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POLITICA

La farsa del taglio dei parlamentari

Numeri e difetti di una misura che presenta molte lacune

LUCA LIPPI
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Il tabellone coi numeri dell'approvazione
Il tabellone coi numeri dell'approvazione
I

l taglio dei parlamentari ha voluto solamente assecondare gli umori della gente che detesta la casta. Il problema della spesa pubblica in Italia riguarda le 500 mila persone che vivono di politica in questo Paese, tra consulenti e portaborse, non è certo il taglio di 345 poltrone a risolvere i problemi. Piuttosto, quanto costerà nel medio termine avere la democrazia? I pentastellati hanno individuato, come fanno spesso, uno dei problemi veri del nostro Paese, tuttavia con altrettanta precisione hanno risposto producendo un effetto insignificante, addirittura errato.


Una forma di difesa

Le riforme costituzionali dovrebbero essere provvedimenti da assumere in momenti di rappresentanza politica parlamentare molto alta, dove le professionalità dei parlamentari corrispondono a competenze assai elevate e adeguate al compito che devono ottemperare. Il parlamento degli ultimi dieci anni è un parlamento di analfabeti costituzionali (nella quasi totalità). Il messaggio che passa col taglio delle poltrone alle Camere è che il Parlamento e i parlamentari servono a nulla. Il risparmio è una motivazione del tutto esiziale, corrisponde al deficit di una media Asl mal gestita. Il Parlamento e i suoi eletti sono l’unica forma di difesa nei confronti dei poteri forti. I suoi eletti servono a tutelare la parte più debole delle comunità del nostro Paese. Il popolo, godendo di rappresentanti collegati alle realtà del territorio, ha la forza (nella sua rappresentanza parlamentare) di contrapporsi anche a grandi aziende multinazionali contro le quali il singolo cittadino non potrebbe nulla. Questo è il significato del Parlamento, una garanzia di democrazia, il costo diventa un aspetto secondario. Regioni come la Basilicata rischiano di non essere rappresentate istituzionalmente nei palazzi del governo centrale. Il taglio risulta un atto malinconico. Il disinteresse per la rappresentanza di alcune Regioni è il risultato di un ricatto populista nella sua accezione negativa. Un voto palese che se fosse stato segreto avrebbe fatto emergere l’esatto contrario del risultato processato. Il ricatto è nelle corde di un popolo vendicativo rappresentato da un manipolo di non eletti che se ci fossero state nuove elezioni oggi godrebbero della metà (anche meno) dei seggi in Parlamento.


I numeri

Nessuno è stato disposto ad assumersi pubblicamente la responsabilità di opporsi a un taglio di rappresentanza, non ha alcun senso se non quella di evitare la rappresaglia alle prossime elezioni di un popolo non in grado di comprendere l’inutilità economica e il danno democratico. In conclusione, è utile ricordare con i numeri la sciaguratezza di una scelta priva di ogni logica politica. Quanto si risparmia davvero col taglio dei parlamentari? Al momento il rapporto tra parlamentari eletti e abitanti in Italia è di 1 eletto ogni 64mila persone. Nella prossima legislatura il rapporto sarà di un eletto ogni 101mila persone. L'Italia è il secondo Paese Ue con il maggior numero di eletti, ma l'incidenza è tra le più basse del continente. Secondo l'Osservatorio dei Conti Pubblici "il risparmio netto complessivo sarebbe pari a 57 milioni l'anno e 285 milioni a legislatura, una cifra significativamente più bassa di quella enfatizzata dai sostenitori della riforma e pari appena allo 0,007% della spesa pubblica italiana". L’osservatorio dei Conti Pubblici sottolinea altresì: "per dare un ordine di grandezza, anche arrotondando a 100 milioni i risparmi che si avrebbero ogni anno con il taglio dei parlamentari, questa cifra rappresenta lo 0,005% scarso del debito pubblico italiano e un seicentesimo scarso di quanto spende l’Italia ogni anno di soli interessi su tale debito pubblico". Si può essere populisti senza necessariamente prendere in giro le persone e soprattutto senza avventurarsi in riforme costituzionali affidandosi ai proclami invece che al diritto costituzionale.

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