MARTEDÌ 11 GIUGNO 2019, 00:02, IN TERRIS

Il caro giochino dello spread

LUCA LIPPI
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Andamento dello spread
Andamento dello spread
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orna prepotente alle cronache la danza dello spread. Quasi una punizione per l’espressione di voto degli italiani alle europee. La sostanza è che ora i cittadini si aspettano qualcosa dall’esecutivo. 

Intanto, molti cronisti hanno espresso il sospetto che in Europa niente sarà più come prima. Qualche dubbio al riguardo è concesso, anche solo a guardare la condotta dei gialloverdi dei mesi passati. La politica internazionale ed europea non ha avuto sussulti, l’Unione Bancaria è stata accettata senza una nota critica o un intervento costruttivo. Il fatto che ci siamo piegati alla correzione sul deficit previsionale per non subire una procedura che avrebbe giustificato politiche ben più incisive in fase recessiva è cronaca vecchia. Nessuna interferenza sulla candidatura di Weidmann alla Bce, medesimo silenzio su Aquisgrana, una sorta di ricostituzione dell’impero carolingio con la new entry della Francia, l’Europa che "conta" secondo loro. 

Ecco, su tutto questo l’Italia non ha emesso un fiato. Se non si alza la voce almeno dalle poltrone del Mef il fallimento è assicurato, perché mettere in agenda obiettivi di politica internazionale ed europea è fondamentale anche per perseguire gli obiettivi di politica nazionali. Sembra quasi che l'Ue voglia che il governo Conte fallisca. 

Per tutto il resto c’è lo spread, il quale al massimo può influenzare le rendite dei titoli di Stato alla scadenza, non il prezzo del denaro o gli interessi sui mutui. Piuttosto, è corretto far notare che se il rendimento dei titoli nella pancia delle banche subisce una contrazione, le banche immediatamente tendono a bilanciare le perdite con il rincaro dei soli nuovi mutui a tasso di interesse variabile. Non è quindi lo spread a creare danni economici per i cittadini, ma piuttosto la non sempre opportuna gestione delle risorse di tesoreria degli istituti di credito che, ovviamente, si rivale sull’utenza. Ultima riflessione per chiarire meglio l’inutilità di questo indicatore: avete mai sentito parlare di spread della California o del Texas oppure di Washington? Statunitensi che corrono da uno Stato all’altro per aggiudicarsi un mutuo a tassi meno severi? L’Europa sarebbe una cosa seria se nel suo establishment ci fossero persone "autonome" e politicamente capaci. Le opposizioni facessero politica seriamente invece di parlare di spread.

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