La forza della famiglia nasce dal rispetto, dal dialogo e dalla responsabilità

Foto di WOKANDAPIX da Pixabay

Ogni giorno sentiamo e leggiamo notizie, veramente terribili che riguardano e investono la famiglia, e sono purtroppo quasi sempre notizie di crimini che avvengono tra le mura casalinghe. Da sempre la famiglia dovrebbe essere il primo posto dove ogni individuo può sentirsi al sicuro, e invece. Proprio all’interno del nucleo familiare nascono violenza, abusi e manipolazione che subiscono non solo gli adulti, ma anche i minori, i più fragili e più indifesi. Si tratta di un vero fenomeno particolarmente doloroso perché coinvolge persone legate da rapporti di fiducia, amore e convivenza, rapporti che dovrebbero essere fondati sul rispetto e sulla cura reciproca.

Secondo i dati dell’Istat, più del 50% delle violenze avviene dentro le mura familiari, eppure una volta si diceva che: “la famiglia è sacra”. Non possiamo sempre attaccarci alla frase: una volta non era così, o i tempi sono cambiati, sappiamo che la famiglia stessa ha subito nel corso dei secoli, trasformazioni rapide in ogni senso, e tutto è avvenuto in maniera potremmo dire, più veloce della luce. Anche nel passato la violenza all’interno della famiglia era presente e spesso molto diffusa. Tuttavia molti episodi rimanevano nascosti. In epoche precedenti esisteva una cultura che tendeva a considerare le questioni familiari come affari privati, nei quali la società e le istituzioni intervenivano raramente. Le stesse donne disponevano di minori tutele giuridiche, i bambini avevano meno diritti riconosciuti e molte vittime erano costrette a sopportare in silenzio per paura, dipendenza economica o pressione sociale.

Ma, un dato è, e resta sconvolgente quello dei tanti e troppi episodi di vera violenza che si ripetono spesso, e non c’è stagione o periodo che non si registrino avvenimenti che portano tristezza e in alcuni casi stupore e meraviglia in maniera totalmente negativa. Le cause della violenza in ambito familiare sono molteplici e complesse al tempo stesso. Tra queste si possono individuare difficoltà economiche, problemi di natura psicologica, incapacità e forse anche voglia di gestire conflitti e frustrazioni, ma anche modelli culturali basati troppo frequentemente sul possesso e sulla sopraffazione.

La violenza domestica è già da qualche anno a questa parte, tra i fenomeni più diffusi e pericolosi, lo dimostrano le tante e troppo aggressioni fisiche, minacce, controllo psicologico, umiliazioni, ecc…. Nessuna di queste condizioni può giustificare comportamenti violenti. La responsabilità di tali atti e gesti, resta sempre individuale. E purtroppo le conseguenze non si limitano ai danni immediati, ma possono provocare traumi profondi e duraturi, soprattutto quando in casa sono presenti bambini che assistono a queste violenze.

La violenza familiare rappresenta una delle sfide sociali più delicate del nostro tempo e ce lo raccontano a volte, fin troppo in maniera dettagliata, i mezzi di comunicazione, che riportano con frequenza casi di maltrattamenti contro di tutti i componenti della famiglia stessa: anziani, donne, bambini e nei casi più estremi, omicidi commessi da familiari. Quando una persona considera il partner o un familiare come un possesso anziché come un individuo libero e degno di rispetto, il rischio di comportamenti violenti aumenta notevolmente.

Un altro aspetto che merita attenzione riguarda il ruolo della società, troppo spesso chi assiste a situazioni sospette preferisce non intervenire, pensando che si tratti di problemi essenzialmente privati. Questo modo di pensare e di comportarsi favorisce senza dubbio, il protrarsi degli abusi e l’isolamento delle vittime. Dovrebbe essere l’intera collettività ad essere coinvolta, le istituzioni sono chiamate a garantire strumenti efficaci di prevenzione e protezione, e cittadini hanno il dovere morale di non restare indifferenti.

Per cercare di provare a combattere questo triste fenomeno, sarebbe fondamentale e necessario porsi un obiettivo, che non deve essere soltanto quello di registrare i crimini, ma cercare di costruire tutti insieme una cultura fondata sul rispetto della dignità umana, affinché la famiglia possa tornare ad essere il luogo in cui ogni individuo si sente davvero al sicuro. Occorre agire sul piano educativo, soprattutto verso le nuove generazioni, insegnando ai giovani il valore del dialogo, dell’uguaglianza, costruendo relazioni più sane per prevenire comportamenti e atteggiamenti aggressivi.

Inoltre è opportuno anche un impegno costante e continuo da parte della famiglia, della scuola, delle istituzioni e della società nel suo complesso. Solo attraverso una profonda educazione al rispetto e alla responsabilità sarà possibile, ritrovare nella famiglia quel luogo e quello spazio di protezione, di affetti e sicurezza che dovrebbe sempre avere. Vale la pena ricordare, che i crimini che avvengono o si verifichino a casa, non sono un problema privato, ma è una vera questione sociale che riguarda l’intera comunità cosiddetta civile.

E’ assolutamente importante promuovere una cultura della legalità, del rispetto e della solidarietà, solo attraverso l’attenzione, l’informazione e il sostegno a chi subisce la violenza, e ne rimane vittima, possiamo e dobbiamo ridare alla famiglia il ruolo che le compete, ricordando che da una buona famiglia, nasce una buona società.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: