I giovani siano artigiani di speranza

Foto di WOKANDAPIX da Pixabay

Viviamo in un tempo in cui la parola “speranza” sembra talvolta svuotata di significato, schiacciata dal peso delle crisi economiche, delle guerre, dell’incertezza ambientale e del disincanto che serpeggia in alcune aree della società. Eppure, proprio noi, nuove generazioni, siamo chiamati a essere artigiani di quella speranza che non è semplice ottimismo, ma fiducia concreta che il bene è possibile e che ciascuno di noi può contribuire a costruire. La partecipazione non è un gesto occasionale, ma un modo di abitare il mondo con responsabilità. Nelle parrocchie, nei gruppi giovanili, nei circoli e nei movimenti, tanti ragazzi e ragazze scoprono che la fede non si riduce a una dimensione privata: essa si traduce in impegno, servizio, cittadinanza attiva. Partecipare significa scegliere di non restare spettatori, ma di mettersi in gioco, di prendersi cura della comunità e di chi la abita, con gesti concreti e quotidiani.

Spesso si sente dire che i giovani sono disinteressati. Io credo, invece, che manchino spazi autentici di ascolto e di corresponsabilità. Quando viene data fiducia, i giovani sanno sorprendere per la loro creatività, per la voglia di fare rete, per la capacità di leggere i segni dei tempi con uno sguardo nuovo. La partecipazione, se vissuta nella luce del Vangelo, diventa un atto di amore verso la società: significa farsi prossimo, riconoscere la dignità di ogni persona, promuovere giustizia e pace, costruire legami là dove prevalgono isolamento e indifferenza. In un mondo che tende a dividersi, la speranza nasce dall’incontro. Ogni esperienza di servizio, ogni assemblea, ogni momento di confronto ci ricorda che la comunità è il luogo in cui la speranza prende corpo. È lì che impariamo a sognare insieme, a condividere fatiche e desideri, a cercare soluzioni comuni ai problemi del nostro tempo. La partecipazione sociale dei giovani non è un lusso o un’utopia: è una necessità per il presente e un investimento per il futuro. Se continuiamo a credere che la nostra voce conta, se ci impegniamo con coraggio e perseveranza, allora la speranza non resterà una parola astratta, ma diventerà il respiro vivo della nostra società.

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