Gli effetti del cambiamento climatico colpiscono maggiormente chi è più fragile o vulnerabile, come gli abitanti dei Paesi in via sviluppo e i minori. L’Unicef ricorda, in occasione della Conferenza sul clima che si tiene in Brasile (Cop30), che quasi la metà dei bambini nel mondo vive in Paesi ad altissimo rischio per gli effetti dei cambiamenti climatici e 739 milioni si trova in zone esposte a rischio scarsità d’acqua. L’agenzia Onu per l’infanzia invita i leader mondiali a proteggere i servizi essenziali, rispettare gli obiettivi climatici e responsabilizzare i minori sui temi ambientali.
Uno su tre
In occasione della Cop30, l’Unicef ricorda che circa 1 miliardo di bambini, quasi la metà dei bambini del mondo, vive in Paesi ad “altissimo rischio” per gli effetti dei cambiamenti climatici; 1 bambino su 3, ovvero 739 milioni in tutto il mondo, vive già in zone esposte a una scarsità d’acqua elevata o molto elevata, e il cambiamento climatico rischia di peggiorare la situazione. Nel 2024, almeno 242 milioni di studenti in tutto il mondo hanno subito interruzioni scolastiche a causa di eventi meteorologici estremi; se non si interviene, si prevede che entro il 2050 i cambiamenti climatici causeranno altri 28 milioni di casi di malnutrizione acuta (bambini troppo magri rispetto alla loro altezza) e 40 milioni di casi di malnutrizione cronica (bambini troppo bassi rispetto alla loro altezza).
Graziano: “Agire ora per un futuro migliore”
“Stiamo già assistendo a shock climatici sempre più frequenti, che mettono a rischio il futuro dei bambini. E sappiamo che senza un intervento urgente, la crisi climatica continuerà ad accelerare”, ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia. “A livello nazionale, le Parti possono impegnarsi ad accelerare politiche, azioni e finanziamenti inclusivi e incentrati sui bambini e sui giovani unendosi ai firmatari della Dichiarazione sui bambini, i giovani e l’azione per il clima, che fornisce un quadro di riferimento per il dialogo e l’azione a livello nazionale. L’Unicef, Youngo e i partner per i diritti dei bambini sono i custodi della Dichiarazione e auspicano che, in occasione della Cop, sempre più Governi possano unirsi ai firmatari. In linea con l’impegno del nostro Paese a proteggere i diritti delle giovani generazioni, anche le politiche climatiche devono tener conto dei diritti e delle necessità dei più giovani. Un futuro migliore è ancora alla nostra portata, ma è necessario agire ora”. Per tenere alta l’attenzione sul tema del cambiamento climatico, l’Unicef Italia, nell’ambito della campagna “Cambiamo Aria”, ha lanciato il concorso fotografico “Uno scatto per il clima: ambiente e futuro visti da me” rivolto a ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni.
Tre azioni
In occasione della Cop30, l’Unicef invita i leader a intraprendere tre azioni importanti a favore dei bambini: “Proteggere i bambini e i servizi essenziali di cui dipendono, assegnando un mandato di monitoraggio al Dialogo degli esperti sui bambini e i cambiamenti climatici, aumentando in modo significativo i finanziamenti per il clima che proteggono i bambini dai rischi legati al clima. Ridurre le emissioni e rispettare con urgenza gli ambiziosi accordi internazionali sulla sostenibilità e sui cambiamenti climatici. Responsabilizzare i bambini e i giovani affinché partecipino in modo significativo e influenzino il processo decisionale in materia di clima, garantendo che i bambini e i giovani siano inclusi come agenti di cambiamento e parti interessate chiave nei processi decisionali in materia di clima a tutti i livelli e includendo i bambini e i giovani come osservatori e negoziatori nelle delegazioni dei paesi e nei gruppi di negoziazione alla Cop30”.
Fonte Agensir

