Cesario (331-368) nacque a Nazianzo, una cittadina della Cappadocia una regione dell’odierna Turchia all’interno di una famiglia profondamente cristiana. I suoi genitori, Gregorio e Nonna, e il fratello maggiore, Gregorio Nazianzeno – uno dei celebri Padri della Chiesa – sono anch’essi venerati come santi. Il padre che era ebreo della setta degli Ipsistari, fu convertito al cristianesimo dalla moglie, da cui ebbe tre figli Cesario, Gregorio e Gorgonia. Divenne vescovo di Nazianzo nel 329 e nel 361 ordinò sacerdote il figlio Gregorio. C’è da premettere che nel IV secolo in Oriente non era raro che un uomo sposato venisse ordinato sacerdote e successivamente anche vescovo. La disciplina del celibato episcopale non era ancora applicata in modo uniforme come lo sarà più tardi. Tuttavia, una volta divenuto vescovo, ci si aspettava che non avesse più vita coniugale.
Il IV secolo fu un’epoca di trasformazioni radicali per l’Impero romano e per il cristianesimo. Dopo la conversione di Costantino e l’editto di Milano del 313 che pose fine alle persecuzioni e consentì la libertà religiosa, la Chiesa iniziò a svilupparsi come istituzione centrale della vita sociale e culturale dell’impero. Tuttavia, la tensione tra paganesimo e cristianesimo non si spense immediatamente: l’imperatore Giuliano (361-363) soprannominato “l’Apostata”, cercò di riportare l’impero alle tradizioni pagane, creando conflitti e pressioni verso i cristiani.
E persone come Cesario ci mostrano, come sia possibile il passaggio da una semplice adesione culturale al cristianesimo a una vera scelta di fede personale, che spesso implicherà anche rinunce, testimonianze pubbliche e una vita tutta dedita al servizio della comunità.
Cesario ricevette un’ottima istruzione, studiando in Cappadocia e nelle scuole di Alessandria d’Egitto, dedicandosi soprattutto alla medicina, e in particolare a quella che veniva chiamata “filosofia della medicina”, cioè la patogenesi, quel processo biologico e i meccanismi attraverso i quali si origina e si sviluppa ed evolve una malattia, e inoltre la geometria e l’astronomia. Ritornato in patria, cominciò ad esercitare la professione di medico.
Proprio le sue capacità mediche, Cesario fu chiamato a Costantinopoli, diventando medico di corte sotto l’imperatore Costanzo II (337-361) e dopo di lui anche Giuliano l’Apostata (360-363) lo confermò medico di corte, nonostante Cesario fosse cristiano, mentre Giuliano voleva ripristinare il paganesimo. La sua fama, intanto cresceva sempre di più, infatti erano molti i casi di malattie incurabili che egli riusciva a debellare e a guarire.
Successivamente, sotto l’imperatore Valente (364-378) fu nominato questore della Bitinia, una carica amministrativa di rilievo, ma un evento decisivo cambiò la sua vita: il terremoto di Nicea dell’11 ottobre del 368. Nel disastro Cesario scampò miracolosamente alla morte, un’esperienza che lo spinse a riflettere profondamente sulla sua esistenza e sui valori spirituali. Convinto di dover dedicare la sua vita a Dio, Cesario ricevette il battesimo in tarda età – pratica non insolita nel IV secolo – e rinunciò alle cariche e alle ricchezze per dedicarsi a una vita di preghiera, penitenza e aiuto ai poveri.
Nel 368 Cesario si ammalò e morì mentre era ancora in servizio, il suo corpo fu restituito alla famiglia, egli non essendo sposato, aveva stabilito in punto di morte, che le sue proprietà venissero distribuite fra i poveri. La figura di S.Cesario di Nanzianzo, è oggi ricordata grazie anche all’orazione funebre pronunciata dal fratello Gregorio, che ci ha lasciato le principali informazioni sulla sua vita. La Chiesa cattolica celebra San Cesario di Nazianzo il 25 febbraio, giorno in cui il suo nome è inserito nel Martirologio Romano.

