Com’è ormai tradizione ogni anno, in questo periodo si ricorda la Madonna della Fiducia la patrona e la protettrice del Pontificio Seminario Romano Maggiore. La festa cade durante l’anno formativo, nel mese di febbraio, quest’anno il giorno 14, e richiama il tema centrale della fiducia: in Dio, nella chiamata, e nella Chiesa. Il titolo “Madonna della Fiducia” è piuttosto unico: non richiama o ci fa pensare ad un dogma, o a un evento particolare della Vergine stessa, ma a una virtù spirituale. Maria è vista come colei che insegna a tutti a fidarsi di Dio. Il quadro, è una semplice tavoletta ovale di rame, che si distingue per il gesto del Bambino Gesù che indica con il braccio la Madre, segno di fiducia e intercessione materna.
Per alcuni l’opera originale sarebbe stata dipinta da Carlo Maratta (1625-1713) uno degli artisti più apprezzati del tempo, che la donò a Chiara Isabella Fornari (1697-1744) giovane nobile romana, divenuta in seguito badessa del monastero di S. Francesco a Todi, in Umbria.
La devozione alla Madonna della Fiducia nasce all’interno del Seminario all’inizio del Novecento, in un periodo segnato da difficoltà e incertezze. Fu allora che l’immagine della Vergine, divenne per i seminaristi un segno concreto di protezione materna e di speranza. Infatti, quest’immagine fu introdotta nel Seminario alla fine del XVIII secolo e ben presto divenne oggetto di venerazione da parte dei seminaristi e dei formatori.
Nel 1837 durante un’epidemia di colera, che colpì Roma, proprio i seminaristi fecero un voto alla Madonna della Fiducia, chiedendo protezione: tutti furono risparmiati dalla malattia. In segno di gratitudine fu offerta una lampada votiva che ancora oggi brucia davanti all’immagine e l’anno successivo, furono posto sul capo della Vergine e del Bambino due corone d’oro.
Nel 1863 Pio IX (1846-1878) concesse l’indulgenza a coloro che avessero recitato le litanie lauretane davanti all’effigie mariana. Un momento particolare e importante della festa, è l’atto di affidamento dei seminaristi alla Madonna della Fiducia, recitato in maniera comunitaria, a volte rinnovato in forma solenne davanti all’icona mariana, ed è particolarmente significativo per chi è agli inizi del cammino o ancor di più vicino all’ordinazione.
Durante il fine settimana, i seminaristi vengono inviati nelle parrocchie della Diocesi di Roma, qui imparano, potremmo aggiungere sul campo, cosa significhi gestire una comunità, e partecipare allo stesso tempo alla vita parrocchiale.
La storia del Seminario Romano Maggiore ha origine lontane, la sua fondazione risale al 1° febbraio 1565, per volontà di Pio IV (1559-1565) proprio in pieno clima di rinnovamento ecclesiale in seguito al Concilio di Trento (1545-1563) il XIX concilio ecumenico della Chiesa Cattolica, che fu convocato da Paolo III (1534-1549 in risposta alla Riforma Protestante.
Lo scopo del seminario era, ed è quello di garantire un’adeguata e preziosa formazione e preparazione, spirituale e culturale al clero di Roma. Il seminario che si trova accanto alla Basilica e al Palazzo di S. Giovanni in Laterano, e l’edificio attuale fu fatto costruire da Pio X (1903-1914) che lo inaugurò nel 1913.
Nel corso degli anni, i vari pontefici hanno fatto visita a questo luogo, da ex alunno, diverse volte Giovanni XXIII (1958-1963) ha fatto visita a questo seminario, per la prima volta il 27 novembre del 1958, mentre Paolo VI (1963-1978) in occasione del IV centenario della fondazione, e il 2 dicembre del 1965, ha voluto consacrare la nuova cappella maggiore e incoronare solennemente l’immagine della Madonna.
Giovanni Paolo II (1978-2005) ha voluto recarsi a trovare i seminaristi il 4 febbraio del 1989, e così anche Benedetto XVI (2005-2013) ha è stato presente ogni anno in occasione della festa della Madonna, la prima volta il 25 febbraio del 2006 e così anche Papa Francesco (2013-2025) ha incontrato i seminaristi spesso in forma privata.

