Protezione della privacy: i dati del 2019 dell’Autorità Garante

Presentata la relazione sull'attività svolta nel corso dell'anno di proroga del Collegio dell'autorità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:08
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Sono oltre 8.000 i reclami e le segnalazioni da parte degli utenti all’Autorità garante per la protezione dei dati personali che, da parte sua ha adottato 232 pareri collegiali. E’ quanto emerge dalla relazione svolta nel 2019, che illustra i i diversi fronti sui quali è stato impegnato il Collegio dell’Autorità nel corso dell’anno di proroga del suo mandato.

Gli ambiti di intervento del garante per la privacy

Il marketing telefonico, la sanità, il credito al consumo, la sicurezza informatica, il settore bancario e finanziario, il lavoro e gli enti locali. Sono questi gli ambiti in cui è intervenuto il Collegio dell’autorità nel 2019 che ha reso pareri anche su atti regolamentari e amministrativi (46) ed hanno riguardato l’attività di polizia e sicurezza nazionale; il casellario giudiziale; la digitalizzazione della Pa; le misure contro l’assenteismo e la raccolta delle impronte digitali dei dipendenti pubblici; il testamento biologico; il reddito di cittadinanza; la riforma del Registro pubblico delle opposizioni; il “bonus cultura”; il”whistleblowing”; l’istruzione; la procreazione assistita. Trentatré sono stati i pareri resi ai sensi della normativa sulla trasparenza. Le comunicazioni di notizie di reato all’autorità giudiziaria sono state 9 e hanno riguardato l’inosservanza dei provvedimenti del Garante, la falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante e un caso di accesso abusivo ad un sistema informativo e telematico. Le ordinanze-ingiunzione sono state 36. Le ispezioni effettuate nel 2019 sono state 147. Gli accertamenti, svolti anche con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, hanno riguardato numerosi settori, sia nell’ambito pubblico che privato.

Il settore pubblico e quello privato

Per quanto riguarda il settore privato le ispezioni si sono rivolte principalmente ai trattamenti effettuati da società di intermediazione finanziaria; da istituti bancari (con particolare riferimento ai flussi di dati verso l’anagrafe dei conti correnti); da società che svolgono attività di marketing e fidelizzazione (anche con riferimento alla profilazione dei clienti). Per quanto riguarda il settore pubblico l’attività di verifica si è concentrata sul Sistema statistico nazionale (Sistan), sullo Spid, sui software per la gestione del”whistleblowing” e sulle banche dati di rilevanti dimensioni. Per quanto riguarda l’attività di relazione con il pubblico si è dato riscontro a oltre 15.800 quesiti, che hanno riguardato,in maniera preponderante, gli adempimenti connessi all’applicazione del Regolamento Ue, seguiti dalle questioni legate alle telefonate, mail, fax e sms promozionali indesiderati; a Internet; al rapporto di lavoro pubblico e privato; alla videosorveglianza; alle centrali rischi private;ai dati bancari.

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