L’attesa orante dell’Immacolata: viaggio nella più amata novena cristiana

Una statua di Maria. Foto di repertorio. Foto di davide1012 da Pixabay

La Novena è un’antica devozione cristiana, una preghiera ripetuta per nove giorni consecutivi, deriva dal latino medievale “Novenus” (novo). Nell’antica Roma, esisteva l’usanza del “novemdiale”, un periodo di nove giorni di lutto e preghiera dopo un decesso. Nella cristianità, il numero nove divenne spesso associato al concetto di attesa orante e di preparazione. La pratica trae ispirazione dagli Atti degli Apostoli, dove viene descritto come la Madonna e gli Apostoli pregarono in modo assiduo e concorde nei nove giorni compresi tra l’Ascensione di Gesù e la discesa dello Spirito Santo durante la Pentecoste.

Un’antica usanza diffusa presso il popolo cristiano è quella di prepararsi alla solennità dell’Immacolata Concezione di Maria con l’omaggio della preghiera per i nove giorni che la precedono, cantando le Lodi alla Vergine ed invocando la sua protezione. La novena più popolare è senza dubbio quella dell’Immacolata che ha inizio il 29 novembre e termina alla vigilia della festa il 7 dicembre.

Si deve al francescano Papa Sisto IV (1471-1484) l’origine della tradizionale Novena in onore della Vergine Immacolata. Con la Costituzione apostolica “Cum praecelsa” del 27 Febbraio 1476, approvava per la Chiesa universale la festa devozionale dell’Immacolata Concezione l’8 Dicembre, con Ufficio e Messa propri e con l’elargizione delle stesse indulgenze che concesse per la solennità del Corpus Domini.

Proprio nei conventi francescani e nei santuari mariani nacquero le prime novene strutturate, con preghiere e meditazioni dedicate alla Vergine Immacolata. I francescani, infatti, furono tra i più ardenti difensori del privilegio mariano dell’Immacolata anche prima del riconoscimento ufficiale del dogma.

La prima novena dell’Immacolata Concezione fu scritta da San Francesco Antonio Fasani (1681–1742) frate francescano conventuale originario di Lucera vicino Foggia, egli grande devoto della Vergine Maria, compose la novena in onore dell’Immacolata Concezione intorno alla prima metà del XVIII secolo, ben prima che il dogma fosse proclamato ufficialmente, cosa che avvenne solo nel 1854, con papa Pio IX (1846-1878).

Nel corso dei secoli, la novena divenne popolarissima in moltissime regioni italiane, spesso essa era arricchita da canti mariani, rosari meditati, omelie tematiche e momenti di riflessione comunitaria.

Il dogma dell’Immacolata come s’è detto, fu proclamato nel 1854 da Pio IX, ma sin dal Quattrocento la festa era inserita nel calendario liturgico e i devoti e i fedeli la preparavano con la recita di una novena. Nel passato anche i pontefici hanno dato importanza e rilievo alla novena.

Nella sua enciclica Mirabile Illud del 6 dicembre 1950 Pio XII (1939-1958) richiama i fedeli a unirsi in preghiera per la pace “alla vigilia della festa dell’Immacolata Concezione” ed invita, durante la novena, ad “invocare, attraverso l’intercessione della Vergine Madre di Dio, preservata da ogni macchia dell’origine, che la luce della vera e genuina pace si irradi a tutti i popoli”.

Lo stesso Pio XII, iniziò la tradizione di inviare fiori in omaggio al monumento di Piazza di Spagna l’8 dicembre, un gesto che è divenuto una consuetudine perpetuata dai suoi successori, a testimonianza di una devozione filiale e pubblica all’Immacolata.

Papa Giovanni XXIII (1958-1963) fece visita alla Basilica dei SS. Apostoli a Roma a chiusura della tradizionale Novena dell’Immacolata il 7 dicembre 1959 lodando la purezza della Vergine.

Giovanni Paolo II (1978-2005) partecipava attivamente agli eventi mariani. In una sua omelia del 7 dicembre 1994, pronunciata al termine della Novena in preparazione alla Solennità dell’Immacolata Concezione a Roma, lodò il fervore della comunità. “Ormai da molti anni la Novena dell’Immacolata vi vede riuniti come una famiglia intorno alla Madre, per renderLe il dovuto omaggio”.

Non dobbiamo solo venerare Maria, ma sforzarci di imitarla nel suo “Eccomi” quotidiano, nella sua fede silenziosa e nel suo servizio d’amore, per riconoscere il lei, la Stella che ci guida verso Gesù Cristo, suo Figlio.

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