Un anniversario nel segno di Maria. Robert Francis Prevost celebrerà il primo anniversario della sua elezione al soglio di Pietro pregando nel santuario mariano di Pompei. L’8 maggio 2025, al quarto scrutinio del conclave, è stato eletto il 267° papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma. Dal balcone della Loggia delle Benedizioni Leone XIV disse: “Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale a Maria, nostra Madre”. Inoltre “Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti e il male non prevarrà. Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace”. E aggiunse: “Sono un figlio di Sant’Agostino. Con voi sono cristiano e per voi vescovo. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato. Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo. Sempre aperta a ricevere come questa piazza con le braccia aperte. Tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il dialogo e l’amore”.

Anniversario a Pompei
La Supplica alla Madonna di Pompei, scritta da Bartolo Longo nel 1883, è un atto di devozione popolare solennemente recitato l’8 maggio. Bartolo Longo nacque il 10 febbraio 1841 a Latiano (BR), Italia. Nel 1863 giunse a Napoli per completare gli studi di Giurisprudenza. Influenzato da amici e professori, si avvicinò al mondo dello spiritismo, abbandonando la fede cattolica alla quale era stato educato. Grazie al professor Vincenzo Pepe e al domenicano padre Alberto Radente, si convertì e si dedicò pienamente alla fede cattolica e alla carità. Tramite Santa Caterina Volpicelli conobbe la contessa Marianna Farnararo De Fusco, rimasta vedova in giovane età, con cinque figli. Per curare le sue proprietà, nel 1872 si recò in Valle di Pompei. Tormentato dal dubbio su come avrebbe potuto salvarsi, a causa delle esperienze passate, una voce interiore gli suggerì che se avesse propagato il Rosario avrebbe ottenuto la salvezza. Comprese, in tal modo, la sua vocazione e si propose di non allontanarsi da Valle di Pompei senza aver diffuso il culto alla Vergine del Rosario. Bartolo Longo cominciò col catechizzare i contadini. E iniziò anche a ristrutturare la piccola e fatiscente chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, mentre l’arrivo presso di essa della prodigiosa immagine della Vergine del Rosario, il 13 novembre 1875, segnò l’inizio di una nuova storia. Il giorno dopo a Bartolo Longo, che aveva in animo di erigere un altare in onore della Madonna del Rosario, il Vescovo di Nola prospettò, invece, di erigere una nuova chiesa parrocchiale.

Testimonianza di fede
Bartolo Longo e la contessa accettarono e cominciarono a raccogliere offerte tra i contadini di Valle e gli amici dell’aristocrazia e della borghesia napoletana. In particolare, la De Fusco raccolse l’adesione della signora Anna Maria Lucarelli di Napoli, che s’impegnò a darne anche testimonianza, qualora la nipote Clorinda, in fin di vita, fosse guarita. La ragazza, per intercessione della Vergine del Rosario, guarì il 13 febbraio 1876, lo stesso giorno in cui l’immagine della Madonna venne esposta alla venerazione del popolo pompeiano. Il l fatto fu ritenuto come il segnale con cui la Vergine mostrava di gradire l’opera iniziata a Valle di Pompei. Da Napoli, ancora, e poi, pian piano, da ogni parte del mondo, giunsero offerte per la costruzione della nuova chiesa, la cui prima pietra fu posta l’8 maggio 1876. Nel 1877 Bartolo Longo compose e divulgò i “Quindici Sabati”. Attraverso i quali sviluppò l’anima cristologica e contemplativa del Rosario. Due anni dopo, guarì lui stesso da una grave malattia grazie alla recita della “novena di impetrazione”, da lui appena composta. Il 14 ottobre 1883, ventimila pellegrini, riuniti a Pompei, recitarono, per la prima volta, la “Supplica alla Vergine del Rosario”. Intorno al cantiere della nuova chiesa sorgeva intanto una vera e propria città con le case per gli operai, il telegrafo, la stazione ferroviaria, un piccolo ospedale, l’osservatorio meteorologico e quello geodinamico.

Sulle orme di Bartolo Longo
Nel 1887 Bartolo Longo fondò l’Orfanotrofio Femminile, la prima delle sue opere di carità a favore dei minori, che successivamente affiderà alla cura delle Suore Domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, da lui fondate nel 1897. Il Santuario, intanto, consacrato nel 1891, era sempre più conosciuto e molti fedeli chiedevano le più disparate grazie. A Bartolo Longo si rivolsero anche i detenuti per esortarlo a prendersi cura dei loro figli. Alla luce della preghiera, comprese che non solo era possibile recuperare i figli dei carcerati, ma che essi avrebbero potuto salvare i loro genitori dalla disperazione. Così, nel 1892 fondò l’Ospizio per i figli dei carcerati, retto, a partire dal 1907, dai Fratelli delle Scuole Cristiane. Il primo ragazzo accolto divenne, poi, sacerdote. In seguito accolse anche le figlie dei carcerati che affidò alla cura delle Suore Domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”. Il 5 maggio 1901 fu inaugurata la facciata della Basilica, eretta con il contributo di fedeli di tutto il mondo e dedicata alla Pace Universale. Bartolo Longo morì a Valle di Pompei, a ottantacinque anni, il 5 ottobre 1926. Egli fu tra i più grandi promotori laici del Rosario tra il XIX e il XX secolo, erigendo uno dei santuari più noti e cari alla pietà mariana mondiale. Come apostolo del Rosario divenne evangelizzatore e difensore delle ragioni e dei diritti dei minori, compiendo una singolare azione di promozione umana a favore dei ragazzi emarginati del suo tempo, soprattutto gli orfani e i figli e le figlie dei carcerati. Accanto al “Santuario della fede”, la splendida basilica della Madonna del Rosario, visitata ogni anno da milioni di fedeli, sentì impellente il desiderio di edificare il “Santuario della carità”, le opere sociali che, ancora oggi, circondano il tempio mariano, accogliendo centinaia di persone in difficoltà, per la maggior parte neonati, bambini e ragazzi, provenienti da situazioni di grande disagio sociale. Bartolo Longo seppe coniugare insieme le parole della fede e le opere della carità, mettendosi a servizio degli emarginati nelle periferie del mondo del suo tempo, diventando testimone di una Chiesa in uscita e senza frontiere, auspicata dal magistero di Papa Francesco.

Papa a Pompei
Leone XIV visiterà dunque il Santuario di Pompei l’8 maggio, in occasione del primo anniversario della sua elezione, per recitare la supplica alla Madonna. Dopo Pompei, il pontefice si sposterà a Napoli. La visita pastorale rientra in un tour italiano che include tra maggio e agosto Acerra, Pavia, Lampedusa, Assisi e il Meeting di Rimini. Simbolica, evidenzia Vatican news, la data di inizio di questi viaggi italiani di Papa Leone, l’8 maggio, primo anniversario della sua elezione sul Soglio petrino. Un giorno significativo per il culto della Madonna di Pompei, come ricordò dalla Loggia delle Benedizioni, alla sua prima apparizione, lo stesso Robert Francis Prevost: “Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore”. E si recherà proprio a Pompei, Leone XIV, l’8 maggio 2026, nel celebre Santuario mariano, meta di pellegrinaggio di quattro Pontefici e di milioni di fedeli che si riuniscono per la “Supplica” ai piedi della Madonna due volte l’anno, maggio e ottobre. Alla famosa preghiera devozionale scritta nel 1883 dal fondatore del Santuario, Bartolo Longo (canonizzato da Leone XIV a ottobre 2025), parteciperà quest’anno anche il Papa, dopo aver presieduto la Messa. A Pompei, Leone si tratterrà per il pranzo, per poi trasferirsi nel pomeriggio a Napoli. Nell’Arcidiocesi partenopea sono previsti due appuntamenti. L’incontro con clero e religiosi nella Cattedrale e in Piazza del Plebiscito quello con la cittadinanza.

