Un progetto di crescita sostenibile grazie a grana, pecorino e provolone (VIDEO)

Il 'Made green in Italy' è il trampolino di lancio per coniugare qualità e sostenibilità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:47

Puntare al made in Italy nel settore alimentare vuol dire da sempre coniugare qualità e sostenibilità per favorire la competitività su mercati nazionali ed internazionali. Oggi ancor di più, durante una pandemia che ha ribaltato le casse di tante aziende agricole e non solo, bisogna investire ancora di più all’interno dell’Italia. Con questo obiettivo i Consorzi di Tutela di Grana Padano e Provolone Valpadana hanno ottenuto esito positivo al bando pubblicato dal ministero dell’Ambiente nell’ambito dello schema “Made Green Italy”, affiancati dal Consorzio del Pecorino Romano coinvolto attraverso il finanziamento europeo nel progetto Magis.

Video di FormaNauraeTour ©

Lo schema del Made Green

Il Made Green in Italy è lo schema nazionale per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti; è basato sulla metodologia PEF (Product Environmental Footprint), sviluppata dalla Commissione Europea per promuovere modelli sostenibili di produzione e consumo. Uno schema con cui il ministero dell’Ambiente vuole stimolare il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali dei prodotti “Made in Italy” nel loro intero ciclo di vita, garantendo la trasparenza e la comparabilità delle prestazioni ambientali al fine di incoraggiare scelte informate e consapevoli da parte dei consumatori.

Obietti: rinnovare la filiera

“Riteniamo che l’iniziativa promossa dal ministero dell’ Ambiente sia un’opportunità per favorire e stimolare una crescita sostenibile delle produzioni nazionali di qualità”, ha sottolineato Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano. “Con il programma Made Green in Italy abbiamo colto l’occasione per ottenere i dati necessari per comporre un quadro molto utile per il rinnovamento della nostra filiera”, ha aggiunto Libero Stradiotti, presidente del Consorzio Tutela Provolone Valpadana. “Abbiamo aderito a questo progetto con entusiasmo e convinzione, perché da sempre puntiamo a coniugare qualità del prodotto e sostenibilità”, ha concluso il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP, Salvatore Palitta.

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