LUNEDÌ 11 MARZO 2019, 00:02, IN TERRIS

La patrimoniale è già qui

LUCA LIPPI
Patrimoniale
Patrimoniale
L'

anniversario dell'entrata in vigore dell'euro come moneta ufficiale (1 marzo 2002) quest’anno è passata in sordina. Anche tutte le parole spese a brandire lo spauracchio di una patrimoniale sono finite di colpo. Tutto questo, come per altre cose, accade perché il primo, l’euro, non è affatto qualcosa da festeggiare; la seconda, la patrimoniale, è in servizio permanente effettivo ormai dal 2011.

Da quando la moneta unica è arrivata nelle nostre tasche ad oggi, il costo dei quotidiani è aumentato del 95%, quello dei consumi elettrici del 60%, quello della benzina del 63%, quello di un trancio di pizza del 123%, il e quello di un gelato del 206%. Di contro, invece, secondo quanto rilevato dall’Istat, il reddito disponibile degli italiani dal 2001 ai giorni nostri è cresciuto solamente del 24%.

Riguardo la patrimoniale, nessuno mai ha pensato realmente a introdurne una, solamente perché le mani nelle tasche degli italiani sono una presenza costante. Introdurre "ufficialmente" un provvedimento del genere sarebbe un errore politico irrimediabile. Eppure, fermo restando che non ci sarà una gabella sul patrimonio, non significa che questa promessa sia esente da costi.

Il nostro Pil è disastroso e la Ue impone di abbattere il debito pubblico verso il pareggio di bilancio. A seguire quello che sta succedendo con la questione Tav, il messaggio è chiaro: o si osservano le regole o niente fondi europei.

La strada è decisamente segnata, nonostante l’indubbia iniquità delle regole Ue, e l’alternativa alla patrimoniale sono stati e saranno tagli. Tagli alla spesa, ridimensionamento dei servizi pubblici, riduzione delle prestazioni assistenziali. E ancora: cessioni e privatizzazioni, aumenti fiscali sulle imposte indirette minori e la scure dell’aumento dell’Iva qualora non si riesca a far quadrare i conti. In estrema sintesi, si pagano tasse molto elevate per avere servizi inesistenti, salvo un oneroso riscorso al privato. Non è una patrimoniale anche questa?

Ma non finisce qui. Lo abbiamo già scritto ma è utile ricordarlo, le imprese creano debito, le banche non finanziano. Il prezzo delle azioni e delle obbligazioni proprie (delle imprese) è alterato con acquisizioni d’impresa e riacquisti, il tutto finanziato con prestiti a basso interesse ed emissione di titoli privi di valore. Imprese fantasma si finanziano con i soldi del "risparmio privato" e i cittadini, ignari investitori a rischio, pagano con il proprio risparmio il rilancio di imprese cotte e stracotte mentre lo Stato non ci rimette un centesimo. Tutto questo è un mirabile esempio di patrimoniale senza che il cittadino se ne renda conto. È il principio della rana bollita di Noam Chomsky.

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