VENERDÌ 24 GIUGNO 2016, 000:02, IN TERRIS

La Finanza torni al servizio della Politica

AUTORE OSPITE
La Finanza torni al servizio della Politica
La Finanza torni al servizio della Politica
Il disastro sociale nel quale si ritrova la società della globalizzazione è fatto risalire, nelle analisi più accreditate, in modo particolare a 20 anni fa, con l'abolizione della Legge cosiddetta Glass-Steagall Act da parte del Presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, dietro la sollecitazione delle grandi finanziarie che avevano sostenuto le spese della sua campagna elettorale.

Le banche erano prima obbligate a svolgere attività economica finanziaria non speculativa. Con l'abolizione della Legge Glass- Steagall Act, le banche hanno cominciato a stampare moneta virtuale (derivati-“futures”), per "trilioni di dollari" senza garanzie di controvalore reale, ma solo riferimenti di debiti acquistati e cartolarizzati per legge.

In pratica, in questi venti anni, non si è sostenuto più il normale processo dell'economia reale, ma ha prevalso il comportamento della speculazione finanziaria capitalistica, che ha indebolito sempre di più gli Stati, specialmente dei Paesi più poveri, e ha di fatto indebitato i Popoli.

La conseguenza è stata privare i popoli dei loro diritti di sovranità popolare, trasformandoli di fatto in sudditi, con governi imposti e non eletti dai cittadini, scegliendo e nominando i politici amici delle lobbies e succubi della grande finanza.

Nell’era di Bill Clinton & Co. dell’Alta Finanza si è definitivamente rotto l'equilibrio del principio del NOMA, della reciproca non-interferenza (Non Overlapping Magisteria) tra la Politica (che dovrebbe avere il compito di fissare gli obiettivi da raggiungere per una nazione), l'Economia e la Finanza (che dovrebbero essere autonomi o eventualmente strumenti a disposizione della politica per raggiungere quegli obiettivi, e non il contrario) e l'Etica, che garantisce comportamenti coerenti dei soggetti coinvolti con gli obiettivi e insieme con i valori di civiltà di un Paese. Negli anni Duemila, si sono capovolti i ruoli: la Finanza ha preso il predominio e fissa gli obiettivi, che la Politica, ormai sua succube, esegue. L'Etica è quasi completamente assente.

Le radici culturali di questo programma politico e sociale sono quelle calviniste secolarizzate nord-americane. I suoi elementi sono: il successo come segno di una predestinazione divina superiore, nell’ambito di una antropologia elitaria; il disprezzo per i poveri e gli svantaggiati; il profitto come valore supremo, ben rappresentato nell’ideale mitico Paperon dei Paperoni. La base morale è quella dell’utilitarismo nell’empirismo inglese (il principio dell’homo homini lupus di Hobbes), l’individualismo, per cui, in nome della libertà, si può fare tutto ciò che è possibile fare.

Le 80 persone più ricche al mondo hanno un reddito pari a quello di 3miliardi e mezzo delle persone più povere. Una diseguaglianza che nasce da una concezione di umanità e di società ben precisa. In passato, forse, ci sono stati imperi all’apparenza più crudeli. Ma, a noi, che in particolare ci ispiriamo all'umanesimo cristiano, tocca di salvare il salvabile e far fiorire una civiltà che non consideri il profitto individuale, ma la persona e la sua dignità, il massimo bene. Vogliamo ricreare le condizioni perché l'Etica sia il filo che tesse la stare bene in società e faccia da amalgama nell’organizzazione dello Stato, come punto di equilibrio tra Politica ed Economia.

I cristiani hanno il dovere di perseguire una visione politica ispirata alla cultura dell’intelligenza e del bene comune, della solidarietà, della sussidiarietà e della temperanza. Questo è quanto si prefigge la Confederazione di Sovranità Popolare.
Non occorrono dietrologie o complottismi per accorgersi che il progetto sociale dei grandi poteri, che hanno la punta dell'iceberg nel sistema della finanza-capitalistica, è la disgregazione dell’etica occidentale di matrice cristiana cattolica, con la creazione di individui attenti solo ai propri interessi rivendicati come diritti, per avere consumatori acritici al posto di cittadini consapevoli e responsabili, soggiogati dalla pressione persuasiva omologante dei mezzi di comunicazione controllati dalle caste.

All’ondata di queste pretese di presunti diritti in nome della libertà non c’è limite: la manipolazione degli embrioni umani (in Inghilterra), la depenalizzazione della pedofilia, la legittimazione di ogni forma di perversione, la bigamia, l’eutanasia, e chissà che altro.
Gli aspetti economico-politici di questo “progetto”, che prevede lo smantellamento delle Costituzioni più evolute sotto il profilo umanistico, sono: il trasferimento della crisi economica ai Paesi più poveri (e in Italia ne stiamo pagando, da diversi anni, le conseguenze), guerre concentrate in vari Paesi ma in una dimensione globale, destabilizzazione politica di Stati anche attraverso il fenomeno delle grandi emigrazioni di massa dai territori di guerra a scapito dei Paesi più deboli politicamente e "malleabili", come l'Italia.

Noi che ci ispiriamo ai principi dell'umanesimo cristiano, non vogliamo che sia la Finanza a guidare la Politica, ma semmai il contrario, perché si possano rivitalizzare le democrazie e si rimettano al centro l'attenzione alla persona, con i suoi bisogni, i suoi diritti autentici e la sua dignità. Noi non vogliamo rottamare la Costituzione e desideriamo avviare l'Indipendenza dal Debito, che è sempre più alimentato in modo virtuale e strumentale. Vogliamo il ritorno alla Sovranità Popolare. Pertanto, voteremo no al Referendum.

Antonino Giannone
Vice Presidente Associazione Liberi e Forti
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