Nel Presepe la nascita dei valori cristiani

Foto di G.C. da Pixabay

Nel 1223 Francesco, l’umile frate di Assisi, trovandosi a Greccio, un paesino poco distante da Rieti, era giunto in quella zona per evangelizzare il popolo, che lo aveva accolto cordialmente invitandolo a restare. Egli come dimora aveva scelto una piccola capanna, e con l’aiuto dei suoi compagni, dei paesani e di Giovanni Veleta, il “signorotto” del castello, decise di rievocare per la prima volta la Natività, mai avrebbe immaginato che nei secoli futuri, in tutto il mondo cristiano si fosse rappresentata la nascita di Gesù. Era nato così, in maniera totalmente spontanea il presepe.

La parola “presepe” deriva dal latino praesepe, che significa mangiatoia o recinto. Essa evoca immediatamente l’umiltà del luogo in cui, secondo i Vangeli di Luca e Matteo, nacque Gesù Bambino. In molte parti, vengono realizzati veri presepi viventi dagli abitanti del luogo, che interpretano la stessa Sacra Famiglia, mentre esso viene “fatto” più semplicemente con statuine di vario genere, come avviene in tante case.

E non possiamo dimenticare come questa usanza, ben presto sia diventata una tradizione tipica di ogni Natale, essa si manifesta anche con la vendita dei personaggi del presepe stesso, oltre alla riproduzione di Gesù, Maria e Giuseppe, come ben espresso dalla caratteristica e sempre affollata via di San Gregorio Armeno nel centro di Napoli, dove sono in bella mostra le caratteristiche statuine che abbelliranno i presepi, realizzate nelle tante botteghe artigianali presenti.

Nel presepe, infatti non troviamo soltanto la Sacra Famiglia, i pastori e poi all’Epifania l’arrivo dei Magi, accanto a questi personaggi compaiono spesso figure popolari: artigiani, contadini, donne che impastano il pane, bambini che giocano. Potremmo pensare che la stessa scena della Natività, è come riproporre una “città ideale” in cui la nascita di Gesù è la luce che illumina la vita quotidiana, così allestire il presepe diventa un qualcosa che unisce, grandi e piccoli.

Per realizzarlo sia nelle case, che nelle chiese o nei luoghi pubblici, la sua costruzione coinvolge persone di tutte le età, favorendo al tempo stesso un senso di continuità e addirittura di appartenenza. Scopriamo che ogni famiglia ha un proprio stile: c’è chi utilizza statuine tramandate da generazioni, chi reinventa la scena con materiali naturali o riciclati, chi lo trasforma in una vera opera d’arte.

In molte regioni italiane il presepe è anche una forma d’arte. Celebri sono le tradizioni napoletane, liguri, siciliane o trentine: piccole sculture finemente lavorate, scenografie complesse, meccanismi in movimento, luci e suoni che ricreano un intero mondo in miniatura. In ogni caso, il presepe diventa una specie di memoria condivisa, che fa pienamente parte della nostra identità e della nostra tradizione, sicuramente e tipicamente italiana.

Nel presepe, possiamo ritrovare non solo una ricostruzione storica, ma un “Vangelo vivo” fatto di simboli spirituali, teologici e culturali, l’amore di Dio si manifesta nella semplicità, nell’umiltà e nell’inclusione, invitando tutti, dai sapienti ai pastori, a mettersi in cammino verso la Luce.

Ecco che il presepe non è solo un simbolo religioso, è molto più di una semplice decorazione natalizia, è una profonda rappresentazione figurata della Natività di Gesù, che racchiude la fede, la storia e la genuinità della devozione popolare, insieme ad un’espressione artistica e popolare che ha plasmato l’identità e la tradizione italiana ed europea per secoli e compito del cristiano è quello di ricordare sempre, che il presepe ci parla di quei valori che dopo più di duemila anni, grazie alla nascita di un Bambino, ci invitano alla pace e alla speranza.

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: