Val d’Aosta: 500mila metri cubi di ghiaccio minacciano Courmayeur

Evacuata la zona della val Ferret, l'escursione termica ha causato alcune crepe nel ghiacciaio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:30
Courmayeur

Circa 200 persone attualmente si trovano nei camping, rifugi e nelle strutture ricettive della Val Ferret. Questa zona, però, è a rischio glaciologico per la presenza del Ghiacciaio di Planpincieux e potrebbero non essere in sicurezza.

“Si precisa – fanno sapere dal Comune di Courmayeur – che la zona di rischio è ben localizzata e nella restante Val Ferret il territorio è in sicurezza e le attività continuano normalmente, come nel resto di Courmayeur.

Il ghiaccio rischia un “crollo istantaneo”

Una volume di oltre mezzo milione di metri cubi di ghiaccio che rischia un “crollo istantaneo” dal massiccio del Monte Bianco e di finire su un tratto della Val Ferret.
Un rischio paventato per le prossime 72 ore.
Ne sono convinti i tecnici che dal 2013 monitorano il ghiacciaio di Planpincieux: la loro relazione ha indotto il sindaco di Courmayeur a far sgomberare con urgenza una trentina di case e a chiudere l’accesso alla vallata per almeno tre giorni.

75 le persone evacuate, tra cui una quindicina di residenti

“Il numero aumenta, se si considera chi volontariamente ha abbandonato i campeggi della zona”, spiega il primo cittadino, Stefano Miserocchi. Lo sgombero, scattato alle 6 di mattina, è terminato alle 11.00.
“Strada chiusa, c’è il pericolo ghiacciaio” si sono sentiti ripetere decine di automobilisti che volevano raggiungere la Val Ferret, una delle più frequentate dell’arco alpino (con 2.000 presenze al giorno in questo periodo).

L’imbocco della vallata oggi è stato un viavai di auto, tra chi è sceso in paese a far provviste e poi è tornato nella propria seconda casa e chi ha anticipato la fine della propria vacanza. Nessuno però si è presentato al pala ghiaccio di Courmayeur, attrezzato dalla Croce rossa come luogo di prima accoglienza degli sfollati.

“Al momento tutti hanno trovato soluzioni proprie”, dice il sindaco. A monte dell’area interessata dal possibile distacco – aggiunge – ci sono ancora 200 persone. In base agli scenari di crollo previsti sono al sicuro, ma non potranno lasciare la vallata fino a che sarà in vigore l’ordinanza di chiusura.

Un volume di ghiaccio imponente preoccupa Courmayeur

“É un campo da calcio con sopra 80 metri di ghiaccio, quindi un volume veramente imponente che come potete immaginare nella sua caduta è in grado di fare molteplici danni e anche molta strada”, ha detto Valerio Segor, dirigente della struttura Assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione Valle d’Aosta. A preoccupare non è solo la sua massa dato che “esattamente come farebbe una valanga d’inverno” può propagarsi “con un’azione di aerosol”.

L’ordinanza e il divieto di accesso

Si ricorda, come indicato in apposita ordinanza, che dalle ore 11.00 di giovedì 6 agosto e fino a revoca permane il divieto di accesso nelle zone rosse e gialle indicate sul sito del Comune, così come il divieto di utilizzo della strada comunale della Val Ferret.

Il percorso alternativo

La strada alternativa della Montitta – a senso unico alternato, con impianto semaforico e sistema radar doppler attivo – può essere utilizzata esclusivamente dai mezzi di soccorso, forze dell’ordine, personale comunale per i servizi essenziali e altri soggetti autorizzati dal sindaco. Rimane attivo il presidio ai due cancelli di entrata e uscita dalla Val Ferret per evitare il passaggio di persone o veicoli non autorizzati.

Nel corso del pomeriggio, attraverso un decreto, è stato attivato dal sindaco il Centro operativo comunale (Coc) per la gestione della situazione e dell’emergenza. Il primo cittadino è in contatto con i referenti dell’amministrazione regionale e con gli esperti di Fondazione Montagna Sicura per continui aggiornamenti sull’evoluzione della situazione.

Dal Comune ricordano infine che “gli escursionisti impegnati nel Tour du Mont Blanc sono obbligati a rimanere lungo l’Alta Via n. 1 TMB (Arpnouva, Bonatti, Bertone, Villair, Courmayeur) senza percorrere la strada comunale e/o la strada della Montitta, aperta solo per emergenze”.

Rabbia operatore val Ferret, stagione rovinata

“Viste le premesse del post Covid, la stagione stava andando molto bene. Questa è una botta non indifferente. Se non si risolve entro domenica, allora diventa un disastro, l’estate è rovinata”. C’è rabbia e frustrazione nelle parole di Jacopo Nitri, titolare della Locanda Belvedere a Planpincieux (Courmayeur), che è stata evacuata a causa del rischio di crollo del ghiacciaio che incombe sulla piccola frazione della val Ferret.

“Ieri sera abbiamo saputo dell’ordinanza di evacuazione – spiega – e ho dovuto mandare via 25 clienti. Inoltre ho dovuto avvisare altri che stavano per arrivare. Un grave danno per l’albergo ma anche per il ristorante”.
“Voglio precisare – prosegue – che nessuno è stato sfollato. Tutti i nostri clienti sono stati sistemati in altre strutture. Adesso valuteremo l’entità del danno per cercare di capire se c’erano gli estremi per giustificare un provvedimento così drastico. Dovremo fare delle verifiche e delle valutazioni con gli altri operatori turistici della val Ferret”.

“A dispetto delle aspettative – conclude amareggiato – stavamo andando bene. Ho dovuto mandare via anche alcuni dipendenti. Se si scoprirà che è stato solo allarmismo per un eccesso di precauzione allora è grave”.
Oltre alla locanda Belvedere sono stati evacuati anche il condominio La Clotze e varie villette.

 

La frustrazione dei ristoratori

Felice Rabbia del ristorante La Clotze commenta: “Per noi è stata una doccia fredda. Mi auguro solo che le valutazioni siano corrette. La stagione era decollata, adesso siamo in stand-by. Intanto ho dovuto mandare i dipendenti a casa. Usciamo da un periodo difficile a causa del Covid, non ci voleva proprio“.

“Quello che mi fa più paura – aggiunge – è l’effetto mediatico della vicenda. É da anni che c’è questo problema del ghiacciaio ma non è mai successo niente. Non bisogna dimenticare che Courmayeur non vive di agricoltura”. É rimasto aperto ma ha perso quasi tutti i clienti l’albergo Miramonti.

“Abbiamo in pensione qualche turista delle villette evacuate – spiega il titolare dell’albergo, Marco Belfrond – mai clienti e quasi tutti i dipendenti sono andati via. Per non parlare delle prenotazioni per i prossimi giorni, tutte cancellate”.

Le avvisagli precedenti

Da aprile ad oggi “ci sono stati numerosi crolli, per 176 mila metri cubi complessivi”.
Ma da due settimane si sta delineando una nuova situazione che riteniamo “particolarmente preoccupante” – aggiunge Segor – per un blocco da 510 mila metri cubi. L’allerta è legata a “trend anomali delle temperature”, uno shock termico che può incidere sul delicato equilibrio dello strato d’acqua tra la roccia e la massa glaciale.

“L’input” idrico portato dalla brusca risalita delle temperature iniziato ieri, dopo alcuni giorni di freddo, porta a una “sovrappressione sul fondo del ghiacciaio, che solleva” la stessa massa di ghiaccio “e fa sì che questo possa iniziare a scivolare”.
La conseguenza è il crollo “in maniera praticamente istantanea, senza che ci siano dei” segnali precursori”.

La preoccupazione degli operatori turistici

Ma il momento di crisi è limitato temporalmente rispetto all’allerta dell’autunno 2019, durata quasi due mesi: “tra uno, due, tre giorni, continuando a monitorare la velocità e il deflusso idrico, o si va incontro alla destabilizzazione” oppure l’allerta rientra.
Cresce la preoccupazione tra i tecnici e monta la rabbia tra gli operatori turistici della zona, già piegati dalla crisi del Covid che ha mandato all’aria mezza stagione invernale e tutta quella primaverile.

Il Comitato val Ferret si è subito attivato per valutare l’adeguatezza delle misure messe in atto dall’amministrazione comunale. “Risulta di tutta evidenza – si legge in una nota – che un’eventuale eccessiva cautela si possa ripercuotere con danni economici e di immagine immediati e non. Chiediamo con fermezza che siano predisposte, con la stessa urgenza che ha portato alle limitazioni, le opportune misure di salvaguardia e protezione. L’intero sistema economico della Val Ferret è in forte difficoltà e non può essere abbandonato a se stesso”.

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