In questa festa di Ognissanti, Papa Leone XIV proclamerà il cardinale John Henry Newman, “Dottore della Chiesa”, sarà il 38° Dottore della Chiesa, e solo il terzo inglese ad ottenere questo titolo, prima di lui tale riconoscimento è stato riservato nel 1720 a Sant’Anselmo di Canterbury (1033-1109) e nel 1899 al Venerabile Beda (672-735). Newman nacque a Londra il 21 febbraio del 1801, da una famiglia anglicana, in un periodo di grandi trasformazioni storiche, sociali e intellettuali, in particolare in Gran Bretagna, l’“Epoca Vittoriana”, che coincide con il lunghissimo regno della Regina Vittoria, ovvero dal 1837 al 1901, influenzava tutta la società.
Egli era il primo di sei fratelli, il padre faceva il banchiere, mentre la madre Jemina Foundrinier, discendeva dagli ugonotti emigrati dalla Francia, dopo la revoca dell’Editto di Nantes, promulgato da Enrico IV (1572-1610) nel 1598, che aveva concesso la libertà di culto agli ugonotti protestanti francesi. Nel 1808 Newman frequenta la “Great Ealing School” e vi rimase fino al 1816, e proprio in quel periodo sotto l’influenza di un pastore calvinista, la sua fede si orientò verso i principi protestanti. Qualche anno più tardi frequenterà il “Trinity College di Oxford”, dove conseguì il titolo accademico di “Bachelor of Arts”, una laurea di primo livello, su discipline umanistiche sociali e artistiche. Il 13 giugno del 1824 viene ordinato diacono nella Chiesa Anglicana, diventando coadiutore della parrocchia di St. Clement ad Oxford, l’anno successivo il 29 maggio 1825 è sacerdote anglicano.
Per sei anni dal 1826 al 1832, in qualità di tutor dell’Oriell College, si prende cura della formazione culturali degli studenti, precedentemente era stato nominato parroco della chiesa di St. Mary. Dopo un viaggio in Italia, Newman divenne la figura più importante dell’Oxford Movement, questo movimento si poneva lo scopo di riscoprire le radici cattoliche della Chiesa d’Inghilterra. Cercò di interpretare gli articoli della Chiesa Anglicana, secondo una visione cattolica, ma questo gli provocò una condanna da parte del comitato dell’Università di Oxford e inoltre venne sconfessato dai vescovi anglicani.
Newman rinunciò alla parrocchia, e si ritirò con alcuni amici a Littlemore, a sud-est di Oxford dove lavorò alla stesura del “Saggio dello sviluppo della Dottrina Cristiana”. Era questo l’inizio della sua conversione al Cattolicesimo: la Chiesa cattolica era, per Newman l’unica a poter dimostrare una continuità storica ininterrotta con la Chiesa dei primi apostoli. Questa convinzione fu la base per la sua decisione di convertirsi, come aveva spiegato nel suo libro “Apologia Pro Vita Sua”, scritto nel 1864.
Nel 1845 chiese di essere ricevuto nella Chiesa cattolica, gesto che suscitò notevole scalpore all’epoca, il 30 maggio 1847 venne ordinato sacerdote cattolico per mano del Cardinale Giacomo Filippo Fransoni (1775-1856), nella cappella del Collegio di Propaganda Fide, infatti Newman si trovava a Roma per completare gli studi teologici e prepararsi al sacerdozio proprio presso il Collegio di Propaganda Fide, vicino Piazza di Spagna, poiché l’Inghilterra era ancora considerata un “paese di missione” dalla Chiesa cattolica.
Leggiamo nel “Memorandum” che Newman aveva preso in considerazione di entrare a far parte della Congregazione dei Redentoristi, fondati da S.Alfonso Maria de’ Liguori nel 1732, ma scelse gli “oratoriani” di S.Filippo Neri. Cominciò a frequentare a Roma, la Chiesa di S. Maria in Vallicella, conosciuta come Chiesa Nuova, confortato dall’incoraggiamento di Papa Pio IX (1846-1878) il 2 febbraio 1848, diede vita al primo Oratorio di S. Filippo Neri in Inghilterra a Maryvale, vicino a Birmingham.
Dopo essere stato nominato rettore dell’Università Cattolica di Dublino, carica che ricopre per quattro anni, il 12 maggio 1879 venne creato cardinale dal pontefice Leone XIII (1878-1903) scegliendo come motto: “Cor ad cor loquitur”, “il cuore parla al cuore”, che racchiudeva il principio fondamentale della sua spiritualità e teologia. Infatti Newman vedeva in questo motto la relazione intima e personale con Dio, la coscienza come Voce di Dio, ed anche un modo di comunicare, in quanto la verità religiosa deve essere trasmessa anche con il cuore.
Nei suoi saggi aveva esposto i principi dell’educazione, in cui la formazione intellettuale, la disciplina morale e l’impegno religioso fossero considerati un unicum e camminassero insieme.
Il cardinale John Henry Newman terminerà la sua vita terrena l’11 agosto del 1890, la sua tomba si trova all’interno della chiesa dell’Oratorio dell’Immacolata Concezione a Edgbaston a Birmingham, per sua volontà sulla sua lapide venne inciso l’epitaffio “Ex umbris et imaginibus in veritatem” (Dalle ombre e dalle immagini nella verità).
Sarà Giovanni Paolo II a dichiararlo venerabile il 22 gennaio 1991, Benedetto XVI lo beatificherà il 10 settembre 2010, proprio nella città di Birmingham, mentre Papa Francesco lo proclamerà santo il 13 ottobre 2019.
Il titolo di “Dottore della Chiesa” viene conferito ai santi che hanno dato un contributo eminente alla teologia, alla dottrina o alla spiritualità della Chiesa universale. San John Henry Newman diviene “Dottore della Chiesa” per la sua profondità e la vastità degli scritti, per un approccio integrato tra fede, ragione e storia della Chiesa, e tutta la sua vita è stata una testimonianza di fede attraverso una conversione, e una ricerca della verità. Egli fu promotore anche dell’idea che l’educazione universitaria non è solo formazione tecnica ma riguarda la cultura integrale della persona: intellettuale, morale, spirituale.
A tal proposito egli aggiunge: “L’educazione non significa semplicemente insegnarci a leggere o scrivere, né formarci al buon adempimento delle nostre professioni mondane, né inculcare i meri principi della credenza e della pratica, ma operare insieme con Dio per la salvezza delle anime”.
La nomina a “Dottore della Chiesa” del cardinale John Henry Newman, conferma a distanza di anni, quanto sia importante, ancora oggi, un dialogo tra la fede e la ragione, un dialogo tra la vita dell’anima e la verità di Dio.

