Tra le tante feste che si svolgono in onore della Beata Vergine del Monte Carmelo, più comunemente “la Madonna del Carmine”, c’è quella che ha luogo ogni anno il primo sabato dopo il 16 luglio, nel popolare rione romano di Trastevere: “la festa de noantri”, che si apre con una solenne processione per i vicoli del rione stesso. L’espressione dialettale “Noantri” significa “noi altri”, ma alla festa, se nel passato assistevano e partecipavano i vecchi trasteverini, ai giorni nostri coinvolge, potremmo dire tutta Roma, che si reca a salutare e a pregare la popolare effigie mariana.
Nata verso il 1480, con l’arrivo dei monaci Carmelitani nel rione, la festa ebbe all’inizio un carattere essenzialmente e solo religioso, ravvivando nei fedeli la devozione verso la Vergine del Carmine, divenuta ben presto “la Madonna de noantri”. Si volle organizzare la ricorrenza organizzando una festa tutta romana in onore della Madre di Dio, anche perché proprio in quegli anni era nata nella chiesa di San Crisogno l’arciconfraternita del Sacramento e di S. Maria del Carmine. Dal 1847 la chiesa stessa è officiata dai Padri Trinitari, che hanno preso il posto dei monaci carmelitani. In seguito nacque, oltre alla festa religiosa, anche una civile, con bancarelle di vario genere, mentre nella piazze che si trovano a Trastevere avevano luoghi spettacoli teatrali e musicali.
Le origini della festa risalgono a un evento cruciale avvenuto nel XVI secolo, precisamente nel 1535. La tradizione narra del ritrovamento di una statua della Vergine Maria, scolpita in legno di cedro, alla foce del Tevere, nei pressi di Fiumicino. Questa statua, ritenuta miracolosa, fu rinvenuta dai marinai trasteverini – i cui mestieri erano legati al fiume e al mare – che la portarono solennemente a Trastevere. Qualche illustre storico, sostiene, secondo un’antica leggenda, che l’immagine stessa fosse stata trovata verso il 1580 da alcuni marinai della Corsica, in una cassa di legno che galleggiava al largo di Fiumicino e poi consegnata ai sacerdoti di San Crisogono.
Il popolo del rione, che aveva una forte identità e si distingueva socialmente e culturalmente dal resto della popolazione romana al di là del Tevere, accolse la statua con grande fervore.
La scultura fu donata ai Carmelitani e collocata nella chiesa di San Crisogono (dove risiedette brevemente) e successivamente nella chiesa di San Giovanni dei Genovesi, prima di trovare la sua sede definitiva nella chiesa di Sant’Agata in Trastevere, da dove parte la processione, qui è venerata con il titolo di “Madonna Fiumarola” o “Madonna del Carmine”.
In una vecchia cronaca dei primi dell’Ottocento leggiamo che: “Le mamme sceglievano ed accomodavano abiti e drappi per adornare i figlioletti che sarebbero andati in processione, chi vestito da S. Luigi, chi da San Giovanni Battista, chi da Santa Filomena, chi poi da angioletto con una vesta candida, due ali cerulee ed un panierino ricolmi di fiori olezzanti…”.
Attualmente la solenne processione viene aperta da un drappello di poliziotti a cavallo, seguito dalle numerose confraternite, mentre la statua mariana, rivestita da un prezioso abito, quest’anno realizzato dallo stilista Alfonso Parete, viene collocata su un’apposita macchina, disegnata nel settecento dall’architetto Domenico Gregorini (1692-1777) e in parte rinnovata verso il 1920 dall’architetto Morigi, vissuto tra il 1743 e 1795, e finemente decorata dal maestro Pio Romani, e sostenuta da sedici “fratelloni” della confraternita del Carmine, percorre lentamente le strade di Trastevere.
I vigili urbani in alta uniforme portano il gonfalone della Città, e dopo le autorità civili e militari, il popolo in preghiera segue devotamente la processione, tra canti e preghiere. Al termine della processione, la popolare statua prima di entrare e restarvi per sette giorni, nella basilica di San Crisogono, colma di luci e di fiori, varca l’ingresso del sacro tempio, con il volto rivolto verso i fedeli e devoti, che con applausi e il più volte ripetuto “Viva Maria”, la salutano.
Quest’anno la processione si svolgerà nella serata di sabato 19 luglio e la conclusione dell’intera festa domenica 27 con la processione mariana, presieduta dal Cardinale Baldassare Reina, vicario generale di Papa Leone XIV. La statua della Madonna del Carmine, viene issata a bordo di un natante e lungo il fiume procederà verso Trastevere, seguita da altre imbarcazioni, poi all’imbarcadero della Calata degli Anguillara, portata a spalla, raggiungerà nuovamente la basilica di S. Crisogono, mentre lunedì 28, la mattina presto una breve processione, riporterà la Madonna del Carmine, nella sua sede abituale nella chiesetta di S. Agata.

