Oltre la mimosa: il valore e il ruolo della donna nella società di oggi

Come ogni anno l’8 marzo sarà dedicato al genere femminile, si celebra infatti, la “Giornata Internazionale della Donna”, la cosiddetta, “altra metà del cielo”. La vera celebrazione non si dovrebbe esaurire in questa giornata, ma manifestarsi sempre verso tutte le donne, nella costruzione costante e duratura di una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della dignità e solo così questa speciale “Giornata” potrà continuare a essere non solo memoria del passato, ma promessa concreta di un possibile  vero futuro migliore  proprio per tutte le donne di qualsiasi età e provenienza.

E’ doveroso comprendere che la “Festa della Donna” non può essere un gesto simbolico, o peggio ancora un’abitudine, perché si rischia di svuotarla di significato. L’8 marzo dovrebbe costituire sempre un punto di partenza per un impegno quotidiano: troppe volte nel passato e talvolta ancora nel presente non si ascoltano le tante voci delle donne, dovremmo sforzarci di sostenere chi subisce discriminazioni, promuovendo modelli positivi e inclusivi.

Così, pensare alla donna oggi, significa giustamente riconoscere l’importanza e il valore  che ognuna di loro ricopre e riveste nella società. Sappiamo tutti i ruoli che le donne occupano ai giorni nostri, dopo aver affrontato e vissuto anni di sacrifici, e se vogliamo anche di privazioni, ruoli che stanno a testimoniare la loro bravura.

“Se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna”. Questo pensiero di Margaret Thatcher: (1925-2013) primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990, ci permette di comprendere quanto sia fondamentale la donna nella vita di tutti i giorni e quanto realmente abbia capacità, in determinate circostanze, più degli uomini.

Non possiamo e dobbiamo dimenticare come nella società contemporanea, le donne abbiano raggiunto traguardi importanti in ambito accademico, professionale e politico. Sempre più donne ricoprono ruoli di leadership, contribuiscono alla ricerca scientifica, guidano aziende e partecipano attivamente alla vita pubblica.

La “Festa della Donna”, non deve rappresentare solo l’occasione o il momento per la celebrazione dei successi raggiunti, ma anche un richiamo alla necessità di continuare a lavorare per una società più equa e inclusiva, una società che valorizza pienamente il talento e le competenze di ogni persona, senza discriminazioni, è soprattutto una società più giusta e più prospera.

E’ anche vero che oggi la donna si trova spesso a dover conciliare molteplici ruoli: professionista, madre, figlia, partner. Se da un lato la libertà di scelta è aumentata, dall’altro cresce allo stesso tempo la pressione sociale verso modelli di “perfezione” amplificati dai social media.

Riflettere sulla condizione della donna oggi significa riconoscere sia i progressi compiuti sia le ingiustizie ancora presenti. La strada verso una reale parità e dignità della donna, non passa solo attraverso le leggi, ma attraverso l’educazione, il cambiamento culturale e la valorizzazione delle differenze.

Per rappresentare questa “Giornata”, venne scelto come fiore la mimosa, all’apparenza può sembrare fragile essendo composto da piccoli pallini soffici, ma in realtà è una pianta estremamente resistente, capace di fiorire anche in terreni difficili e di sopportare i primi caldi o gli ultimi freddi, e il suo colore giallo brillante simboleggia la gioia e la luce e soprattutto la mimosa fiorisce a marzo.

Non possiamo dimenticare quanto, anche in questa “Giornata” potrebbe essere utile ripensare alla Sacra Scrittura, dove la figura della donna, già nel libro della Genesi, appare fin dalle prime pagine come parte essenziale del progetto divino. Eva è creata come “aiuto che gli sia simile”, un’espressione che non indica inferiorità ma complementarità. Uomo e donna sono entrambi creati “a immagine di Dio” affermazione che riconosce pari dignità a entrambi.

Proprio nell’Antico Testamento sono presenti numerose figure femminili di rilievo: Sara, moglie di Abramo, partecipa alla promessa divina, Ruth, è esempio di fedeltà e diventa antenata del re Davide, Ester salva il suo popolo con coraggio e intelligenza e Debora è giudice e guida politica e militare d’Israele.

Nel Nuovo Testamento, la figura femminile assume un rilievo ancora più unico e importante soprattutto grazie a Gesù. Nei Vangeli, Egli si relaziona alle donne in modo innovativo rispetto alle consuetudini del tempo: parla pubblicamente con loro, l’esempio lo troviamo nel Vangelo di Giovanni quando Gesù parla con la donna samaritana, superando barriere culturali e religiose, inoltre  le donne stesse vengono  accolte tra i suoi discepoli e sarà valorizzata anche la loro fede.

E proprio alle donne, Gesù, riserva un ruolo unico, oltre a Maria, sua madre, che diviene un modello di fede e di obbedienza, toccherà a Maria Maddalena annunciare agli apostoli increduli, la resurrezione del loro Maestro.

Dovremmo prendere esempio per questa “Giornata della Donna” di un messaggio evangelico che afferma la comune origine e dignità di uomo e donna davanti a Dio, e questo messaggio è un richiamo a tutti quegli uomini che si sentono superiori al genere femminile, dimenticando che la loro stessa origine nasce dal grembo di una donna.

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