Il tema dell’accessibilità, nei tempi recenti, sta molto cambiando e assume sempre più importanza nel dibattito pubblico. Questo tema deve essere declinato a 360 gradi e riguarda l’abbattimento di qualsiasi tipo di barriera, non solamente quelle di tipo fisico come una scala o una barriera, ma anche quelle che non permettono l’accessibilità ai servizi, come quelli pubblici, di edilizia abitativa e, negli ultimi anni, anche quella digitale la quale, molto spesso, è difficilmente accessibile alle persone con determinati tipi di disabilità. Le città non sono pienamente fruibili a tutti, basti pensare ai trasporti, alla mobilità nella sua interezza, agli uffici e agli altri luoghi urbani.
È necessario che si inizi a cambiare sguardo: tra pochi mesi, con le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali, tutto il Paese avrà una grande opportunità ma, allo stato attuale, sembra che non la si stia cogliendo pienamente. Purtroppo, la maggior parte degli impianti sportivi non è totalmente accessibile alle persone con disabilità perché non c’è la piena possibilità di scelta. Pensando agli stadi, ad esempio, bisognerebbe incrementare il numero di posti accessibili disponibili nei diversi settori.
Allo stato attuale però, le normative in quell’ambito, non tengono adeguatamente conto dell’aspetto legato socialità ed è necessario cambiare affinché, le persone con disabilità, anche nelle procedure di acquisto dei biglietti, abbiano le stesse opportunità di tutti gli altri, senza se e senza ma. L’accessibilità costituisce un presupposto fondamentale per garantire il diritto alla piena partecipazione sociale nella quotidianità di ogni persona e deve essere garantita ad ogni latitudine, indipendentemente dalle condizioni particolari.

