Celebrare la nascita di Cristo: storia delle Tre Messe di Natale

Foto © Vatican News

Nella liturgia cattolica, uno degli aspetti più antichi e suggestivi è sicuramente quello che riguarda le “Tre Messe di Natale”, celebrate nella notte e nel giorno del 25 dicembre, che affonda le sue radici nel lontano passato, nei primi secoli del cristianesimo, infatti nel V e VI secolo. Fu Papa Gregorio I (590-604) detto il Magno, che proprio alla fine del VI secolo stabilì che nel giorno di Natale, fossero celebrate tre Messe: quella della notte a mezzanotte, quella dell’aurora all’alba e quella del giorno. Ma c’è chi sostiene come nel “Liber Pontificalis” che fu Papa Telesforo (127-138) ad introdurre per primo il canto di “Gloria in excelsis Deo”, nella messa della notte di Natale.

La prima aveva luogo a mezzanotte, presso la basilica di Santa Maria Maggiore, edificata accanto al luogo che custodiva le reliquie della mangiatoia di Betlemme, la seconda si svolgeva all’alba, nella chiesa di Sant’Anastasia al Palatino, mentre la terza veniva celebrata durante il giorno, nella basilica di San Pietro.

Con il tempo, questa usanza si diffuse in tutta la Chiesa latina, solamente nel X secolo, assumendo una forma stabile nel rito romano. Il sacerdote, in occasione del Natale, riceveva la facoltà di celebrare tre Messe nello stesso giorno, privilegio concesso unicamente per questa solennità, e, in seguito, successivamente, anche per la commemorazione dei defunti il 2 novembre.

La Messa di Natale all’alba veniva celebrata come s’è detto a S. Anastasia al Palatino, in quanto nell’antico calendario romano, la santa martire, veniva commemorata proprio il venticinque dicembre, per questo motivo dopo l’eucarestia di mezzanotte, il Papa stesso si recava nella basilica sul colle Palatino per la Messa stazionale in onore della Santa. C’è anche un riferimento potremmo dire teologico, in quanto il nome Anastasia, richiama la “anastasis” cioè la risurrezione, in quanto Cristo nasce per risorgere.

In queste “Tre Messe”, ogni celebrazione prevede testi liturgici propri, ma tutti mettono, naturalmente in risalto il mistero della nascita di Gesù.

La Messa della notte, la tradizionale “Messa di Mezzanotte fu introdotta da Papa Sisto III (432-440) celebra la nascita storica di Gesù a Betlemme. Il Vangelo annuncia l’evento ai pastori, simbolo degli umili e dei poveri, e i primi destinatari della Buona Novella, proprio nella notte santa, una luce divina entrerà nella storia dell’intera umanità.

Se pensiamo alla Messa di mezzanotte, dobbiamo fare riferimento alla data stessa del 25 dicembre, nei primi due secoli, quando ancora non c’era la libertà di culto, e le relative celebrazioni non potevano essere organizzate liberamente, la data non era ancora la stessa per tutti i luoghi, in Oriente alcuni celebravano il Natale il 20 maggio, altri il 20 aprile o il 17 novembre. In alcune zone dell’Occidente si celebrava il 28 marzo, mentre in altre regioni si era scelto proprio il giorno del 25 dicembre. Nel IV secolo in Occidente fu confermata la data attuale, anche perché come si recita nel Credo, oltre ad essere “vero Dio” è anche “vero Uomo”, e dunque si celebra il giorno del suo compleanno.

Nel 336 d.C. la “Depositio Martyrum” un primo tentativo di calendario liturgico, si dice che a Roma, la festa del Natale veniva celebrata il 25 dicembre. La stessa notizia la ritroviamo nel “Cronografo” dell’anno 354 d.C. dove si legge: “L’ottavo giorno prima delle calende di gennaio, Cristo nacque a Betlemme di Giudea”, cioè il 25 dicembre.

Nella Messa dell’aurora assistiamo al passaggio dalle tenebre alla luce, come leggiamo nell’antifona: “Oggi una luce splenderà su di noi, perché è nato per noi il Signore”. Aggiungiamo inoltre che in questa celebrazione propria dell’aurora incontriamo i pastori che si alzano e vanni incontro alla luce, come dice l’evangelista Luca, essi andarono verso la grotta, senza indugio.

Nella Messa del giorno del Natale, assistiamo ad una celebrazione solenne e teologicamente più profonda, viene letto infatti dal sacerdote il Prologo del Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo…”, è un invito esplicito a contemplare il mistero del Figlio di Dio che si fa uomo. Non si dimentica l’evento storico, ma si dà spazio alla verità di tutta la fede e la dottrina cristiana: Dio entra nel tempo per salvare il genere umano.

Infine una curiosità, quando nel Medioevo, il Papa celebrava la nascita di Cristo nella basilica di S. Giovanni, la cattedrale di Roma, veniva addobbato a festa l’architriclinio del palazzo lateranense, e il pontefice stesso scriveva su una scheda il nome degli invitati al pranzo natalizio. Il banchetto era preceduto dalla distribuzione di un regalo in danaro fatta dal Papa in persona.

Poi, col mutare della residenza, il pontefice andrà a vivere in Vaticano, cambiarono anche le usanze papali. Terminato il vespro, i cardinali che nella notte avevano partecipato al “mattutino” e alla Messa, restavano nel palazzo dov’erano intrattenuti da canti natalizi. Ai canti seguivano la cena, imbandita da monsignor maggiordomo e benedetta dal Papa. Questo uso della cena, fu in seguito abolito da Gregorio XIII (1572-1585) poi ripreso per qualche tempo e abolito definitivamente sotto il pontificato di Benedetto XIV (1740-1758).

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