Roccella: “L’Italia sostiene le famiglie nel percorso per l’adozione”

“Sulle adozioni l’Italia regge, il sistema internazionale è in crisi”, ha detto il Ministro per la Famiglia Eugenia Roccella alla presentazione della Guida alle adozioni internazionali presso la Farnesina

Foto © Sara Minelli (Imagoeconomica)

Il sistema Italia regge sulle adozioni, sia perché continuano ad esserci domanda e disponibilità e perché il governo sostiene le famiglie in questo percorso, “almeno sul piano economico”. Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, nel corso della presentazione della Guida alle adozioni internazionali presso la Farnesina.

Sostegno alle famiglie

Il governo italiano cerca di “facilitare alle famiglie” il percorso verso le adozioni e “sostenerle” in questo senso, “almeno sul piano economico”, nonostante il sistema internazionale in questo campo “sia in crisi” per diversi motivi: così la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, nel corso della presentazione della Guida alle adozioni internazionali presso la Farnesina.

Alcune cifre

La ministra ha ricordato che il governo “ha messo in campo 52 milioni di euro” per le adozioni, di cui 40 milioni “per le famiglie”, più un altro decreto da 13 milioni pubblicato a dicembre con diversi contributi, come uno da 2.800 euro per famiglie con procedure avviate nel periodo 2022-2024 e uno da 1.000 euro “per il percorso formativo preparatorio”, In Italia c’è anche “una generosa disponibilità degli italiani nei confronti dei bambini con bisogni speciali, i famosi special needs”.

“Bene” demografico

Sulle adozioni l’Italia regge, perché continua ad avere una domanda e una disponibilità“, ha aggiunto Roccella, sottolineando però come invece molti Paesi, anche quelli di aree meno sviluppate, “tendono ormai con più difficoltà a permettere ai bambini a varcare le frontiere e trovare famiglia” all’estero, anche perché “il problema della denatalità va oltre i Paesi sviluppati” e quindi “tutti” stanno “tornando a considerare i bambini come un ‘bene’ anche dal punto di vista demografico“.

Fonte Ansa

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