Gli Angeli che Dio ci dona

Foto di Alexa da Pixabay

Ci sono angeli che Dio invia su questa terra. Non hanno ali, non brillano di una luce visibile. Sono i Suoi messaggeri e arrivano nelle nostre vite con il volto di una madre, di un padre, di un fratello, di una moglie, di un marito, di un figlio o di una figlia. Ognuno di loro ha una missione. Una missione d’amore. E quando quella missione è compiuta, il Signore li richiama a Sé perché possano vivere nella pienezza del Suo amore e della Sua felicità infinita. È difficile riconoscere questi angeli? Io credo di no.

Se ripensiamo alla nostra vita, ci accorgiamo di quanti ne abbiamo incontrati. Una mamma, con il suo amore instancabile. Un figlio, con la sua innocenza. Una figlia, con la sua dolcezza. Una moglie o un marito, capaci di condividere il peso e la gioia dell’esistenza. Quanta bontà può emanare una persona che Dio ha posto accanto a noi.

Quando questi angeli si allontanano, il primo sentimento è il dolore. Ci sentiamo abbandonati, smarriti. Vorremmo trattenerli ancora un poco, chiedere al Cielo perché siano stati chiamati così presto. Ma proprio mentre una lacrima scende sul nostro volto, accade qualcosa. Una farfalla si posa delicatamente sulla nostra mano. Un uccellino viene a farci visita sul balcone. Un raggio di sole ci avvolge all’improvviso, quasi ad accecarci con la sua luce. E, nella notte, tra migliaia di stelle, ce n’è sempre una che sembra brillare più delle altre.

Forse sono piccoli segni. Forse sono carezze del Cielo che ci ricordano che l’amore non muore e che chi abbiamo amato continua a vivere in Dio. Io immagino il mio Dio come un Padre che emana gioia, pace e felicità. Un Dio che asciuga le lacrime dei Suoi figli e li accoglie in un abbraccio senza fine. Per questo dobbiamo cercare in Lui il nostro rifugio, la nostra consolazione, la nostra speranza. E imparare, anche quando il cuore è ferito, ad abbandonarci alla Sua volontà, rinunciando a domandargli continuamente: “Perché?”

Non è rassegnazione. È fiducia. È credere che, anche quando non comprendiamo i Suoi disegni, essi sono guidati da un Amore infinitamente più grande del nostro. Questa è la Fede. Noi cristiani non dobbiamo negare il dolore, ma dobbiamo illuminarlo dalla speranza. È una prospettiva che ci viene suggerita da tanti grandi testimoni della fede: non promette una vita senza lacrime, ma afferma che nessuna lacrima è inutile se affidata a Dio.

C’è una frase di sant’Agostino: “Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo”. E un’altra, di san Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura. Aprite, anzi spalancate, le porte a Cristo”. In fondo la fede è proprio questo: continuare a camminare anche quando non vediamo tutta la strada, certi che Qualcuno la vede per noi.

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