GIOVEDÌ 06 SETTEMBRE 2018, 00:02, IN TERRIS

Istruzione: il concorso di cui non si parla

LUCA LIPPI
Una docente scrive sulla lavagna
Una docente scrive sulla lavagna
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el Decreto dignità, tra le varie misure, c’è un importante capitolo dedicato alle maestre diplomate. Il provvedimento prevede nel suo complesso una stretta temporale sui contratti a termine (il nuovo limite è di 24 mesi e non più 36), proroga degli incentivi per le assunzioni degli under 35, ritorno dei voucher con estensione al settore turistico (ma con il limite di 10 giorni). E poi sanzioni alle aziende che delocalizzano prima dei 5 anni, pugno duro contro il gioco d'azzardo, infine 8ma non ultima) una clausola "salva maestre".

Una parte dell’opposizione ha deciso di "etichettare" questo decreto come "decreto disoccupazione". Questo perché, secondo gli avversari dell'esecutivo, tra le numerose modifiche all’impianto corrente è presente una norma che prevede la perdita del posto di lavoro per 7mila insegnanti entro il 30 giugno 2019. In particolare, l’opposizione ha chiesto una salvaguardia almeno per i docenti portatori di handicap. Ma il governo, all'esito di un dibattito alla Camera durato circa 6 ore, ha detto "no". 

Occorre fare chiarezza su questa risposta epiù in generale sul capitolo riguardante la paventata precarietà dei 7mila posti di lavoro del corpo insegnanti. Il dibattito di qualche mese fa sui diplomati magistrali è stato aperto da una sentenza del Consiglio di Stato che ha precluso l'insegnamento ai docenti magistrali impiegati nella scuola pubblica a tempo indeterminato. Pochi sanno che il primo provvedimento adottato dal governo all’interno di quello che poi è diventato il Decreto dignità ha scongiurato il licenziamento di queste persone a settembre. Quindi, sono stati rinviati di un anno gli effetti della sentenza (questo il motivo per cui l’opposizione parla di giugno 2019). È stato però aggiunto, al rinvio della sentenza, che, nelle more del rinvio, venga bandito un concorso per titoli e per carriera degli insegnanti colpiti dalla sentenza del Consiglio di Stato.

L’artifizio per salvare "capra e cavoli" cui ha fatto ricorso il governo consiste in un concorso da 12 mila posti. Questa procedura consentirà a tutti gli insegnanti magistrali colpiti dalla sentenza, ma non solo, di rientrare nel mondo della scuola dalla porta principale senza alcuna discriminazione rispetto ai parametri imposti dal vecchio decreto Buona Scuola. Tra questi ci sono i neolaureati in Scienza della Formazione che stanno vivendo il medesimo dramma dei diplomati magistrali. Questo è il motivo per cui si bandiranno 12mila posti. Di conseguenza, quando, senza citare il concorso, si sostiene che il Decreto dignità licenzia gli insegnanti magistrali tra un anno si afferma una cosa falsa.

Riassumendo: la sentenza del Consiglio di Stato licenzia circa 7000 insegnanti magistrali a settembre, l’esecutivo ha rinviato l’applicazione della decisione di un anno durante il quale sarà bandito un concorso che potrebbe riassumerli tutti. A questi si aggiungeranno i laureati in scienza della formazione, per un totale 12mila posti.

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