Tolleranza è riconoscere il valore di ogni persona

In un mondo sempre più interconnesso e complesso, dove ogni società, è stata invasa anche dall’intelligenza artificiale, non sempre la tolleranza viene vista e intesa e rappresentata come uno dei valori fondamentali per la convivenza pacifica tra individui e individui e soprattutto quando si considerano culture e modi di vivere diversi. L’ origine latina di questa parola “tolerantia”, ha un significato ben preciso che corrisponde a: sopportazione, resistenza.

E qui, dobbiamo renderci conto che non si tratta solo di sopportare, quello che non ci piace, ma di avere la capacità di riconoscere il diritto degli altri di essere diversi da noi. Non significa rinunciare alle proprie idee o valori, ma riconoscere il diritto degli altri ad avere i propri. Forse, per la nostra comunità, talvolta esclusivista, non sempre risulta facile e semplice allo stesso tempo accettare e condividere talune differenze: di opinione, di cultura, di religione, di stile di vita.

Il nostro comportamento potrebbe essere scambiato talvolta per indifferenza, o per la mancanza, e diciamo anche la voglia, di coesistere in maniera pacifica con punti di vista e modi di essere che oltre a non essere i nostri, sembrano lontani dal nostro vivere e agire.

Il concetto di tolleranza affonda le sue radici nella filosofia e nella storia del pensiero occidentale. Già nel Seicento, filosofi inglesi come John Locke (1632-1704) sostenevano la necessità della tolleranza religiosa come antidoto alle guerre di religione che devastavano l’Europa.

In un epoca moderna, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, scritta da una commissione di otto Stati membri delle Nazione Unite, sotto la presidenza di Eleanor Roosevelt (1884-1962) vedova del presidente americano Franklin Delano Roosevelt (1933-1945) si riunì già nel 1947 ed elaborò un documento che entrò in vigore da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948, in esso si sancisce il principio di uguaglianza e libertà di espressione come diritti fondamentali, intimamente legati all’idea di tolleranza.

Essa non può esistere senza il rispetto reciproco, riconoscendo allo stesso modo il valore di ogni persona, di ogni individuo e la sua dignità, indipendentemente dalle sue scelte.

Naturalmente, per essere tolleranti è necessaria  la volontà di ascoltare, di imparare e di avere anche il coraggio di mettere in discussione le proprie certezze, tutto questo richiede anche la curiosità di comprendere le ragioni e le esperienze degli altri.

La nostra società, non sempre è capace di vestire i panni degli altri, perché spesso siamo vittime e succubi di pregiudizi, che ci impediscono di capire che le differenze non vanno interpretate come una minaccia personale, ma possono diventare una ricchezza per l’intera società umana.

Bisogna riconoscere che molti conflitti, attualmente nascono e si propagano spesso dall’intolleranza, dalla paura del diverso e soprattutto essenzialmente dalla mancanza di dialogo.

Tutto questo si verifica, perché la stessa tolleranza ha dei limiti: infatti tollerare non significa accettare l’intollerabile. Ideologie che promuovono l’odio, la discriminazione o la violenza non possono essere oggetto di tolleranza, perché minano i principi stessi su cui essa si fonda.

Come scrisse il filosofo austriaco Karl Popper (1902-1994) in una società aperta non si può essere tolleranti con l’intolleranza, altrimenti si rischia di distruggere la libertà stessa, egli affermava : “Se estendiamo un’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi”. Ecco, che il compito di ogni comunità libera, e quello di ogni individuo, dovrebbe essere quello di promuovere e di battersi affinché ci sia in ogni settore della vita, la tolleranza.

Così tutti si devono adoperare per costruire una società dove poter vivere pacificamente, quando esiste il rispetto, assistiamo alla riduzione delle tensioni, così risulta più facile creare delle basi per una civile convivenza. Favorendo l’accoglienza e i valori che nascono dalle differenze possiamo raggiungere una crescita collettiva dell’intero consorzio umano, senza dimenticare che la stessa tolleranza è strettamente legata e unita ai diritti umani.

“Finché non hai imparato ad essere tollerante con coloro che non sempre sono d’accordo con te; fino a che non hai coltivato  l’abitudine di dire qualche parola gentile a coloro che ammiri; fino a che non hai preso l’abitudine di guardare al bene invece che al male negli altri, non avrai successo né sarai felice…”.  In questo pensiero di Napoleon Hill (1883-1970) scrittore e saggista statunitense, si può ben comprendere quanto sia importante parlare di tolleranza, oggi, forse più di ieri.

Infine, giusto una semplice osservazione, non per fare cronaca, ma non si potrebbe seguire l’esempio e l’insegnamento di tolleranza verso tutti che da oltre duemila anni ci ha insegnato e praticato Gesù di Nazareth?

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