Quale dignità

L’articolo uno della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.” Si afferma pertanto, con questo articolo che nessuna legge, governo o potere può negare il valore di una persona.

La Dichiarazione, fu redatta da un comitato guidato da Eleanor Roosevelt (1884-1962) moglie del presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt che guidò la stessa nazione, dal 1933 al 1945, venne poi adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948, come risposta agli orrori della Seconda guerra mondiale.

Quando si parla di dignità, dobbiamo ricordare  che il termine deriva dal latino “dignitas”, che doveva indicare il merito, il decoro e la posizione di una persona nella società romana. Parlare di dignità significa soprattutto parlare di tutto quello che rende l’uomo degno di rispetto, semplicemente perché esiste come persona, in quanto ogni individuo è  portatore di ragione e libertà. Possiamo aggiungere che la dignità è  quel riconoscimento incondizionato che spetta a ogni individuo a prescindere da ogni sua condizione, merito, caratteristica o appartenenza.

Nella società contemporanea, il rispetto della dignità umana dovrebbe essere  alla base di ogni lotta contro la discriminazione, l’emarginazione e la violenza. Proprio la dignità è chiamata a riconoscere che ogni essere umano, è un “qualcuno”, non un “qualcosa”, così si impedisce che tutte le persone vengano ridotte a strumenti per fini altrui, come sosteneva Kant, e garantisce il rispetto della loro integrità fisica, morale e psicologica.

Infatti troviamo nel pensiero di Immanuel Kant (1724-1804) che la dignità è il fondamento della morale. L’uomo, secondo il filosofo tedesco, non ha un prezzo, ma un valore assoluto e quindi una dignità, non può essere trattato come un mezzo, per ottenere un fine per raggiungere uno scopo esterno. Quest’idea ha influenzato profondamente il pensiero moderno, diventando una base solida dell’etica e dei diritti umani.

A rafforzare questo principio Paolo VI (1963-1978) aggiunse: “La dignità dell’uomo richiede che le sue opere siano frutti della sua libera scelta, senza nessuna coercizione esterna”. La dignità si deve riconoscere e manifestare già nei più semplici atti. E’ un gesto di dignità quello di rispettare sé stessi e gli altri, ricordandosi di non sfruttare, di non umiliare e di non giudicare. Dignità è anche la forza di rialzarsi dopo una caduta, di affrontare le difficoltà senza perdere il rispetto per sé stessi. La dignità si difende quando si dice “no” a ciò che ferisce la propria coscienza, e quando si riconosce il valore dell’altro, anche del più fragile o diverso.

“Il primo bene di un popolo è la sua dignità” in questo pensiero di Camillo Benso conte di Cavour (1810-1861) è ben evidente quanto sia importante, in qualsiasi tempo, mantenere e conservare la propria dignità, che diventa così un bene irrinunciabile per tutti. In Italia,  il valore della dignità è richiamata in modo esplicito e implicito in diversi articoli della Costituzione.

In particolare, l’Articolo tre sancisce la “pari dignità sociale” di tutti i cittadini, un principio che obbliga la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza. Se riconosciamo la pari dignità, respingiamo ogni forma di discriminazione, sia essa basata sul sesso, sulla razza, sulla lingua, sulla religione, sulle opinioni politiche o sulle condizioni personali e sociali. Essa inoltre deve tenere conto dell’inclusione e il rispetto di ogni persona all’interno del tessuto comunitario.

A ribadire quanto sia importante la dignità, ci aiuta la scrittrice americana Elizabeth Gilbert affermando che: “Nulla è così essenziale come la dignità. Il tempo rivelerà chi ha e chi non ha”. La società deve sforzarsi di alimentare la dignità, questo vuol dire costruire una società più giusta, fondata sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza che ogni persona, per il solo fatto di essere umana, merita considerazione, ascolto e amore. Siamo sicuri che avviene sempre così, in ogni angolo conosciuto della Terra?

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