SABATO 01 DICEMBRE 2018, 00:02, IN TERRIS

Global Compact: opportunità o ingerenza?

LUCA LIPPI
Migranti
Migranti
I

l Global Compact for Migration (Gcm) è un accordo promosso dall’Onu con lo scopo di dare una risposta globale al problema della migrazione. Dovrebbe essere un protocollo orientato a tutelare diritti e bisogni di tutti coloro che si ritrovano nella necessità di fuggire dal proprio Paese di origine. Al Gcm si sono già opposti Ungheria, Austria, Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera. Dubbi anche dall’Italia. Gli Stati Uniti, si erano già dissociati dai piani Onu per le migrazioni.

Il documento stabilisce il diritto fondamentale di ciascuno a emigrare indipendentemente da quelle che sono le ragioni che lo portano a muovere. Questo significherebbe che "domani" non sarà solamente un diritto quello di essere rifugiato ma anche quello di essere un migrante che scappa dalla fame, o dai disagi climatici o più semplicemente perché ha necessità di muoversi. Significherebbe impedire a tutti i Paesi di fermare i flussi migratori anche quando hanno vasta portata, riducendo l'impatto di qualsivoglia provvedimento atto a difendere i propri confini nazionali.

Il Global Compact - pur non creando vincolo giuridico - non è affatto compatibile con le politiche del governo italiano, propone flussi continui creando obblighi crescenti in merito ai servizi da fornire agli immigrati, indipendentemente dal loro, e impedisce di perseguire chi fornisce assistenza indebita all’immigrazione irregolare.

Nel "contratto" di governo Lega-M5s, riguardo l’immigrazione e il relativo business, si legge che è necessaria la riduzione della pressione dei flussi sulle frontiere esterne. La conseguenza è la rinegoziazione delle missioni europee nel Mediterraneo allo scopo di ottenere una redistribuzione dei migranti tra Paesi europei, a differenza dell’assetto attuale che vede l’Italia come unico porto d’approdo. Segue il ricollocamento obbligatorio ed automatico dei richiedenti asilo e l’allontanamento in caso di reati.

La trasparenza nella gestione dei fondi pubblici diventa un punto fondamentale, favorendo la valutazione di richieste d’asilo nei Paesi d’origine. Per aumentare la sicurezza e scoraggiare le immigrazioni non idonee è stato stabilito il prolungamento a 18 mesi massimi della detenzione dei migranti illegali al fine di rimpatrio. L’istituzione di un registro per i luoghi di culto allo scopo di evitare infiltrazioni del terrorismo islamico è uno strumento ulteriore di monitoraggio dopo la chiusura dei porti italiani alle organizzazioni non governative operanti nella zona di ricerca e salvataggio libica ed il pacchetto sicurezza noto come ”Decreto Salvini”.

Tutto questo entra in contrasto con il Global Compact che indica chiaramente la possibilità della gestione migratoria senza porre limiti numerici. Nei paragrafi 7-9 del documento l’immigrazione viene descritta come un fattore in grado di aumentare il benessere del Paese ospite, di fatto ignorando i periodi di stagnazione e oggettiva prolungata negatività economica del Paese ospitante. In nessun punto del documento il Gcm prende in considerazione le esigenze dei Paesi ospiti.

Il paragrafo 24-a chiede di “assicurare che l’assistenza di natura umanitaria non sia considerata illegale”. Il richiamo, nella sua generalità, è chiaro: le Ong che hanno operato nel Mediterraneo negli ultimi anni dovrebbero essere libere di svolgere la propria attività, con la motivazione dell’assistenza umanitaria.

In ultimo, ma non ultimo, al paragrafo 32 si prefigura una istruzione dei minori sul tema migratorio mentre al paragrafo 33 si propone la promozione di una dibattito “basato sui fatti, libero e aperto, che condanni razzismo e xenofobia, la sensibilizzazione ed istruzione dei professionisti dei media ad una terminologia ed informazione etica” unite ad una cancellazione dei fondi pubblici a media che “sistematicamente promuovono intolleranza, razzismo, xenofobia” e campagne di informazione riguardo i contributi positivi dell’immigrazione regolare. Norme che rischiano di trasformare in razzismo e xenofobia ogni forma di dissenso (anche una semplice opinione diversa anche se argomentata oggettivamente). Inoltre si introduce il tentativo di censurare la nazionalità dei criminali e l’imposizione di termini quali "migranti economici", "irregolari" o "senza documenti" al posto di "illegali" e "clandestini".

E’ piuttosto ovvio che tutto questo entra in contrasto con il programma del governo italiano oltre fare emergere evidenti discrepanze oggettive che sono frutto esclusivo della "deviazione" ideologica. Basta poi dare uno sguardo al decreto sicurezza per notare l’impossibilità di accettazione del Global Compact da parte del nostro Paese.

Nella sostanza, solo apparentemente il Global Compact sembra "cosa buona e giusta", in realtà intende favorire le migrazioni globali, abbattendo le frontiere e le leggi sull’immigrazione irregolare, attraverso l’annullamento della distinzione tra rifugiati e migranti economici. 

La posizione dell’Italia non è ancora chiara, il ministro degli Esteri sarebbe possibilista, il M5S appare ancora diviso sull’argomento, mentre Matteo Salvini ha espresso la sua contrarietà. L’anomalia più evidente è la forma “non vincolante” del protocollo. Di fatto è una trappola per il nostro Paese. E lo è a causa di due articoli della Costituzione, l’art. 10 e l’art. 117, comma 1. Se il primo obbliga l’Italia a conformarsi alle norme e ai trattati internazionali per quanto riguarda la condizione dello straniero, il secondo obbliga la legge italiana e regionale a rispettare gli obblighi internazionali.

La Corte Costituzionale avrebbe agio per dichiarare illegittima la non osservanza della dichiarazione Onu sull’immigrazione, firmata (anche) dall’Italia. Un rischio elevato giacché esiste la violazione degli artt. 10 e 117 Cost., soprattutto perché è divenuta prassi consolidata l’adattamento automatico del nostro Paese alle norme internazionali anche se trattasi solo di dichiarazioni d’intenti e di principi senza alcuna efficacia vincolante, come dovrebbe essere il Global Compact.

Il Gcm, con somma soddisfazione delle élite che usano l’immigrazione economica di massa per annichilire gli Stati nazionali e la sovranità dei paesi europei, renderebbe le leggi sull’immigrazione e in particolare il contenuto del Ddl Sicurezza, solo carta straccia.

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