Le processioni nella storia: significato, tradizioni e devozione religiosa

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La processione è senza dubbio una dei riti più antichi della storia umana: un corteo ordinato di persone che si muove lungo un percorso preciso con uno scopo religioso, spirituale o simbolico. Oggi è molto diffusa soprattutto nella tradizione cristiana, ma le sue radici sono molto più “vecchie” e attraversano diverse civiltà del mondo antico. Andando indietro nel tempo, troviamo le prime testimonianze, di quelle che oggi chiamiamo processioni, guardando alle grandi e antiche civiltà del vicino Oriente e del Mediterraneo. Così ricordiamo quando in Egitto i sacerdoti trasportavano le statue delle divinità, alloggiate in barche sacre lungo il fiume Nilo, soprattutto le feste religiose in onore del dio Amon, originario di Tebe, inizialmente dio dell’aria, ma poi, divenne il “re degli dei”.

E in queste processioni si chiedevano alle divinità: protezione, fertilità e prosperità.  Erano eventi fondamentali che univano religione, politica e vita sociale, era anche un modo e un’opportunità che il popolo aveva per interagire con le divinità stesse. Nella zona del Mediterraneo e soprattutto nell’antica Grecia, le processioni erano molto importanti, nel corso delle feste in onore di Atena o Pallade Atena, figlia di Zeus e dea della sapienza, sacerdoti e guerrieri sfilavano insieme portando offerte sacre ai templi. E le feste civili o religiose proprio dedicate alla dea Atena, si chiamavano “Panatenee” e si svolgevano a luglio, attraversavano la via Sacra, fino a raggiungere l’Acropoli, per portare il “peplo”, il tradizionale abito femminile dell’antica Grecia, alla statua di Atena. Nell’antica e leggendaria Roma, le processioni assunsero, un valore politico e militare. I trionfi romani celebravano le vittorie degli imperatori e dei generali erano cortei solenni e spettacolari che si svolgevano per le strade della città. Diverse erano le processioni che coinvolgevano magistrati, sacerdoti e suonatori, come quella dei “Ludi Romani” che andava dal Campidoglio al Circo Massimo.

Anche le processioni religiose erano molto frequenti. Si svolgevano in occasione delle principali feste dedicate alle divinità, come quelle in onore di Giove, Marte o Cerere. I sacerdoti trasportavano statue sacre, oggetti rituali e animali destinati al sacrificio. Con l’avvento del Cristianesimo, nei primi secoli, le prime processioni si svolgevano a Gerusalemme. I fedeli percorrevano i luoghi santi pregando e commemorando gli eventi della Passione, della morte e della resurrezione di Cristo. Tra il III e il IV secolo d.C. quando il Cristianesimo passò da religione perseguitata a culto riconosciuto nell’impero romano, dopo l’Editto di Milano del 313 d.C. promulgato dall’imperatore Costantino insieme a Licinio, le processioni cristiane si diffusero dovunque. Esse avevano un carattere semplice e penitenziale, i fedeli camminavano pregando, cantando salmi e portando croci o reliquie dei martiri. Spesso si recavano alle tombe dei santi o alle basiliche nei luoghi considerati sacri. Col passar del tempo e con una maggiore diffusione del cristianesimo in tutta Europa, le processioni divennero ancora più importanti, e già nel Medioevo si organizzarono cortei per chiedere protezione e quell’aiuto divino, durante le guerre, le carestie e le varie epidemie, per celebrare feste religiose, per accompagnare reliquie sacre e anche per invocare la pioggia nei lunghi periodi di siccità o per ottenere un buon raccolto.

Da ricordare che le confraternite medievali promossero le processioni penitenziali, cresciute in occasioni di pubbliche calamità ed in memoria riconoscente per pericoli scampati dalla comunità. Eventi ecclesiali straordinari erano occasioni di solenni processioni: in occasione della visita pastorale del vescovo, durante l’Anno Santo e per la “peregrinatio Mariae”. Nel corso della storia, la processione ha mantenuto un significato profondo: rappresentando il cammino della comunità, la condivisione della fede e il legame tra il sacro e la vita quotidiana. Anche oggi continua a essere un momento di incontro e identità collettiva per milioni di persone nel mondo, svolgendosi per le strade o all’interno delle chiese. In particolare, potremmo dire e confermare come la processione si unisce alle manifestazioni civili, questo avviene in occasione della festa del Santo Patrono, e tutto questo si verifica anche nei piccoli paesi, dove la partecipazione popolare si unisce alla devozione verso il santo.

Naturalmente tra le processioni più importanti c’è quella del Corpus Domini, che nacque nel XIII secolo per riaffermare la fede nella presenza di Cristo nell’Eucarestia, la più solenne è quella che percorre il tratto di strada che divide le due basiliche romane: da San Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore ed è lo stesso Papa che porta il Santissimo Sacramento. Non possiamo dimenticare inoltre tutte quelle processioni che avvengono durante la Quaresima, soprattutto quelle del Venerdì Santo, dove secondo gli usi locali, sfilano per la strada le statue che raccontano gli ultimi istanti della vita terrena di Gesù e che in alcuni paesi chiamano: “la processione dei Misteri”.

Un discorso a parte meritano le numerose processioni mariane, una delle espressioni più profonde e popolari della devozione cristiana verso la Madonna. Si può affermare che da secoli, in molte città e paesi del mondo, i fedeli accompagnano in corteo le immagini della Vergine Maria, lungo le strade tra preghiere, recita del rosario e canti. Queste celebrazioni, che attraversano tutta la nostra penisola da nord a sud, uniscono religione, tradizione e identità culturale, diventando al tempo stesso, momenti centrali della vita della comunità. E vale la pena ricordare che per i fedeli che partecipano, le processioni mariane rappresentano un atto di fede e di affidamento alla Madre di Dio.

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