“Ave Maris Stella”: uno degli inni mariani più antichi e amati

Foto di Wonderlane su Unsplash

Nel mese di settembre sono diverse le feste mariane come quelle dell’8 che ricorda la natività della Madonna, o il 12 dedicato al SS. Nome di Maria, in tutt’è due l’inno all’ufficio dei vespri, sia nella tradizione monastica che quella romana, è il celebre “Ave Maris stella”. Infatti fin dalla sua composizione, l’inno si è diffuso rapidamente in tutta Europa. È stato inserito nella Liturgia delle Ore, in particolare nei Vespri, la preghiera della sera, e nella Compieta, la preghiera prima di coricarsi, essenzialmente nelle feste della Vergine Maria.

Il “Liber Hymnarius” degli inni latini ci offre parte del repertorio del canto gregoriano, e la sua melodia si basa sulla semplicità e sulla bellezza meditativa. L’Ave Maris Stella (in italiano, “Salve, stella del mare”) è uno degli inni mariani più antichi e amati della tradizione cristiana.

L’esatta paternità di questo inno rimane un mistero. Sebbene alcuni studiosi l’abbiano attribuita a figure illustri come San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) Venanzio Onorio Clemenziano Fortunato (530-610), autore di poesie in lingua latina e biografo di santi, vescovo e venerato come Santo, o allo storico Paolo Diacono (720/24-799). Risale al IX secolo, poiché lo si ritrova nel Codex Sangallensis custodito nell’Abbazia di San Gallo, c’è infine anche una teoria che lo colloca nel periodo carolingio, tra l’VIII e il IX secolo.

Questa attribuzione si basa su prove storiche e stilistiche che indicano un’origine più antica rispetto a San Bernardo. Il testo dell’inno riflette una teologia e una devozione mariana che erano già ben sviluppate in quell’epoca. Per la sua profonda spiritualità e la sua melodia solenne viene recitato e cantato da secoli in onore della Vergine Maria. Il titolo Stella del Mare, sarebbe nei versetti del Primo Libro dei Re 18,41-45; solitamente viene anche interpretato come sinonimo di stella polare, guida tradizionale dei naviganti. I marinai, i pescatori e i viaggiatori hanno sempre trovato conforto e protezione nella devozione a Maria.

L’inno è composto da sette strofe, ciascuna con un significato ben preciso: Le prime tre strofe si concentrano sull’invocazione di Maria come “stella del mare”, una guida sicura per i marinai, simbolo dei cristiani che navigano nel “mare” della vita. In questo contesto, Maria è vista come un faro di speranza e un rifugio nelle tempeste, mentre quelle successive parlano della maternità divina e della sua intercessione per l’umanità. Nelle due ultime strofe si cantano le lodi alla Vergine e al suo ruolo di “Madre” di Dio, il tutto si conclude invocando la Santissima Trinità, ed è un omaggio all’unità della fede cristiana.

Oggi, come nei secoli passati, “Ave Maris Stella” può essere una fonte di conforto, soprattutto nei momenti di incertezza ci ricorda che la fede non è solo una dottrina, ma anche un’esperienza vissuta fatta di speranza, bellezza e affidamento. Le strofe dell’inno hanno nel passato, ispirato numerosi compositori tra i quali l’italiano Claudio Monteverdi (1567-1643) l’ungherese Franz Liszt (1811-1886) e il pianista norvegese Edvard Grieg (1843-1097), inoltre lo stesso inno continua a essere eseguito nella liturgia tradizionale e nei concerti di musica sacra.

Infine una curiosità, sembrerebbe che il nome “Stella Maris” attribuito alla Vergine Maria, deriverebbe dalla stella “Ursae Minoris”, da sempre conosciuta come “Stella Polaris” o stella del Nord, inoltre l’appellativo “Stella Maris” nascerebbe da un errore di trascrizione fatta da un copista che stava scrivendo una copia dell’“Onomasticon” di Eusebio di Cesarea un vescovo e scrittore greco antico, vissuto dal 260 al 339, nella traduzione latina fatta da San Gerolamo (347-420). Il santo aveva definito la Vergine come “Stilla maris”, cioè goccia del mare, ma il copista trascrisse “Stella maris”.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: