Padre Gabriele Adani: il frate di “un minuto per te”

Immagine creata con ChatGtp

In quest’anno che ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1181-1226) dobbiamo ricordare un suo figlio: Padre Gabriele Adani (1927-1993) conosciuto da molti come “il frate di Un minuto per te”, era il titolo della rubrica radiofonica che precedeva il giornale radio delle 7.30, sin dagli anni ’70.

Padre Gabriele, ha saputo ritagliarsi, nel corso degli anni uno spazio significativo nel panorama della comunicazione religiosa, attraverso uno stile semplice, diretto e profondamente umano, riuscendo a portare un messaggio spirituale in quei sessanta secondi, accessibile anche a chi, spesso, si sentiva distante dai linguaggi tradizionali della fede.

Egli era nato a Zocca in provincia di Modena, da una semplice e umile famiglia contadina, ordinato sacerdote, anzi frate francescano, ordinato sacerdote l’11 marzo del 1951, nella cattedrale di S. Pietro a Bologna, subito dopo proseguì gli studi a Roma, diventando col passar degli anni, professore di Teologia Pastorale ed Eloquenza. Fu l’artefice, tra l’altro della Fondazione dell’Antoniano di Bologna, che dal lontano 1959, si occupava e organizzava il popolare “Zecchino d’Oro”, ideato da Cino Tortorella (1927-2017) il popolare “Mago Zurlì”, la gara canora riservata ai bambini,

Un frate, Padre Gabriele, dal carattere esuberante ed allegro, che ha sempre creduto nella vita, rispettando gli altri, e riuscendo ad essere amico e confidente di persone di ogni ambiente e di ogni tendenza e livello sociale. Conoscendolo, veniva naturale e spontaneo nell’osservarlo, paragonarlo, anche fisicamente al “fra’ Pappina” del famoso film del 1955 “Marcellino Pane e vino”.

Padre Gabriele attraverso le sue riflessioni, ha parlato direttamente al cuore degli uomini, aprendo uno spiraglio di luce, anche nei momenti difficili della vita di ogni singolo individuo. Servendosi proprio della parola, l’umile frate di origine contadina, ha sempre affermato che la vita è bella, senza tanti discorsi teologici, senza servirsi di ragionamenti filosofici, ma ha saputo catturare tutti, con il suo comunicare e annunciare la fede, con uno stile da autentico figlio di S. Francesco. Ciò che colpiva di Padre Gabriele e del suo modo di comunicare era la capacità di parlare a tutti, credenti e non credenti, senza mai risultare giudicante. Le sue parole non impongono, ma propongono; non alzano barriere, ma costruiscono ponti.

I temi affrontati spaziano dalle difficoltà quotidiane alla ricerca di senso, dalla solitudine alla speranza, sempre con uno sguardo profondamente empatico. Egli non si limitava a trasmettere concetti religiosi, ma cercava di intercettare le domande più intime delle persone. Nei suoi messaggi emergevano spesso inviti alla riflessione personale, alla gentilezza, al perdono e alla riscoperta del valore del tempo. In quei  pochi secondi, riusciva a creare uno spazio di silenzio interiore, raro e prezioso. Padre Gabriele è stato anche autore di numerosi libri, tra i quali “Un minuto per te” (1983) tradotto in diverse lingue, nel quale con brevi meditazioni, presenta a tutti gli uomini la Parola del Vangelo, con una scrittura altrettanto semplice come il suo parlare.

Nel corso degli anni fu autore tra l’altro, di diverse pubblicazioni: “La più antica storia d’Amore” (1978), “L’anima non è una nuvola” (1979), “Perché la vita è bella” (1982), “Le due vite” (1988). Nei libri “Chiamami papà” (1979) e “Ciao Mamma” (1987) c’è l’invito a rivolgersi a Dio e alla Vergine, come ai veri genitori, sempre presenti che ci accompagnano tutti i giorni della nostra vita.

In “Via da frate”, scritto nel 1984 Padre Gabriele raccontando la sua infanzia contadina e la sua vocazione per diventare sacerdote, spiega, nelle pagine cosa significhi indossare l’abito di S. Francesco: “Il frate lascia le cose della terra per avere quelle del cielo, che sono infinitamente più valide, durature e profonde”.

Infine un ricordo personale: nel 1985, P. Gabriele fu invitato Roma, a parlare al raduno giovanile della Tendopoli Mariana, al Santuario della Madonna del Divino Amore, fu un vero successo, non solo i ragazzi e le ragazze che partecipavano e provenivano da tutta Italia, ma tanti adulti vennero ad ascoltare la sua parola, semplice, efficace e pure divertente.

Il 27 dicembre del 1988 fu nominato “Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”, dal presidente Francesco Cossiga (1985-1992).

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: