Don Buonaiuto: “I presepi vanno moltiplicati”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52

Prostituzione e degrado spesso sono legate tra di loro. A confermarlo, le immagini trasmesse in diretta a “Storie italiane” dal Palasharp di Milano, palazzetto dello sport abbandonato e divenuto covo di sbandati. Dal reportage giornalistico realizzato dal programma di Raiuno condotto da Eleonora Daniele è emerso come questo luogo sia divenuto il rifugio di pusher che costringono alla prostituzione la ragazze con problemi di droga. 

Anche ragazze italiane vittime della prostituzione

A commentare l'inchiesta è stato chiamato in studio anche don Aldo Buonaiuto che, come sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, lotta da anni contro il fenomeno della tratta delle schiave sessuali. Il prete ha elogiato il lavoro giornalistico della troupe Rai: “A mostrare queste immagini ci vuole coraggio perchè dietro a queste realtà c'è la criminalità“. Il direttore di In Terris ha evidenziato la doppia faccia di questa situazione: “Da una parte, ragazze italiane che per comprarsi la droga scelgono di prostituirsi; dall'altra un fenomeno spaventoso, e lo vediamo con i blitz delle forze dell'ordine, è la tratta delle donne portate in Italia con la promessa di una vita felice, ingannate e poi costrette a prostituirsi”. Don Buonaiuto ha posto l'accento su una realtà molto spesso sottovalutata: “Noi – come Comunità Papa Giovanni XXIII – sulle strade troviamo anche ragazze italiane, magari che vanno all'università, ma al tempo stesso scelgono di vendere il loro corpo in cambio di droga”.

Il dramma delle minorenni

Una triste piaga che, purtroppo, vede vittime non solo ragazze maggiorenni: “La prostituzione – ha ricordato il sacerdote della Papa Giovanni XXIII – è il terzo business criminale più redditizio e coinvolge moltissime minorenni. Troppi sanno e fanno finta di non sapere”. Il Palasharp è stato per quasi un trentennio un luogo di festa, dove si svolgevano grandi manifestazioni sportive. Don Aldo ha dedicato una riflessione a questo triste declino dal profondo significato simbolico: “Dalle stelle alle stalle, da luogo magnifico a pattumiera adibito alla criminalità”. Per il sacerdote, questa è “un'ingiustizia” perchè è “insopportabile vedere come possa esistere oggi un luogo destinato ad accogliere gente che verrà distrutta”. Un appello, poi, per un intervento risolutivo in tempi brevi: “Ho sentito parlare di ragazze minorenni. Dove sono le istituzioni? Bisogna agire immediatamente“, ha osservato il direttore di In Terris, invitando a “non essere ipocriti” e dunque a dire che “il racket della prostituzione che affligge le strade d'Italia è in mano alle mafie”. 

Il presepe

Eleonora Daniele ha poi chiesto a don Buonaiuto un commento sulle provocazioni di chi chiede di non fare il presepe: “Come ho scritto in un editoriale su In Terris – ha detto don Aldo – fu San Francesco a creare il presepe in un periodo di guerra tra le religioni come simbolo d'accoglienza dei più bisognosi e mettendo al centro il povero Gesù non voluto da nessuno”. E' importante che i simboli cristiani non vengano utilizzati a scopi ideologici. Il sacerdote della Papa Giovanni XXIII ha poi rivolto un appello ai telespettatori: “Dobbiamo moltiplicarli i presepi. Fatene di più perchè il presepe non rappresenta un discorso artistico soltanto, ma indica soprattutto dei valori che non dobbiamo svendere”.

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