Se la crescita economica è green e digitale

A Trento un modello di ricerca e innovazione: firmo il patto tra istituzioni e società civile

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Parco eolico. Foto di Karsten Würth su Unsplash
L’economia green e digitale diventa sinonimo di progresso. A dimostrarlo è il modello Trento. È stato firmato il patto per la crescita delle imprese e le politiche salariali. L’intesa impegna la Provincia a investire almeno 290 milioni nel prossimo triennio per incentivi a fondo perduto e almeno 348 milioni di investimenti immobiliari e in impianti. Il patto intende contrastare il rallentamento dell’economia a livello nazionale, europeo e mondiale causata dalla profonda incertezza dei mercati per il riaffacciarsi di politiche protezionistiche e per i conflitti in corso. In Trentino, sebbene i dati relativi alla crescita del Pil siano superiori alla media italiana, l’indagine congiunturale della Camera di commercio ha rilevato un rallentamento del fatturato delle imprese nel primo trimestre del 2025, con un incremento dell’1% (nel 2024 era stato del 2,3%). Inoltre, malgrado le imprese stiano operando in regime di quasi piena occupazione, si registra carenza di manodopera specializzata, mentre i trend demografici evidenziano come da qui al 2040 vi saranno 30.000 lavoratori in meno.  Basata sulle tecnologie informatiche, che ne rappresentano il pilastro, l’economia digitale comprende tutte le attività economiche che sulle tecnologie digitali si sono sviluppate e che ad esse fanno riferimento.
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Foto di name_ gravity su Unsplash

Crescita green

Per invertire la rotta, il patto per la crescita impegna le parti ad adottare delle contromisure specifiche, in relazione alle diverse specificità. Per quanto riguarda la Provincia, il documento impegna a sostenere il sistema economico per la produttività e per la valorizzazione del personale, a garantire l’accesso al credito, la solidità del sistema pubblico di ricerca e sviluppo e a perfezionare i servizi e le politiche di attrazione, supportando anche la residenzialità decentrata. L’intento è di puntare su transizioni “green” e digitali, su ricerca e sviluppo, innovazione e qualità di prodotto e processo. Sul fronte della tutela e della qualificazione del lavoro, la Provincia si impegna a sgravi Irap e incentivi concessi solo alle aziende che si impegnano all’applicazione dei contratti collettivi più rappresentativi sul piano nazionale e gli integrativi territoriali e a introdurre sistemi di welfare a favore dei lavoratori. Un’economia verde si concentra sull’uso efficiente delle risorse, in modo circolare, per ridurre al minimo gli sprechi. Cerca di riequilibrare il modello guidato dai consumatori verso un modello più sostenibile in termini di utilizzo delle risorse naturali.
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Foto di Michael Marais su Unsplash

Qualificazione e formazione

L’economia verde, o green economy, è un modello economico che mira a ridurre l’impatto ambientale e promuovere la sostenibilità, integrando principi economici e ambientali. Questo approccio cerca di limitare lo sfruttamento delle risorse, promuovere l’innovazione tecnologica e favorire l’uso di energie rinnovabili. L’economia verde comprende settori chiave come le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, l’economia circolare e la mobilità sostenibile.  La provincia autonoma di Trento si impegna inoltre ad emanare bandi per figure manageriali e per la qualificazione professionale, favorendo le transizioni occupazionali. Per il sistema imprenditoriale locale, il patto prevede di incentivare la contrattazione di secondo livello e i percorsi di avvicinamento al lavoro, promuovere percorsi di formazione manageriale e di qualificazione del personale. Inoltre le organizzazioni sindacali si impegnano a promuovere la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, oltre ai miglioramenti economici, nella contrattazione collettiva di secondo livello.

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