Il cuore della spiritualità mariana

Immagine di repertorio. Foto di Ted Erski da Pixabay

Sabato 11 e domenica 12 ottobre, avrà luogo il Giubileo della spiritualità mariana, alla presenza della statua originale della Madonna di Fatima, in piazza S. Pietro. La statua originale, custodita presso la cappellina delle apparizioni, fu realizzata dal portoghese Josè Ferreira Thedim (1892-1971) nel 1920, è alta 104 centimetri, ed è stata ricavata da un cedro del Brasile. Negli anni passati altre volte la statua è stata a Roma, nel 1984 nel corso dell’Anno Santo della Redenzione, quando Giovanni Paolo II, consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, e poi nel Grande Giubileo del Duemila e durante l’Anno della Fede del 2013. C’è da ricordare che una copia della statua, la cosiddetta “Madonna pellegrina” è stata in Italia, la prima volta nel 1959, dove fece tappa anche a S. Giovanni Rotondo e a Pompei, e nel 1978 dove a Roma, fu esposta in venerazione nel santuario della Madonna del Divino Amore.

Sabato 11, l’immagine mariana sosterrà nella chiesa di Santa Maria in Traspontina per poi proseguire in processione, attraversando via della Conciliazione e giungere in piazza S. Pietro, dove sarà accolta da papa Leone XIV, che presiederà la veglia e la recita del Rosario.

Nei primi secoli del cristianesimo, la figura di Maria inizia a essere oggetto di riflessione teologica. I Padri della Chiesa, in particolare, iniziano a delineare il parallelismo tra Eva e Maria: se Eva è la madre dell’umanità decaduta, Maria è la nuova Eva, madre dei redenti. Il vescovo e teologo, Dottore della Chiesa, Sant’Ireneo di Lione (122-202) è stato tra i primi a proporre questo accostamento, che diventerà centrale nella mariologia successiva.

La spiritualità mariana occupa un posto privilegiato all’interno della tradizione cristiana, non è una forma autonoma di spiritualità, né un culto che si sostituisce a quello rivolto a Dio, ma piuttosto una via attraverso la quale il credente si avvicina più profondamente a Cristo, seguendo proprio l’esempio di Maria, la madre di Gesù.

Nei Vangeli Maria è presentata come la giovane donna di Nazaret che accetta liberamente il progetto di Dio annunciato dall’angelo Gabriele, questo “sì” diventa il cuore della spiritualità mariana: fatta di obbedienza, fiducia e abbandono alla volontà divina. Nel Nuovo Testamento, Maria appare soprattutto come colei che ascolta la Parola di Dio e la custodisce nel cuore. E sarà l’«Eccomi» dell’Annunciazione che apre la via alla salvezza la donna che segue suo Figlio fino alla croce e che, nella Pentecoste, è presente come madre della Chiesa nascente.

Sia S. Agostino (354-430) che il papa S. Leone I (440-461) hanno affermato che Maria ha concepito Gesù Cristo, prima nel suo spirito e poi nel suo grembo. Dopo la morte di Cristo, la figura di Maria non è stata immediatamente oggetto di un culto esteso. I primi cristiani si concentravano prevalentemente sulla figura di Gesù. Fu durante il Concilio di Efeso del 431 d.C. che Maria venne ufficialmente proclamata Theotókos, “Madre di Dio”. Questa definizione non intendeva elevarla a una divinità, ma voleva ribadire la duplice natura di Gesù: se Maria era la madre di Gesù, e Gesù era Dio, allora Maria poteva essere chiamata “Madre di Dio”.

Nel passato grandi figure di santi e mistici, hanno dato impulso alla spiritualità mariana, come Bernardo da Chiaravalle (1090-1153) un vero cantore della Vergine, che esaltò Maria come mediatrice di tutte le grazie, o come Luigi Maria Grignion de Monfort (1673-1716) che scriverà un “Trattato della vera devozione a Maria”, riconoscendone il ruolo di mediatrice tra l’umanità e Cristo. La spiritualità mariana si fonda con l’immagine di Maria come discepola fedele, interamente disponibile alla volontà di Dio.

In precedenza nel Medioevo erano nate le prime cattedrali dedicate a Nostra Signora e si diffusero preghiere come il Rosario e l’Ave Maria. La Vergine diventa la “regina del cielo”, la “stella del mare” e la “consolatrice degli afflitti”.

Nell’Esortazione Apostolica “Marialis Cultus” di Paolo VI, pubblicata il 2 febbraio 1974, si avvertì la necessità da parte della Chiesa Cattolica, di valorizzare la devozione e la stessa spiritualità mariana.

Maria è la Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede autentica, è la Vergine in preghiera, così ella appare nella recita del “Magnificat”, è soprattutto la Vergine Madre, che “generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre”, e infine con la “Presentazione al Tempio di Gesù”, diventa la Vergine offerente.

La spiritualità mariana invita il credente a guardare a Maria come a una guida sicura per la propria vita. È un richiamo a vivere il Vangelo con la stessa umiltà, fiducia e amore che hanno caratterizzato la vita della madre di Gesù, portando così il messaggio di Cristo in ogni angolo del mondo. La spiritualità mariana continua a essere un punto di riferimento per milioni di persone. Non è un culto o un qualcosa che si sostituisce a quello di Cristo, ma un modo per accostarsi a Lui con un cuore più umile e disponibile. Maria non può e non deve essere considerata, un’alternativa a Cristo, ma la via più umana e concreta per imparare ad amare come Lui. In lei, la Chiesa riconosce non solo la madre del Redentore, ma la madre di tutti i credenti. “A Gesù si va per Maria” – diceva San Giovanni Paolo II. E in questa semplice verità si racchiude il cuore della spiritualità mariana: un amore che non si ferma alla Madre, ma attraverso di lei conduce al Figlio, fonte di ogni grazia.

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: