“Futuro di pace”: il dialogo tra il cardinale Zuppi e i giovani

La responsabilità verso le nuove generazioni secondo il presidente della Conferenza episcopale italiana

Chiesa
Il card. Zuppi benedice i presenti con l'acqua benedetta (foto: Vatican Media)

“I giovani hanno diritto a un futuro di pace”. È il messaggio del cardinale Matteo Maria Zuppi, protagonista ieri all’Aquila dell’incontro “Artigiani di Pace, la via del dialogo”, promosso dal Teatro Stabile d’Abruzzo. L’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi richiama la responsabilità verso le nuove generazioni: “Sono nato dieci anni dopo la Seconda guerra mondiale. La mia generazione ha vissuto un tempo di pace. Non voglio che sia stata solo una tregua. La pace va curata, altrimenti rischia di diventare una tregua e noi rischiamo di preparare la prossima guerra”. Per il presidente della Cei il dialogo è lo strumento decisivo: “Il dialogo è da entrambe le parti. Se parla solo uno è un monologo. Considero preziose tutte le occasioni di confronto per capirsi e costruire qualcosa”. Guardando ai conflitti internazionali, il cardinale Matteo Zuppi avverte: “Il vento bellicista fa dimenticare una verità storica: la guerra è sempre una sconfitta per tutti. La pace deve essere una vittoria per tutti.” E indica la strada: “Il vero pacifista è un artigiano della pace: la costruisce nei fatti”. Il presidente della Cei ha dialogato con lo scrittore Riccardo Pedicone. L’incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali del sindaco Pierluigi Biondi e dell’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo. 

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La Basilica S. Maria di Collemaggio – L’Aquila (foto: Basilica Collemaggio)

In dialogo coi giovani

 “La pace non si impone. Si costruisce, pezzo per pezzo. Con creatività, giustizia e perdono”. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, interviene all’Aquila sul tema del dialogo e della risoluzione dei conflitti, a dialogo con il giovane autore Riccardo Pedicone. Secondo il cardinale Zuppi, la pace non può essere frutto di un diktat. “La pace imposta dura poco – spiega – I motivi del conflitto, se non vengono affrontati, tornano a esplodere”. Per questo, afferma, servono tre elementi indissolubili: pace, giustizia e perdono. “A volte uno arriva dopo l’altro – sottolinea – ma senza tutti e tre non si costruisce nulla di stabile”. Il cardinale insiste su un concetto: per rendere credibile un processo di pace servono garanzie. “Uno dei problemi più grandi è la fiducia – spiega alla platea dell’Auditorium – Come può un palestinese fidarsi di un israeliano dopo tutto quello che è successo? E un israeliano fidarsi di un palestinese dopo il 7 ottobre, con tutte quelle persone uccise a sangue freddo?”. Il ragionamento si estende anche alla guerra tra Russia e Ucraina: territori occupati, identità contrapposte, pressioni internazionali. “È complicato capire come se ne uscirà – aggiunge – Ma non possiamo accettare che un aggressore ridisegni i confini con la forza”. il cardinale Zuppi parla di un lavoro “artigianale”, fatto di soluzioni concrete e creative, “perché la pace richiede risposte adatte a ciascun contesto, e non sono mai risposte semplici“. 

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MATTEO MARIA ZUPPI PRESIDENTE DELLA CEI. Credit: SAVERIO DE GIGLIO

Sant’Agostino

“Il Papa all’Aquila? Non lo so, spero di sì, me lo auguro per voi”, ha risposto il presidente della Conferenza episcopale italiana alla domanda se giudica possibile che Papa Leone possa tornare nel capoluogo. L’incontro è stato organizzato nell’Auditorium del Parco, a pochi passi dal monastero agostiniano di Sant’Amico, che l’attuale pontefice visitò qualche tempo dopo il terremoto del 2009 da Priore generale degli Agostiniani. “Lui è stato per tanti anni il padre generale degli Agostiniani”, conferma il cardinale Zuppi. Sottolineando i legami storici e spirituali tra la città e l’ordine. “Conosce tutti, li porta nel cuore, è molto agostiniano, si sente nella comunità agostiniana”. “Per cui lo spero e lo auguro per loro e per tutti – aggiunge – perché vorrebbe dire che la propria storia resta, che i legami restano. Questa è sempre chiesa e comunità, e che anche il Papa continui ad avere i legami che l’hanno accompagnato per tanti anni, da figlio di Sant’Agostino. Penso che sia importante”.

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Foto © Paolo Giandotti

Osare la pace

Inoltre il 1° novembre la Polizia di Stato ha ricevuto, nei locali del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Roma, la visita del cardinale Matteo Zuppi, nella capitale per l’Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace “Osare la Pace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Il cardinale si è trattenuto a lungo per conoscere e approfondire le eterogenee e complesse attività svolte dalla Polizia Postale, toccando con mano il lavoro degli operatori che ogni giorno garantiscono la sicurezza in rete di cittadini, istituzioni e imprese, impartendo ai presenti una solenne benedizione. Un momento sentito, di vicinanza e riconoscenza verso chi dedica la propria professionalità alla difesa delle persone più vulnerabili anche nel mondo digitale. La visita è stata anche occasione per dare formale avvio alle attività alle iniziative di educazione al digitale per i minori, più esposti alle insidie della rete per inesperienza ed età, previste nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra la Polizia di Stato e la Comunità di Sant’Egidio, stipulata con l’obiettivo di tutelare i minori e prevenire fenomeni di adescamento e abuso online.

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Credit: PAOLA ONOFRI

Protocollo

Il protocollo promuove campagne di sensibilizzazione per un uso consapevole e sicuro delle tecnologie digitali, oltre a iniziative congiunte per l’individuazione tempestiva delle vittime di abusi e sfruttamento affidando un ruolo centrale alla sinergia tra la Comunità di Sant’ Egidio – impegnata da sempre in programmi e servizi dedicati ai bambini e agli adolescenti, con particolare attenzione verso la scolarizzazione, l’educazione alla pace e il sostegno alle famiglie in condizioni di fragilità – e il Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale. La visita e la benedizione del Cardinale Zuppi hanno rappresentato un segno di apprezzamento e sostegno verso l’impegno della Polizia Postale nella tutela dei cittadini, in particolare dei più giovani, e hanno segnato l’avvio concreto delle attività previste dal Protocollo d’Intesa con la Comunità di Sant’Egidio.

 

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