San Luca, qual è l’originalità del suo Vangelo

Foto di Thomas da Pixabay

San Luca Evangelista, la cui memoria liturgica ricorre il 18 ottobre, è l’autore non solo del Vangelo che porta il suo nome, il terzo Vangelo sinottico, ma anche degli Atti degli Apostoli. Ricordiamo che i vangeli cosiddetti sinottici, sono anche di Matteo e Marco, che insieme a quello di Luca, presentano una notevole somiglianza nella narrazione della vita e gli insegnamenti di Gesù. Ma chi era Luca, l’unico evangelista di origine non ebraica? Era probabilmente di origine greca, nativo di Antiochia di Siria, una delle città più importanti del mondo antico e crocevia di culture e religioni. Non era giudeo, ma un pagano convertito al cristianesimo. La sua conversione avvenne probabilmente ad Antiochia, e divenne in seguito un fedele collaboratore e compagno di viaggio di San Paolo la sua presenza al fianco dell’Apostolo delle Genti è documentata in diverse lettere.

A dimostrazione di questa amicizia tra Luca e Paolo, ci viene dall’imponente mosaico dell’abside della basilica di S. Paolo fuori le mura a Roma, dove al centro la figura di Gesù in trono, e a destra gli apostoli Pietro e Andrea, mentre a sinistra sono l’apostolo Paolo e Luca il discepolo prediletto proprio di Paolo e spesso nelle raffigurazioni sono effigiati insieme. In più, nel quadriportico della stessa basilica sul lato destro, dopo la statua del centro che raffigura S. Paolo opera di Giuseppe Obici (1807-1878) a destra si erge la statua di S. Luca, un lavoro di Francesco Fabj Altini (1830-1906).

Proprio l’apostolo Paolo, nella “Lettera ai Colossesi”, ci dice che la professione di Luca era quella di medico, forse ce lo conferma la sua cura e precisione storiografica nello scrivere sia il Vangelo che gli Atti degli Apostoli.

Da studiosi ed esperti dei testi della Sacra Scrittura, Luca viene spesso definito, come “l’evangelista della misericordia”. Infatti sfogliando le pagine del suo vangelo, ricco di contenuti, egli mette in risalto e soprattutto in evidenza l’amore compassionevole di Dio verso tutti, specialmente verso i poveri, i peccatori e gli emarginati.

Ne abbiamo un abbondante esempio nelle “Parabole” come quella del Figliol Prodigo, del Buon Samaritano e del Ricco Epulone che si trovano solo nel suo vangelo, e riflettono in maniera chiara e comprensibile a tutti, una profonda attenzione per la giustizia, la misericordia e la salvezza universale.

L’originalità del Vangelo di Luca, si rivela anche attraverso, potremmo dire, la sua teologia, importante è il rilievo assegnato all’amore, al punto da aver meritato a Luca, addirittura una citazione del sommo Dante quando dice nella sua opera latina “De Monarchia” scritta tra il 1310 e il 1313, che definisce Luca: “scriba mansuetudinis Christi”, vale a dire: scrittore della tenerezza e mansuetudine di Cristo.

Egli è senza dubbio anche l’evangelista che dedica maggiore spazio alle figure femminili, come Maria, Elisabetta, Anna profetessa e le donne che seguono Gesù fino alla croce e oltre. È grazie a lui che tutti possono conoscere il “Magnificat” durante la visita della Vergine a Elisabetta, il “Benedictus” o Cantico di Zaccaria, che si recita nelle Lodi Mattutine, e il “Nunc Dimittis” il Cantico di Simeone, preghiere che sono diventate, a pieno titolo patrimonio della liturgia cristiana.

Una leggenda ha voluto che Luca fosse anche un pittore, infatti un’antica tradizione sorse in Oriente nel VI, quando un autore di origine cristiana, aveva affermato che da Gerusalemme era stato inviato a Costantinopoli, un ritratto della Madre di Dio, dipinto proprio dall’evangelista Luca, e denominato in greco “Hodighitria” ossia Maria “guida della via verso Cristo”.

Ma potremmo dire che la tradizione di vedere l’evangelista anche pittore, ha dato nel corso dei secoli origine alle cosiddette “Madonne di Luca”, tra le quali spiccano la “Salus Populi Romani” in S. Maria Maggiore a Roma, oppure la Madonna della Guardia a Bologna o addirittura le altre “Madonne Nere” come quella polacca di Czestochowa.

Oltre al Vangelo, Luca è autore degli “Atti degli Apostoli”, scritti tra l’80 o il 90 d.C., questi ventotto capitoli costituiscono il seguito naturale della vita di Gesù e narrano la nascita della Chiesa, l’azione dello Spirito Santo e la missione degli apostoli, in particolare di Pietro e Paolo.

La morte dell’evangelista Luca, secondo la tradizione, sarebbe avvenuta a Tebe, in Grecia, all’età di 84 anni e secondo S. Girolamo, le sue ossa furono trasportate a Costantinopoli e solo dopo la metà del IV secolo, le sue spoglie giunsero a Padova, dove si trovano tuttora nella basilica di S. Giustina.

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