Giovedì 24 settembre a Saint Louis in Missouri, negli Stati Uniti, il cardinale Louis Antonio Tagle, su delega di Papa Leone XIV proclamerà beato il vescovo Fulton Sheen (1895-1979). Il nuovo beato nacque a El Paso, nell’Illinois, il suo vero nome era Peter John Sheen, ma assume il cognome da nubile della madre Delia Fulton, che lui prende come primo nome. Il padre, Newton Sheen, era un immigrato irlandese cattolico di origini umilissime, che nella vita fece diversi lavori per mantenere la famiglia e gli altri tre figli, tutti maschi.
Fulton Sheen visse in un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni politiche, sociali, culturali e religiose: due guerre mondiali, la crisi economica del 1929, la Guerra fredda, la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e il progressivo cambiamento dei rapporti tra società e religione.
In questo contesto la Chiesa Cattolica negli Stati Uniti era in crescita, soprattutto grazie all’arrivo di milioni di immigrati provenienti da Paesi cattolici europei, come l’Irlanda, l’Italia e la Polonia. Il cattolicesimo doveva confrontarsi con una società prevalentemente protestante e con correnti culturali sempre più secolarizzate.
Fulton, frequentò nel 1913, prima il seminario di St. Viator a Bourbonnais in Illinois, mentre a ventidue anni entra nel seminario maggiore di St. Paul in Minnesota, per studiare teologia, e vi resterà fino al 20 settembre 1919, giorno della sua ordinazione sacerdotale, che avverrà nella Cattedrale di S. Maria dell’Immacolata Concezione a Peoria, per opera del vescovo Edmund Michael Dune (1909-1929).
Nella sua autobiografia scriverà: “Il giorno della mia ordinazione, presi due decisioni: offrire la Santa Eucarestia ogni sabato in onore della Beata Vergine Maria e trascorrere ogni giorno un’ora alla presenza di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento “. Un proposito che mantenne per tutta la vita. Dopo essere diventato sacerdote, Fulton si dedicò allo studio e negli anni ottenne il Dottorato in Filosofia all’Università Cattolica di Lovanio in Belgio e in Sacra Teologia all’ Angelicum a Roma.
Fu vicario parrocchiale nella chiesa di S. Patrizio a Londra e professore di filosofia all’Università Cattolica d’ America. Dal 1930 al 1950 Fulton, tenne un programma radiofonico serale alla NBC dal titolo “The Catholic Hour”, le sue lezioni erano semplici, profonde e aperte a tutti anche ai non credenti.
La sua predicazione affrontava questioni religiose ma anche temi legati alla cultura moderna, alla filosofia, alla morale e alla società. La sua capacità oratoria lo rese progressivamente conosciuto anche al di fuori degli ambienti ecclesiastici. Comprese che i nuovi mezzi di informazione, prima la radio, e poi la televisione, non erano semplici strumenti di intrattenimento, ma potevano essere considerati “piazze” spirituali.
Vedeva, in quel tempo, chiaramente le ferite dell’uomo contemporaneo: la solitudine, la ricerca frenetica del senso e la tentazione di sostituire Dio, con l’ego e l’ideologia. Diceva: “La vera libertà non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nel potere di fare ciò che si deve”.
Dietro il grande oratore, c’era un uomo di profonda vita interiore. La sua abitudine quotidiana, dell’Ora Santa, un’ora di adorazione dinanzi al SS. Sacramento, era per Fulton, la vera fonte della sua energia spirituale e del suo carisma. Non parlava di Dio per teoria, ma per esperienze vissute.
Spesso durante l’adorazione Eucaristica, leggeva le Sacre Scritture: “Voglio vedere il Signore. Ho trascorso ore davanti a Lui…ho parlato a Lui nella preghiera, e di Lui a tutti coloro che ascoltavano, e ora voglio vederlo faccia a faccia…”.
Nel 1951 iniziò il programma televisivo “Life is Worth living” (La vita merita di essere vissuta) il successo di questo programma, dimostrò che anche un discorso religioso poteva entrare nel nuovo universo della cosiddetta cultura televisiva. Fulton apparteneva a una generazione di sacerdoti e intellettuali cattolici che cercarono di confrontarsi con una società sempre più influenzata dalla scienza, dalla filosofia moderna, dalla politica di massa e dai mezzi di comunicazione. In effetti la sua capacità di utilizzare radio e televisione contribuì a modificare il modo in cui un sacerdote poteva rivolgersi al grande pubblico. Egli può essere considerato uno dei precursori della moderna comunicazione religiosa attraverso i media.
Pubblicò diversi libri tra gli altri: “La pace dell’anima” del 1949, dove la vera guarigione interiore e la felicità derivano dalla riconciliazione con Dio, “Vita di Cristo” del 1958, ripercorre la vita di Gesù analizzando l’impatto teologico e umano, “Il primo amore del mondo: Maria, madre di Dio” del 1952, e una autobiografia completa “Tesoro d’argilla”. Il 28 maggio del 1951 Pio XII (1939-1958) nomina Fulton Sheen vescovo ausiliare di New York, egli partecipò anche al Concilio Vaticano II (1962 -1965). Paolo VI il 6 ottobre del 1969 gli conferisce il titolo di Arcivescovo titolare di Newport.
Nonostante le sue precarie condizioni di salute, il 2 ottobre del 1979 volle incontrare Giovanni Paolo II (1978-2005) in visita negli Stati Uniti, in tale occasione Fulton Sheen giunse in ambulanza nella Cattedrale di New York. Morì il 9 dicembre del 1979 nel quartiere di Manhattan e le sue spoglie si trovano nella Cattedrale di Peoria.

