Il sogno: un sussurro dell’eternità

Credo che il sogno sia uno degli innumerevoli doni che il Signore ha voluto fare all’uomo. L’essere vivente ha bisogno della notte, del silenzio e del sogno. È come se, quando il mondo si ferma e gli occhi si chiudono, Dio ci concedesse di entrare per qualche ora in una dimensione diversa, lontana dalle preoccupazioni e dal rumore dei giorni.

Sogno io e sognano anche Sissi, Farouk e Luna. Nel silenzio della notte, talvolta li sento mugolare, muovere le zampe, fare piccoli versi, come se stessero parlando con qualcuno che soltanto loro possono vedere.

La scienza ci dice che durante il sonno il cervello continua a vivere una straordinaria attività: elabora ricordi, emozioni, immagini e sensazioni. Sappiamo molto di più di un tempo sui meccanismi del sonno e sulle fasi nelle quali il sogno è più intenso. Ma proprio qui, davanti a ciò che la scienza riesce a descrivere, rimane una domanda che appartiene all’uomo da sempre: perché sogniamo? E che cosa rappresenta, per la nostra vita interiore, ciò che accade quando gli occhi sono chiusi? La scienza può forse raccontarci il come. La filosofia continua a interrogarsi sul perché. La fede, invece, ci invita a guardare ancora più lontano.

E forse queste tre strade non sono necessariamente in conflitto. Perché conoscere i meccanismi attraverso i quali nasce un sogno non significa averne esaurito il mistero. È come conoscere il funzionamento di un pianoforte: possiamo studiare ogni corda, ogni vibrazione, ogni movimento dei tasti, ma questo non ci spiega fino in fondo perché una musica riesca a commuovere il cuore. Così è il sogno. Possiamo studiarne il cervello, osservare le sue onde, comprendere i suoi processi; ma resta qualcosa che sfugge alla misurazione: il significato che quel sogno assume dentro di noi.

Platone aveva intuito che l’uomo non è soltanto ciò che appare ai sensi. Sant’Agostino, interrogandosi sul tempo e sulla memoria, ci ha ricordato quanto profondamente il passato, il presente e il futuro vivano nell’anima. E forse il sogno è proprio il luogo nel quale queste dimensioni si incontrano.

Il passato ritorna, il presente si dissolve e persino ciò che ancora non esiste può apparirci possibile. E mentre guardo dormire Sissi, Farouk e Luna, penso che anche loro partecipino, a modo loro, a questo grande mistero della vita. Quei piccoli movimenti delle zampe, quei sommessi mugolii, sembrano raccontare un mondo al quale noi non possiamo accedere. La scienza può dirci che anche gli animali sognano. Ma non può dirci che cosa vedono nei loro sogni. E allora subentra la meraviglia. Forse corrono in un prato. Forse inseguono un profumo. Forse ritrovano qualcuno che hanno amato. Forse semplicemente rivivono la gioia di essere stati accanto a noi.

E mi piace pensare che Dio, nella Sua infinita bontà, abbia donato il sogno a tutte le creature perché, almeno per qualche ora, possano vivere in una dimensione nella quale non esistono solitudine, paura e separazione. Forse è questo il punto nel quale la scienza si ferma e la fede comincia a contemplare.

Non per negare ciò che sappiamo, ma per ricordarci che non tutto ciò che è vero può essere misurato. E così, nel silenzio della notte, mentre Sissi, Farouk e Luna dormono accanto a me, guardo quei piccoli corpi abbandonati al sonno e penso che dentro di loro stia accadendo qualcosa che nessuno strumento potrà mai raccontarmi completamente.

Forse il sogno è la piccola finestra che Dio lascia aperta sull’infinito. Una finestra attraverso la quale, per qualche istante, passato e presente si incontrano, gli assenti tornano vicini e ciò che abbiamo amato non sembra più perduto. E forse, quando arriverà il giorno in cui anche il nostro ultimo sogno si confonderà con l’eternità, comprenderemo che la vita non era soltanto ciò che riuscivamo a vedere e a spiegare.

Forse scopriremo che la scienza ci aveva insegnato come funzionava il nostro cervello, la filosofia ci aveva insegnato a porci le domande, ma era la fede ad averci insegnato dove guardare quando le risposte non bastavano più. E allora capiremo che il sogno non era soltanto un viaggio della mente. Era un sussurro dell’eternità.

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