La Pentecoste: la festa dell’amore riversato nei nostri cuori

La Domenica di Pentecoste, che avviene cinquanta giorni dopo Pasqua, ci racconta la discesa dello Spirito Santo, quando gli apostoli, si trovavano tutti nello stesso luogo, e con loro c’era anche la Vergine Maria, si legge negli Atti degli apostoli che: “Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nl modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi”. Lo scrittore romano, filosofo e apologeta cristiano Quinto Settimio Fiorente più conosciuto come Tertulliano (160-240) afferma proprio che la Pentecoste è: “Lo spazio gioioso nel quale la Resurrezione si è manifestata fra i discepoli e la grazia dello Spirito Santo si è rivelata”.

Molti studiosi ritengono che il luogo della discesa dello Spirito Santo, fosse il Cenacolo a Gerusalemme, la stessa “stanza superiore” dove Gesù aveva celebrato l’Ultima Cena con i suoi discepoli e dove si erano riuniti dopo la sua ascensione per la preghiera. Il termine “Cenacolo” che deriva dal latino “cenaculum” più comunemente vuole indicare la sala da pranza o la sala superiore e secondo quanto scritto nei vangeli in questo luogo, si sarebbe svolta “l’Ultima Cena” nella quale Gesù istituì l’Eucarestia, e la “Lavanda dei piedi”. Ricordiamo che gli apostoli si erano nascosti nel “Cenacolo” per timore dei Giudei, dopo la morte in croce del loro Maestro, temevano infatti, di fare la stessa fine.

Lo Spirito Santo, che scese sulla Madonna e sugli apostoli, non ebbe sulla Vergine lo stesso effetto che ebbe sui discepoli: confermò infatti la prima nella sua fede, dando agli apostoli quella fede che ancora non avevano, e che da quel momento in poi, li renderà capaci di testimoniare quello che avevano visto: che quell’uomo che era stato crocifisso, Dio lo aveva veramente resuscitato.

Il motivo principale per cui scende lo Spirito Santo, su tutti i presenti nel Cenacolo, appare chiaramente nelle parole pronunciate da Gesù nell’Ultima Cena e riportate nel Vangelo di Giovanni: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi”.

Essere con gli apostoli, vorrà significare che ci sarà sempre qualcuno che li assiste, protegge e aiuta e questo compito lo farà la presenza costante dello Spirito Santo, che dal momento della sua discesa nel Cenacolo non li abbandonerà mai, anzi darà loro la forza di annunciare e testimoniare la Parola di Dio in tutto il mondo.

Lo Spirito Santo è il dono di Cristo Risorto, potremmo dire con verità, che con la sua effusione comincia una nuova epoca, nasce la Chiesa da lui stesso generata. E così, proprio per opera dello Spirito Santo, che il cristiano, pur vivendo nel mondo diventa un essere spirituale: “Non spegnete lo Spirito Santo che è in voi”, ammoniva e raccomandava S. Paolo nelle sue Lettere ai primi seguaci di Cristo.

Questa Domenica di Pentecoste, viene chiamata anche “Pasqua delle rose” o “Pasqua dello Spirito Santo” e avveniva in questo giorno il lancio di petali di rose rosse o addirittura con l’accensione di stoppini come piccole fiammelle o c’era la liberazione di colombe durante il canto del “Gloria”.

Per S. Agostino (354-430) lo Spirito Santo è il dono per eccellenza di Dio, che infonde la carità nei cuori dei credenti. È l’amore che muove i fedeli e li unisce a Dio e tra loro.

“Penso che già sappiate, fratelli carissimi – scrive S. Agostino – che oggi la Chiesa celebra la discesa del Santo Spirito del Signore. Il Signore aveva promesso ai suoi Apostoli ché avrebbe inviato lo Spirito Santo e con fedeltà somma mantenne la promessa fatta. Come la risurrezione del Signore confermò nei discepoli la fede nella divinità di colui che per noi si è degnato farsi uomo, molto più [la confermarono] la sua ascensione al cielo e ancor più pienamente e perfettamente il dono dello Spirito Santo che egli mandò”.

La Pentecoste è quindi la festa dell’amore riversato nei nostri cuori, che ci permette di vivere la vita cristiana e di testimoniare Cristo al mondo, attraverso la Grazia dello Spirito Santo.

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