in particolare quelle di Piemonte, Abruzzo, Basilicata e Sardegna che ci vedranno sicuramente protagonisti. Poi ci saranno le europee per cui raccoglieremo le firme per presentare il nostro simbolo sulla scheda elettorale. Il nostro appello è rivolto a tutte quelle mamme e papà, nonni e nonne, figli e figlie d'Italia affinché guardino al loro bisogno e vedano se nelle nostre proposte, nei nostri comportamenti e nelle nostre iniziative possano rintracciare una possibile 'risposta' di bene per loro. Questa è ciò che noi vogliamo trasmettere: dalla carne, dagli occhi, dalla nostra vita e dal modo di porci politicamente e nella vita privata, una risposta possibile alle sofferenze delle famiglie italiane. Questo è quello che chiediamo, speriamo di poterlo fare con tutte quelle esperienze che condividono l'impostazione valoriale e antropologica del Popolo della Famiglia, sul piano associativo ma anche su quello politico. Realtà che, tuttavia, non hanno le forze e i numeri per potersi presentare alle elezioni. Il Popolo della Famiglia ce l'ha, lo ha già dimostrato e lo farà anche in occasione di europee, regionali e amministrative. Lo faremo sempre con grande tenacia, con grande coraggio ed umiltà consapevoli che il Popolo della Famiglia non è la 'proprietà privata' di una classe dirigente ma è la Casa comune di un popolo dove chiunque  si può 'sentire a casa' dentro questa comunità politica perché basta aderire a quella visione antropologica che vede il primato della persona, della vita umana e della famiglia come punto di riferimento imprescindibile per far parte del Popolo della Famiglia".

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