“Tutti contano”: censimento nazionale dei senza tetto

Focus sulle persone che non hanno un luogo dove dormire e che i servizi territoriali non riescono a intercettare

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CREDIT: SAVERIO DE GIGLIO

Inizia il 26 gennaio “Tutti contano”, la campagna promossa da fio.Psd, la Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora. L’iniziativa prevede la rilevazione nazionale sulle persone senza dimora affidata a 10mila volontari e volontarie. A loro Papa Leone ha inviato un messaggio di incoraggiamento “a proseguire con entusiasmo nella significativa accoglienza e ascolto a favore di quanti vivono ai margini della società e senza fissa dimora, testimoniando lo stile di Dio che è vicinanza, compassione e tenerezza”. Fra i Testimonial dell’iniziativa Richard Gere e la moglie Alejandra, Luciana Littizzetto, Carlo Lucarelli, Antonello Dose e Marco Presta, Ascanio Celestini. Intanto sono già tre i clochard morti a Milano dall’inizio dell’anno. Complice anche l’abbassamento delle temperature non si ferma la strage silenziosa di persone che non hanno un luogo dove dormire e che i servizi territoriali non riescono a intercettare. Ha circa 40 anni l’uomo trovato morto a causa del freddo sotto un cavalcavia di via Padova. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato oltre agli operatori del 118 ma non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Il 9 gennaio era stata segnalata da alcuni passanti la presenza di un clochard senza sensi nei pressi della stazione ferroviaria di Cadorna. I soccorritori e i carabinieri non avevano potuto fare altro che constatarne il decesso e il pubblico ministero di turno non ha ritenuto necessaria l’autopsia. La mattina del 5 gennaio un italiano di 34 anni era stato soccorso in via Impastato, al confine tra Milano e San Donato Milanese ma, qualche ora dopo, i medici hanno comunicato la sua morte per ipotermia.

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Duomo di Milano (@ joecrupier da Pixabay)

Piano freddo

Il comune di Milano dal 17 novembre ha attivato il Piano freddo e sono 550 le persone presenti nelle 11 strutture allestite per i senza tetto. L’86% sono uomini e il 14% donne, nella maggior parte dei casi persone straniere in attesa di accedere ai Cas o anche in attesa dell’appuntamento per fare la domanda di asilo. Le strutture si aggiungono ai circa mille posti letto che la città mette a disposizione tutto l’anno. “I numeri di accoglienza che abbiamo raggiunto – affermo l’assessore comunale al Welfare Lamberto Bertolé – sono significativi. Il Piano Freddo, lo testimoniano purtroppo i fatti di cronaca di questi giorni, è un servizio fondamentalmente per salvare vite umane“. “I numeri a disposizione nei dormitori con il piano freddo potrebbero anche dirsi sufficienti ma non considerano chi ha problemi di dipendenza o di salute mentale per i quali un alloggio collettivo non è adatto e rimangono in strada” spiega Alessandro Pezzoni, responsabile area grave emarginazione di Caritas Ambrosiana. Ma non solo Milano, si stima che siano già 26 i decessi dall’inizio dell’anno in tutta Italia. Tra gli ultimi casi: un uomo, senza fissa dimora, è stato trovato morto in un vecchio cassone metallico in via del Casaletto a Roma, mentre a Napoli è stato probabilmente un malore a uccidere nel terminal aliscafi di Molo Beverello un senza tetto che sarebbe stato visto frequentare la struttura più volte negli ultimi tempi. A Reggio Calabria il cadavere di un uomo senza documenti è stato scoperto in un sottoscala via Zerbi, a una manciata di metri da piazza Indipendenza e dal lungomare cittadino. 

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Foto Agenzia Image

Rilevazione

Dunque il 26, 28 e 29 gennaio 2026 si terrà la “Rilevazione sulle Persone Senza Dimora” nelle 14 città metropolitane. Il censimento sarà svolto da migliaia di Volontari/e di diverse organizzazioni nazionali e Università. Collabora a questa iniziativa anche l’Esercito della Salvezza (EdS). “. Le città coinvolte sono Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. La rilevazione è promossa nell’ambito del progetto di censimento Istat. E intende contare le persone senza fissa dimora. Inoltre, di raccogliere informazioni utili alla programmazione di politiche pubbliche più efficaci e mirate. Nel 2025 in Italia hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche il Lazio, con 60 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa posizionandosi seconda dietro la Lombardia. Una triste classifica che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale.  Il censimento cercherà di dare risposta a queste domande. L’azione è coordinata dalla Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (fio.PSD).

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Foto di davide1012 da Pixabay

Tutti contano

“Ogni numero nasconde una storia, ogni morte in strada è un fallimento collettivo – evidenzia Alessandro Carta, presidente di fio.PSD -. Per questo contare e conoscere le persone senza dimora non è un atto burocratico, ma un gesto di umanità e responsabilità. Chiediamo a tutti, soprattutto nel Lazio, di aiutarci a rendere visibile chi è stato reso invisibile”. A Roma, la città che si stima accolga il numero più alto di persone in questa condizione, servono ancora volontari e volontarie, che previa una adeguata formazione, supporteranno il lavoro degli operatori. L’obiettivo è chiaro. “Scattare una fotografia realistica del fenomeno, per progettare interventi efficaci e politiche inclusive”, ribadiscono gli organizzatori invitando alla partecipazione.

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