E’ tempo di ripartire dall’orbita di Dio

Foto di Cmst May su Unsplash

È una corsa senza fine e senza meta. Riempie la scena quotidiana nel turbinio di un’azione che tocca terra giusto il tempo che intercorre tra un calpestio e un altro, senza lasciare nulla se non il ricordo di un ritmo serrato di passi veloci, smarcati da ogni misura. Si impossessa dello spazio necessario per solcare il suo percorso. Occupa un tempo segnato solo dagli attimi della percorrenza. Persegue la strategia dell’utile e del convenevole, prerogativa elevata a criterio assoluto nella corsa che mobilita ogni angolo della terra.

In questo continuo movimento, senza fine e senza un fine, si consuma ogni giorno il mondo, restituendo una storia che accresce sempre più la sua furia, inseguendo impulsi costanti di dominio e lotte di potere. Negli attimi fugaci della percorrenza invade spazi, luoghi, cose e persone che necessiterebbero di una sosta per essere pienamente attraversati. E una sosta che richiede tempo. Un tempo prezioso che ti pone innanzi un mondo che non può essere sfiorato da una fuga veloce: deve essere abitato.

Il mondo è Creato, un dono gratuito che obbliga a esserci per essere vissuto in pienezza. Non è dominio, né subdola appartenenza marcata da interessi personali. Essere parte del Creato obbliga alla presenza ed esige gesti di quotidiana gratitudine. Allontana da una corsa irrefrenabile e divoratrice che rischia di inghiottire la terra in una voragine che ne svuota il senso. Sentirci parte del Creato pone su una nuova traiettoria, capace di rimettere in asse ogni cosa, perché ancorata a un nucleo vitale che ha origine in Dio. Un centro degno di essere riconosciuto, perché ha mostrato con la sua stessa vita il perimetro di un selciato, i passi di una corsa cadenzati da un costante logorio per l’umanità. Dio ci ha preceduti mostrando la bellezza di un cammino che si è fatto dono gratuito, restituendo il ritmo dell’umano. Credo meriti di essere seguito per ridare senso alla corsa e rientrare in un dinamismo che non consuma ma genera vita, che non svilisce ma eleva, che definisce confini solo per trarne forma, respiro, senso.

Nell’orbita di Dio si compie instancabilmente l’umano in un moto vitale e armonioso, in cui l’uomo svuota sé stesso per riempirsi del Datore della vita e vivere pienamente. In questa corsa si rinnova ogni giorno uno slancio che si fa dono. Ogni passo scuote la memoria con la forza di un’epigrafe: è tempo di ripartire dall’orbita di Dio.

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