Il periodo storico in cui vissero i due fratelli Cosma e Damiano, tra la fine del III secolo e l’inizio del IV, fu uno dei più delicati e difficili per i cristiani dell’Impero Romano, infatti durante il regno di Diocleziano (284–305 d.C.) ebbe luogo una delle più violente e sistematiche persecuzioni proprio contro i seguaci di Cristo, conosciuta come la “Grande Persecuzione” (303–311 d.C.). Gli storici ci raccontano che in quel determinato periodo fossero più di tremila i cristiani uccisi, mentre altri subirono la detenzione nelle carceri romane o l’esilio da parte dell’autorità imperiale. Anche se all’inizio lo stesso Diocleziano si dimostrò tollerante, fu convinto da altri membri della sua corte, come Galerio, a reprimere il cristianesimo, considerato sovversivo perché rifiutava il culto dell’imperatore e degli dèi pagani. Ne derivarono editti che ordinavano la distruzione delle chiese, la confisca dei testi sacri e l’obbligo per i cristiani di compiere dei sacrifici agli dèi, pena la morte.
Cosma e Damiano, erano fratelli, nati in Arabia, nel III secolo, da genitori cristiani e sarà la madre Teodora a impartire loro la prima educazione alla fede, in quanto il padre Niceforo morì durante una persecuzione in Cilicia. Secondo la tradizione studiarono medicina in Siria e, una volta formati, iniziarono a esercitare la professione a Egera una città della Cilicia, nell’odierna Turchia. Essi non chiedevano mai denaro per le cure che prestavano, per questo furono soprannominati “Anàrgiri”, ovvero “senza argento”, perché curavano gratuitamente sia cristiani che pagani, vedendo in ogni paziente il volto di Cristo, operando guarigioni miracolose e procurando alla nuova religione un gran numero di adepti.
Oltre all’attività medica, erano profondamente cristiani e vedevano nella loro opera un mezzo per diffondere la fede e l’amore verso Dio. Questo li rese estremamente popolari, ma erano considerati quasi un pericolo per le autorità romane, che vedevano nel cristianesimo una minaccia all’ordine religioso e sociale dell’Impero. Si recavano nelle case di chi li chiamava per curare ogni sorta di malanno e per compiere operazioni chirurgiche. Famosi per la loro bravura, Cosma e Damiano guarivano malattie impossibili e prescrivevano una medicina efficacissima di loro invenzione, attenti a curare anche l’anima dei pazienti, ascoltandoli e rincuorandoli.
Cosma e Damiano vennero arrestati e torturati e infine martirizzati intorno al 303 d.C. in Cilicia, il governatore romano li fece decapitare. Successe a Ciro, città vicina ad Antiochia di Siria dove i martiri vengono sepolti. Le modalità della loro esecuzione variano nelle fonti, ma in tutte emerge la fermezza della loro fede e il rifiuto categorico di rinnegare Cristo. Secondo la tradizione, sopravvissero miracolosamente a varie forme di tortura, inclusa la crocifissione e il rogo, per poi essere decapitati, sempre intorno all’anno 303. Il loro martirio non fece altro che consolidare la loro fama di santi e martiri, e divennero rapidamente oggetto di culto.
Per quanto riguarda la devozione verso questi due martiri e fratelli Cosma e Damiano, la famiglia fiorentina dei Medici, contribuì a rinvigorire il culto e l’immagine dei santi, in quanto loro patroni, anche dando il nome di a Cosimo (1389-1464) capostipite della famosa famiglia.
La Chiesa cattolica festeggia Cosma e Damiano il 26 settembre, mentre altre tradizioni orientali la includono il 1° novembre, giorno di “Tutti i Santi”, infatti soprattutto in Turchia e Grecia, la loro festa è spesso associata alle guarigioni miracolose e alla distribuzione di santini benedetti, mentre nei paesi di lingua araba, il culto dei santi è stato tramandato attraverso leggende e racconti popolari. Qui sono venerati non solo come guaritori, ma anche come protettori contro i malefici e gli spiriti maligni.
A Roma, il loro ricordo è legato alla Basilica situata nel Foro Romano, dedicata ai santi e conserva le loro reliquie, precedentemente nel VI secolo l’imperatore Giustiniano aveva fatto erigere a loro nome una splendida basilica a Costantinopoli.
I santi Cosma e Damiano, hanno rappresentato e rappresentano una testimonianza luminosa di come la scienza e la fede possano convivere armoniosamente. Medici competenti e uomini di fede incrollabile, scelsero di mettere la loro vita al servizio degli altri, anche a costo della propria.

