Recovery, Gualtieri: “Serve un accordo per l’Unione Europea”

Amendola, ministro per gli Affari europei: "Nessun allarme in Ue sul piano Italia"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53

“Tutta l’Europa ha bisogno che il Next generation Eu parta, sono fiducioso che questa situazione verrà superata”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione in Senato sugli esiti degli ultimi Ecofin. Ha sottolineato che “è immaginabile che il trilogo si concluderà nei tempi previsti” ma “resta questo scoglio di questo stop improprio dato dai due paesi alle risorse proprie per motivi esterni che noi giudichiamo sbagliata e auspichiamo possa essere superata rapidamente”.

La posizione di Polonia e Ungheria

Il ministro l’ha definita “doppiamente impropria”, sia per i contenuti dell’intesa perché sullo stato di diritto si è raggiunto “un compromesso equilibrato”. Anche perché si “trasferisce l’insoddisfazione” da una procedura in cui non è previsto il veto, al veto sulle risorse proprie. “Il negoziato in trilogo è in corso e non sembra indicare questioni particolarmente insolubili. C’è una prospettiva concreta di arrivare a una sintesi e dunque all’adozione del regolamento sul Rrf (Recovery and Resilience Facility) in prima lettura durante la plenaria del 14-17 dicembre” ha continuato Gualtieri. Il ministro ha ricordato che sul Rrf, lo “strumento principale del pacchetto da 750 miliardi per la ripresa”, si è raggiunto “un accordo politico tra i Paesi in sede Ecofin lo scorso 6 ottobre e devono essere accolte con soddisfazione le tante proposte migliorative fatte”. 

Amendola: “Nessun allarme in Ue su piano Italia”

Le notizie che parlano di uno “scenario di allarme dalla Commissione” Ue sul ritardo dell’Italia nella presentazione del proprio piano sul Recovery fund “sono notizie destituite di ogni fondamento, e lo dico col rispetto che si deve alla stampa ma anche alla chiarezza delle procedure di Bruxelles”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, a Sky Start su Skytg24, sottolineando che “ieri due commissari europei hanno detto in conferenza stampa che non c’è nessuna preoccupazione sulla presentazione dei piani“.

La collaborazione tra i ministri per il Recovery

Altri parlano anche di “un litigio tra me e l’amico e collega Gualtieri, ma ieri abbiamo lavorato fino a mezzanotte con il premier Conte perché ci sono dettagli tecnici molto importanti”, ha aggiunto Amendola. Il ministro ha quindi spiegato che “la Commissione chiede che da ottobre fino a dicembre ogni Paese discuta delle proprie linee guida, dell’impostazione dei progetti, dell’utilizzo delle risorse e delle riforme. E lo fa in un dialogo informale per costruire insieme il piano. Ma non c’è nessun Paese che ha presentato il piano nazionale”. “Certo siamo preoccupati per il veto ungherese e polacco che potrebbe ritardare le procedure, ma il lavoro è di completa collaborazione con la Commissione. L’Italia ha le linee guida addirittura approvate dal parlamento e noi forti di quel mandato discutiamo in un dialogo con la Commissione, lavoriamo in maniera unita e coesa a livello di governo e presenteremo il piano quando la Commissione lo chiederà a tutti i Paesi”, ha concluso.

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