Mi è capitato tra le mani un vecchio libro di poesie di Giorgio Carpaneto (1923-2009) professore di Lettere nei licei e autore tra l’altro di diverse pubblicazioni sulla città di Roma, dal titolo “Er tempo e l’Omo”, del 2003. Scorrendo e leggendo le poesie in romanesco, l’attenzione si è fermata su questi versi: “La favola più bella è quella della fede, che fa parlà con Dio, puro se nun se vede”.
Sono sicuramente dei versi che esprimono in maniera chiara la bontà del cuore dell’uomo, che non ha bisogno di vedere per credere. Attraverso queste semplici parole, l’autore vuole trasmettere un messaggio che ricorda quello del Vangelo di Giovanni, quando Gesù apparendo agli apostoli, rivolgendosi all’incredulo Tommaso afferma: “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno…”. Naturalmente queste parole di Gesù, dovrebbero invitarci ad una riflessione è veramente così?
Sono ormai anni, per non dire decenni, che la nostra società è diventata, la società dell’immagine, preoccupandosi più dell’apparire che dell’essere, sembra che abbia bisogno per avere certezze nel proprio cammino quotidiano, di vedere, quasi come se il vedere, equivalga al toccare con mano. Ogni giorno siamo assaliti da troppe immagini di ogni tipo, non solo dai vari canali televisivi e soprattutto dal mondo dei social, che influenzano purtroppo talvolta in maniera negativa, essenzialmente il mondo giovanile. Nella vita spesso ci troviamo a dover prendere delle decisioni basate su fiducia e speranza, piuttosto che su prove concrete.
Credere senza vedere richiede anche una certa dose di fiducia e coraggio. Significa essere aperti a possibilità che non possiamo verificare immediatamente, e accettare che alcune verità, possono essere al di là della nostra comprensione immediata.
Il credere senza vedere è senza dubbio un aspetto fondamentale della fede e della condizione umana. Rappresenta la capacità di affidarsi a qualcosa di più grande di noi, questa fiducia, può portare a una vita più ricca e significativa, che può permetterci di affrontare le sfide che la vita stessa ci presenta ogni giorno. E’ doveroso ricordare che viviamo in un’epoca dominata dalla razionalità, dalla prova scientifica, dal bisogno di “vedere per credere”. Eppure, può esistere una dimensione profondamente umana che va oltre ciò che è visibile agli occhi: la capacità di credere senza vedere.
Quando attraversiamo momenti difficili, spesso non vediamo via d’uscita, scegliamo di andare avanti, credendo che le cose miglioreranno. È questa la forza che muove il mondo: la speranza incrollabile in qualcosa che ancora non si è realizzato. In un mondo in cui tutto sembra dover essere provato, resta fondamentale coltivare la fiducia nell’invisibile. Perché, spesso, le cose più vere non si vedono con gli occhi, ma si sentono col cuore.
La semplicità e la grandezza stessa della nostra fede è quella di saper comprendere e capire, che non possiamo vedere Dio, con gli occhi del corpo, ma che possiamo vederlo con gli occhi della fede.
Molte persone trovano in questo tipo di fede una profonda pace, una forza interiore o un senso della vita che non può essere toccato o misurato, ma è percepito come assolutamente reale. È il coraggio di scommettere sull’invisibile, su valori come l’amore incondizionato, la speranza in un futuro migliore o l’esistenza di un ordine più grande, nonostante le difficoltà che “vediamo” nel mondo.
Come diceva Sant’Agostino, “La fede è credere a ciò che non vedi; la ricompensa è vedere ciò in cui credi”. Non è un punto d’arrivo, ma un percorso che, proprio grazie alla fiducia iniziale, porta a una “visione” più profonda.
Il credere senza vedere è, e diventa un atto di maturità esistenziale. È l’accettazione che non avremo mai tutte le risposte, ma che possiamo comunque scegliere di vivere con pienezza e coraggio, illuminati da una visione interiore che, pur restando invisibile agli occhi, è la cosa più reale che abbiamo. È la sfida di trasformare la mancanza di evidenza in una promessa di scoperta.
E se veramente la fede è la favola più bella della nostra vita terrena, come tutte le favole ha una sua precisa morale, e la possiamo trovare solo nel Vangelo, così ricco di misericordia e speranza per tutti gli uomini di buona volontà.

