Il Credo: “Il simbolo della fede come compendio di tutta la Sacra Scrittura”

Tutte le domeniche partecipando alla messa, dopo l’omelia del celebrante i fedeli rinnovano la loro fede, recitando il “Credo”, ma come nacque questa preghiera ricca di contenuti e così particolare? Il Credo nacque dalle radici della tradizione apostolica e si sviluppò nel corso dei secoli e della storia in diverse forme.

Dobbiamo necessariamente fare un passo indietro nel tempo e tornare al Concilio ecumenico di Nicea del 325, l’attuale cittadina di Iznik in Turchia, fu convocato dall’imperatore Costantino, con lo scopo preciso di risolvere le controversie teologiche nate all’interno della Chiesa, in riferimento a quella ariana.

Il tutto era nato da Ario, un presbitero, teologo e predicatore di Alessandria d’Egitto che visse nel III-IV secolo d.C. considerato il fondatore dell’arianesimo, una dottrina cristiana che sosteneva che Gesù non era della sostanza del Padre, ma era una creatura inferiore.

Tutto questo portò nella Chiesa un acceso dibattito che avvenne proprio nel corso del Concilio di Nicea, la maggioranza dei partecipanti condannò la dottrina di Ario come eretica.

La risposta alla dottrina di Ario, da parte dei circa trecento Padri Conciliari, oltre a teologi preti, diaconi, rappresentanti imperiali, fu decisa e importante, infatti fu formulato il testo del cosiddetto Simbolo Niceno.

Nello storico testo elaborato dai presenti al Concilio, si afferma con chiarezza e con un linguaggio ben specifico, la “consustanzialità” del Figlio con il Padre, sancendo in modo definitivo che Gesù Cristo è Dio.

Le dispute teologiche non si placarono completamente. Nel 381 d.C., il Concilio di Costantinopoli apportò significative modifiche e aggiunte al Credo di Nicea, dando vita a quello che oggi conosciamo come il Credo niceno-costantinopolitano.

Questa versione, più completa e dettagliata, non solo ribadiva le affermazioni sulla natura di Cristo, ma espandeva anche la dottrina sullo Spirito Santo, definendolo “Signore e datore di vita, che procede dal Padre e dal Figlio”, e sottolineava la fede “nell’una, santa, cattolica e apostolica Chiesa”.

Il Credo, è sicuramente un punto essenziale per milioni di fedeli sparsi in tutto il mondo, lo si può definire come una sintesi concisa e precisa delle verità fondamentali della fede cristiana, un’eredità preziosa forgiata nei primi secoli della Chiesa per preservare l’unità dottrinale e l’autenticità del messaggio evangelico.

Il grande teologo S. Tommaso d’Aquino (1224-1276) riconosceva nel Credo: “Il Simbolo della fede come compendio di tutta la Sacra Scrittura”.

Lo stesso Credo si può considerare come un ponte che lega il passato, il presente e il futuro per tutti i credenti.

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