La Madonna del Carmine a Roma, otto secoli di fede e devozione mariana

Corona dedicata alla Madonna, Santuario del Carmelo - Trastevere, Roma. Foto Vatican News

Nella chiesa romana di S. Maria in Traspontina in via della Conciliazione a pochi passi dalla basilica di S. Pietro in Vaticano, si trova una bellissima e veneratissima statua della Madonna del Carmine, la cui festa cade il 16 luglio. L’attuale edificio, costruito tra il 1566 e la fine del Cinquecento, sostituì una chiesa più antica che sorgeva nei pressi di Castel Sant’Angelo. La chiesa sin dal 1484 è officiata dai Padri carmelitani, e dopo vari interventi di restauro e di ampliamento, fu solennemente consacrata da Benedetto XIII (1724-1730) il 19 agosto del 1728.

Anticamente da qui partiva il corteo che accompagnava l’imperatore eletto fino alla vicina basilica di vaticana, per la cerimonia dell’incoronazione. I partecipanti al corteo si radunavano presso il monumento chiamato volgarmente “terebinthus Neronis”, un avanzo di un grande sepolcro romano, il terebinto è un albero. Nella terza cappella a destra, dedicata all’Immacolata Concezione, dove sull’altare c’è una tela del 1760 eseguita da un certo signor Agostini, e raffigurante appunto la Vergine Immacolata. La devota e frequentata cappella, fu eretta nel 1581 dalla marchesa della Guardia Vittoria Tolfa degli Orsini. Nel secolo scorso vi fu posta una grandiosa macchina in legno dorato con angioli e putti, che sono intorno alla nicchia centrale, entro la quale è la statua della Madonna del Carmelo o del Carmine. La statua è una delle immagini più amate della devozione romana, la Vergine è raffigurata mentre sostiene il Bambino Gesù e porge lo Scapolare, segno dell’appartenenza a Maria e della sua protezione. L’imponente scultura, datata nel giugno 1922 del trono attuale, realizzato su disegno del frate Aureliano dei Fratelli della Misericordia, la statua venne benedetta da Pio XI (1929-1939) in udienza privata e fu incoronata dal vescovo Luigi Pellizzi (1860-1936) nella vigilia della festa della Madonna del Carmine del 15 luglio del 1928. Lo scapolare è composto da due piccoli rettangoli di stoffa marrone uniti a due cordoncini, portati sulle spalle, uno sul petto e uno sulla schiena, è strettamente legata all’Ordine carmelitano, nato sul Monte Carmelo in Terra Santa, tra il XII e il XIII secolo. Secondo la tradizione carmelitana, il 16 luglio del 1251, la Madonna apparve a S. Simone Stock (1165-1265) priore generale dell’Ordine, consegnandogli lo Scapolare.

La Vergine disse: “Ricevi, figlio dilettissimo, questo Scapolare del tuo Ordine esso sarà un segno della mia protezione e un pegno di salvezza. Chi morirà rivestito di esso non soffrirà il fuoco eterno”.

La statua il 12 settembre del 2001 è stata ancora una volta solennemente incoronata da Giovanni Paolo II (1978-2005) in piazza S. Pietro, in occasione del 750° del dono dello scapolare. Rivolgendosi ai numerosi pellegrini della famiglia carmelitana presenti per l’incoronazione della Madonna del Carmine, il papa polacco, devoto della Vergine, disse tra l’altro: “Carissimi, questo felice evento coinvolge non solo i devoti della Madonna del Carmine, ma tutta la Chiesa…Attingete costantemente a questo mirabile patrimonio spirituale, per essere ogni giorno credibili testimoni di Cristo e del suo Vangelo…”. Purtroppo tutta l’udienza di quel mercoledì 12, risentì di quanto era avvenuto il giorno precedente con l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle. Una processione con la statua della Madonna, qualche giorno prima della festa, percorre le strade del rione Borgo e via della Conciliazione, da dove prima di far ritorno in chiesa, si fermerà davanti all’ingresso del portone di S. Anna, uno dei loghi d’accesso al Vaticano.

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